Buckcherry: Live Report della data di Tricesimo (UD)

Li abbiamo visti per tre date da co-headliner insieme agli Hardcore Superstar lo scorso novembre, (il live report) ma era finalmente tempo di vedere i Buckcherry in azione anche da soli, per gustarceli in pieno senza nessuna distrazione. Fortunatamente questa opportunità è arrivata lo scorso 12 giugno all’Interstate Studio 270 di Tricesimo e il gruppo non ha deluso affatto le grandi aspettative, dando prova ancora una volta delle proprie abilità rendendo la serata un vero e proprio evento impedibile. A scaldare i presenti, non ci pensa solo il caldo all’interno del locale, ma soprattutto la band che parte con una doppietta micidiale, la famosissima e molto amata “Lit Up” e “Dead Again” entrambi pezzi estratti dal seminale album omonimo di debutto targato 1999.

La band non si perde in tante parole tra un pezzo e l’altro e sciorina i propri assi dall’immediata e irresistibile “All Night Long” che infiamma i presenti con bordate di sano street rock a “Sorry” dove si ha modo di riprendere brevemente fiato, ma la calma dura poco ci pensa un brano come “Gluttony” tratto dall’ultimo full-length “Confessions” (la recensione) a dare il colpo di grazia e a lasciare tutti senza respiro. La divertente e ritmata “Crazy Bitch” ci porta verso la parte finale dello show, fortunatamente i ragazzi non si fanno attendere molto per i bis di rito e Josh (il cantante, nda) ci presenta un brano particolare, una cover del tormentone “I Love It”, ribattezzata per l’occasione “I Love It, Say Fuck It” del duo dance svedese Icona Pop, volente o nolente ci ritroviamo tutti a canticchiarla in questa esilarante versione firmata Buckcherry.

A chiudere in bellezza lo show ci pensa “Too Drunk”, un bel brano immediato e vivace estratto da “Black Butterfly” del 2008 che riesce sempre a fare grande presa nei live e anche qui  possiamo dire che colpisce l’obiettivo in pieno, ormai non ci sono più freni, si canta, si balla, è una vera e propria festa a base di sano e sudato rock’n’roll e i Buckcherry sono i veri mattatori della serata. Tutti hanno stampato in faccia un bel sorriso e la sensazione di aver assistito ad un concerto a dir poco memorabile, davvero intenso e pieno di emozioni. Ci auguriamo solo di non dover attendere troppo a lungo per rivedere la band americana sui palchi italiani.

Un ringraziamento doveroso a Hub Music Factory e ai ragazzi dell’Interstate Studio 270 per l’accoglienza e la disponibilità.

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