Circle II Circle: live report della data di Brescia

 Quando andiamo a un concerto, possono succedere tante cose emozionanti, nel bene e nel male. Non c’è niente di strano, quindi, se durante il concerto che i Circle II Circle hanno tenuto a Brescia, seconda di quattro date previste in Italia, molti canali lacrimali si sono aperti e molte guance, anche barbute, si sono bagnate. La band che vanta la presenza di Zachary Stevens, penultimo ed estremamente significativo cantante dei Savatage (l’ultimo è stato Damond Jiniya, una gioia per gli occhi ma non esattamente per le orecchie),  torna in Italia dopo diversi anni di assenza e lo fa con un programma del tutto esclusivo, che comprende l’esecuzione di tutto l’album “Handful Of Rain” nel ventennale della sua pubblicazione. Inutile dire che questo lavoro porta con sé un grande bagaglio emotivo per i fan della band, dato che è il primo disco inciso dopo la morte di Criss Oliva, e il concerto di Brescia conferma prepotentemente che questo album è ancora capace di regalare un bagaglio di emozioni molto forte.

Ad aprire la serata ci pensano comunque due band italiane. Tocca per primi agli Anticlockwise, che abbiamo già avuto modo di vedere in altre situazioni e che si confermano come una band molto valida dal punto di vista della resa live e della tenuta di palco, anche se con un genere leggermente più pesante rispetto ai gruppi che seguiranno.

Riscuotono un buon successo di pubblico anche gli Spellblast, che oltre a giocare in casa hanno accompagnato i Circle II Circle in alcune delle loro date live in Europa precedenti a quella di Brescia e, come gli Anticlockwise, sono perfetti padroni del palco mentre il locale si riempie gradualmente. L’affluenza alla fine non sarà delle migliori, ma il pubblico del Colony si rivela estremamente partecipe e coinvolto, al punto da meritarsi più volte i complimenti da parte di Stevens.

La strumentale “Visions”, sesto brano di “Handful Of Rain”, accompagna l’ingresso in scena dei Circle II CircleZachary Stevens sale per ultimo e attacca, con la sua voce grave che negli anni non ha perso un briciolo di forza, il brano che apre il disco, cioè “Taunting Cobras”. La prima parte della loro performance è rivolta quindi all’esecuzione completa e in rigoroso ordine di questo album, senza interruzioni a parte poche parole di spiegazione fra un pezzo e l’altro. Si ricorda così, ad esempio, che “Watching You Fall” è stata scritta pensando alla guerra nei Balcani, pochi anni prima della pubblicazione da parte dei Savatage del concept ad esso ispirata (cioè “Dead Winter Dead”) e che, naturalmente, “Alone You Breathe” è dedicata alla memoria di Criss Oliva, che Stevens definisce come uno dei suoi migliori amici di sempre. Rimanere impassibili di fronte a questa dichiarazione e al climax emotivo che questo brano, nella sua complessità e nella profondità del suo testo, riesce a generare, è praticamente impossibile. Zachary Stevens poi interpreta con grande passionalità i brani, accompagnandoli con una gestualità molto intensa e interagendo in molte occasioni con il pubblico; non ultimo, la band ringrazia più volte i presenti per avere partecipato nonostante il concerto si tenga di domenica, tradizionalmente non proprio la giornata migliore per assistere a un live. Terminata la parte dedicata ai Savatage, i Circle II Circle proseguono con una serie di estratti dal loro repertorio, praticamente un excursus con estratti che fanno parte di tutti gli album, dalle meno recenti “Watching In Silence” e “All That Remains” alla più recente e complessa “Epiphany”, contenuta in “Seasons Will Fall”. Nel finale, c’è ancora spazio per un bis dedicato ai Savatage, con la più celebre “Edge Of Thorns”, a degna conclusione di un concerto che si imprimerà di certo nella mente di chi non ha mai dimenticato questa band, per quanto il suo valore non sia mai stato, forse, capito in pieno.

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