Children Of Bodom: Live Report della data di Milano

Da dove cominciare a raccontarvi l’ultima calata italica dei Children Of Bodom? Dagli eventi nefasti che ne hanno minato la riuscita, ovvero l’abbandono per ragioni di sicurezza da parte dei Lamb Of God, in origine headliner ufficiali del tour, e l’annullamento appena due giorni prima presso lo stesso Alcatraz del concerto dei Five Finger Death Punch (a causa della notizia, poi rivelatasi infondata, di un possibile attacco terroristico)? Oppure dal fatto che, più forti di qualunque paura e minaccia, i Sylosis e i cinque “bambini” finlandesi hanno offerto al pubblico milanese una memorabile serata di grande musica? Vediamo allora di darvi un resoconto di tutto quanto accaduto.

Appena arrivati all’Alcatraz ci rendiamo conto delle straordinarie misure di sicurezza che sono state predisposte per l’occasione. La zona antistante il locale, di solito popolata da una folla di bagarini e bancarelle (abusive!) di magliette, è oggi dominata da un folto gruppo di carabinieri: militari armati di mitra sorvegliano il perimetro dell’edificio, alcuni loro colleghi muniti di metal detector controllano scrupolosamente tutti coloro che entrano. Una volta in sala avremo poi modo di vedere che tali misure non si fermano all’esterno; ulteriori agenti presidiano infatti le uscite di sicurezza. Tutta questa impostazione è naturalmente sacrosanta e molto gradita, ma non possiamo negare che contribuisca alla creazione di un’atmosfera un po’ strana e anomala. Chiudiamo in ogni caso questo capitolo con una battuta: visto il dispiego di forze messo in pratica, possiamo affermare che Randy Blythe e soci non avevano davvero nulla da temere!

Venendo alla musica, l’impossibilità di arrivare all’Alcatraz con largo anticipo visto il giorno lavorativo, unito alla coda più lunga del solito dovuta ai controlli, ci impediscono purtroppo di vedere gli Hell’s Guardian (ma riusciamo a fotografarli).

Assistiamo invece all’intera performance dei Sylosis. I quattro inglesi, che in poco tempo abbiamo avuto modo di osservare più volte dal vivo, confermano la loro fama di ottimi picchiatori da palco. Il gruppo massacra ancora una volta i presenti con le proprie bordate e il frontman Josh Middleton non fatica a scatenare continui circle pit e wall of death. I quasi 50 minuti a disposizione degli autori del recente “Dormant Heart” si rivelano insomma un successo. Una nota sulle presenze all’interno del locale: la capienza del salone è dimezzata da un telone nero che lo taglia a metà, ma in quella metà l’audience è ben nutrita e soprattutto molto calorosa; il temuto flop dovuto alla defezione dei Lamb Of God non si è quindi verificato.

E arriviamo finalmente alla tanto attesa performance dei Children Of Bodom. Che dire? E’ un vero peccato essersi persi i Lamb Of God dell’ultimo, strepitoso “VII: Sturm Und Drang”, ma con i cinque finlandesi in forma come stasera sarebbe stato altresì un peccato vedere questi ultimi con una striminzita scaletta da soli 6 pezzi, ciò che avevano a disposizione a inizio tour. Come si suol dire, non tutto il male viene per nuocere! Ora che il gruppo di Espoo è padrone totale della scena, può esprimere tutta la propria energia e voglia di scatenarsi attraverso una setlist completa, suonata tra le continue ovazioni dell’intero Alcatraz. Alexi Laiho è più carico ed esagitato che mai, mentre i suoi compagni di palco lo supportano egregiamente, divertendosi e facendo divertire.

Dalle iniziali “Are You Dead Yet?” e “In Your Face” agli apprezzatissimi cavalli di battaglia “Hate Me!” e “Silent Night, Bodom Night” gli applausi del pubblico sono tanti e calorosi al pari dei sentiti ringraziamenti di Laiho. Le nuove “Morrigan”, “I Hurt” e “I Worship Chaos” si fanno valere e passano a pieni voti la prova del fuoco del palco, mentre la leggendaria “Lake Bodom” non fa certo prigionieri. Il pogo e i salti tra le prime file si susseguono senza sosta, tanto che il tastierista Janne Wirman, tutte le volte in cui ha le mani libere, prende il suo smartphone per riprendere divertito tali scene.

Hate Crew Deathroll” e “Bodom After Midnight” rappresentano l’infuocata uscita di scena della band, che una volta tornata on-stage dopo un breve momento dietro le quinte chiude le danze con la storica “Downfall”. La quasi ora e mezza imbastita dai finnici ha costituito uno spettacolo solido, appassionante e messo in piedi da un gruppo pieno di energia e desiderio di mostrare il proprio valore. Quella che nei giorni passati sembrava potesse diventare una serata maledetta si è quindi conclusa con un vero e proprio trionfo.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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