Browbeat: Live Report della data di Napoli

Su disco ci stupiscono, in sede live spaccano. I Browbeat hanno invaso il piccolo locale nel centro storico di Napoli e l’hanno devastato con una prestazione granitica e tecnicamente valida. Se da una parte i chitarristi (Alberto e Cocco) suonano in maniera precisa e potente, dall’altra la base ritmica (Robby – basso) è talmente spessa che potrebbe reggere su di sé un grattacielo; su questo tappeto strumentale si erge la voce di MV caratterizzata da una attinenza hardcore a la Henry Rollins e una sostanziale impostazione hip hop a la Zac De La Rocha. La serata è aperta dall’ottimo gruppo HC new school napoletano, gli On Fall, capeggiati da Paolo. Ci propongono pochi pezzi ma riuscendo subito a riscaldare il pubblico con una prestazione compatta. In formazione rinnovata, spiccano le buone prove di chitarrista e batterista e del cantante che mette l’anima in ogni singolo growl emesso. Bravi davvero. E’ il momento dei Browbeat. Aprono con “Blind Revenge”, dall’ultimo lavoro Audioviolence: suonata perfettamente, è un ottimo biglietto di presentazione al pubblico, che subito rimane stupito dal feeling del gruppo. Si continua con un pezzo tratto sempre dall’ultimo lavoro, “Till Death”, che come onda anomala si abbatte sul piccolo ambiente dello Slovenly. Il tatuato MV alterna rap furiosi a linee melodiche effettate alla Mike Patton, dimostrando un ottima attinenza live. Senza neanche un minuto di pausa, quasi a voler devastare le menti dei presenti, si attacca subito con un pezzo tratti dal primo lavoro (No Salvation, ndr), “Who’s The Beast” e uno dell’ultimo, “Master Monster”. Il pubblico sembra conoscere i pezzi e a tratti canta insieme al cantante, molto bravo a coinvolgere i presenti. La devastazione continua con pezzi tratti dal precedente e dall’ultimo album, fino a quando i Browbeat si congedano con l’ottimo “Challenge” che MV definisce “il nostro pezzo più metallaro”. Alla fine c’è aria di soddisfazione allo Slovenly: sia nel pubblico che nel gruppo, consapevole di averci offerto una prestazione ampiamente sopra le righe. Non ci interessa se i Browbeat suonano HC, Nu Metal o altro. La musica deve trasmettere qualcosa e i modenesi ci riescono. Violenza, impegno politico, tecnica e simpatia sono le parole che ci vengono in mente dopo una serata del genere. Sudati e soddisfatti torniamo a casa consapevoli che l’Italia, in campo estremo, ha molto da dire. Grazie anche ai Browbeat.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login