Bullet For My Valentine: Live Report della data di Treviso

Sembra una data un po’ anomala quella dei Bullet For My Valentine al New Age di Roncade (TV). Una band tanto in voga soprattutto all’estero, tiene l’unica data in Italia un club di medie dimensioni. Non ci meraviglia il sold out registrato questo 28 ottobre.

Purtroppo arriviamo in ritardo, giusto pochissimi minuti prima dello show degli headliner, perdendoci gli opener Coldrain e While She Sleeps. Il New Age è gremito, difficile avvistare il palco in mezzo alla folla, se non sbirciando dietro la famosa “colonna”. Si parte, con “No Way Out“, tratta dal nuovo Venom. Il pubblico è veramente caldissimo e impressiona come i nuovi pezzi vengano cantati da gran parte dei presenti. Età media molto bassa e popolazione quanto mai diversa da quella dei classici concerti metal. La setlist proposta da Matthew Tuck e soci alterna estratti dall’ultimo album, con pezzi da quasi l’intera discografia, escludendo solo “Temper Temper“. Chiaramente i pezzi da “Poison” vengono accolti con il maggiore entusiasmo, ma non ci sono cali evidenti nell’attenzione del pubblico.

Tanto è il calore che arriva la platea, quanto però la performance zoppicante della band. Questa per il pubblico italiano è la prima occasione per vedere dal vivo il nuovo bassista Jamie Mathias che sostiene anche le vocals di Tuck. E’ proprio su quest’ultimo lui che sorgono le maggiori perplessità. Tanto entusiasmo, tanta carica ma una performance vocale dal vivo che non rispecchia minimamente quanto proposto in studio. In generale la sensazione è che i Bullet For My Valentine non siano in grado di riproporre sul palco la forza melodica delle loro canzoni, cercando supplire con una massiccia dose di volume che però soddisfa solo i neofiti (e qui ce ne rendiamo conto, ce ne sono tanti).

Se dobbiamo valutare il concerto sulla base del responso del pubblico, il giudizio è nettamente positivo. In caso contrario il concerto della band risulta appena sufficiente, ma al quinto album riteniamo che sia purtroppo un limite oggettivo della band. Prendere o lasciare. Noi li preferiamo su disco.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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