Counterfeit: Live Report della data di Milano

I Counterfeit sono la nuova band di Jamie Campell Bower, attore e modello di successo, ai più noto per la sua interpretazione di Anthony Hope in “Sweeney Todd-Il Diabolico Barbiere Di Fleet Street” accanto a Johnny Depp nel film di Tim Burton o per il suo ruolo di Jayce Wayland in “Shadowhunters- Città Di Ossa”. Molti però non sanno che l’anima di Bower è saldamente legata al punk e all’alternative rock, tanto che nel 2009 fonda i The Darling Buds assieme all’amico Dan Smith (batteria) e a cui successivamente si aggiungono Tristan Marmont (chitarra) e Roland Johnson (basso). Quest’anno Smith lascia la band e il gruppo decide di reinventarsi e prende così vita il progetto Counterfeit, dall’approccio musicale diverso, più grezzo e legato a sonorità tipicamente punk rock.

Originariamente la band aveva in cartellone un solo concerto nel capoluogo meneghino, ma visto il sold out raggiunto in pochissimo tempo è stata aggiunta una seconda data anche questa andata esaurita alla velocità della luce. Non stupisce infatti di trovare una lunga coda ai cancelli all’apertura delle porte, costituita per la maggior parte da un pubblico giovane femminile, fan dell’attore ma fortunatamente anche della sua musica e non solo del suo bel faccino.

Non ci sono gruppi spalla ad accompagnare la formazione londinese e lo show inizia puntuale sulla tabella di marcia. Un boato accoglie l’entrata del five-piece e si inizia subito con l’esplosiva “Hold Fire” che incendia a dovere gli animi dei presenti e che vede un Bower a dir poco scatenato che si arrampica sui tralicci al lato del palco e che non sta fermo un momento. Non c’è tempo per prendere fiato che viene servita la dirompente “Washed Out”, un inno punk efficace al punto giusto, mentre la cadenzata e ritmata “Romeo” è sexy e aggressiva e ottiene ampi consensi. I brani si susseguono uno dopo l’altro, veloci, trascinanti, non c’è tempo per pensare ma solo per lasciarsi trasportare dalle note e dall’energia dei Counterfeit, ma con “Letter To The Lost” si cambia registro, Bower chiede al pubblico di spostarsi a lato e di creare uno spazio sotto il palco in cui si può posizionare con la sua chitarra per eseguire un pezzo per lui molto importante, “Letter To The Lost” che parla del suicidio di un suo caro amico. Il momento molto intimo e toccante viene però rovinato in parte a causa della maleducazione di alcune persone che imperterrite chiacchierano tra loro o controllano il telefono davanti il cantante, tanto che quest’ultimo, visibilmente seccato lo fa notare a più riprese. Per fortuna tutto dura pochi secondi e si riesce comunque ad assaporare l’essenza della composizione che tocca i cuori dei presenti.

Con “Family Suicide” si ritorna a del robusto rock’n’roll diretto e senza compromessi, mentre con “Enough” la band ci svela un piccolo segreto e cioè che il brano verrà filmato per essere utilizzato come prossimo video e quindi vengono messi via i telefoni per rendere il momento speciale. Che dire la canzone è una vera e propria bomba sonora dall’incedere cadenzato e vagamente Mansoniano fino ad arrivare al chorus ruffiano e radiofonico al punto giusto, sicuramente un punto di forza nei prossimi live della band. “Lost Everything” ricorda in svariati momenti le sonorità dei connazionali Bush e ci porta verso la parte finale del concerto che vede la band chiamata a gran voce per i bis di rito e precisamente per “Come Get Some”, il primo singolo lanciato dal gruppo e come afferma Bower : “the last opportunity to get fucking mental together” e che  vede quest’ultimo lanciarsi anche tra le prime file durante la parte finale del pezzo. In chiusura viene riproposta nuovamente “Enough” per essere video registrata ancora una volta e anche perché la band non ha ancora molto materiale da cui attingere, poco importa se lo show è durato poco più di un’ora, sono comunque stati sessanta minuti intensi, adrenalinici dove ha prevalso la buona musica e l’intrattenimento. Ad aprile i Counterfeit ritorneranno per altre due date nel nostro paese, se ve li siete persi a gennaio, non dovete mancare a Roma e a Milano. Noi ci saremo e voi?

 

 

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