Brocas Helm: Live Report della data di Brendola (VI)

Probabilmente solo tre anni fa l’idea di poter assistere dal vivo in Italia allo show di una delle band più cult della storia dell’epic metal, i Brocas Helm, non sarebbe nemmeno lontanamente balenata nella mente di nessuno. Ora, grazie al lavoro svolto dall’organizzatore Gianluca Silvi (nonchè chitarrista dei Battle Ram) quest’ennesimo sogno diventa realtà per tutti gli accaniti epic metaller presenti al Night Hawks in Veneto (in tempi recenti Gianluca ha organizzato anche i tour di Manilla Road e Helstar… e altre sorprese sono in arrivo).

Questo piccolo evento storico si realizza al Night Hawks, un coraggioso locale devoto all’hard’n’heavy aperto da poche settimane e sito a Brendola (due passi fuori da Vicenza, per informazioni http://www.nighthawks.it) che ospita le tre band della serata e tutti gli spettatori in un’atmosfera amichevole ed accogliente.

Arrivati in loco ci si incontra subito con tanti fan del gruppo californiano ed in genere di tutto il vecchio heavy metal provenienti da varie parti d’Italia.

Il clima è ottimo ed in questa cornice i Battle Ram salgono sul palco informando il pubblico che per problemi insondabili il cantante dalla band ha dato forfait ed è stato sostituito all’ultimo momento dal veneto Marco Concoreggi (cantante dei bravissimi Battleroar). Grazie all’intervento provvidenziale di Marco i nostri hanno potuto esibirsi ed eseguire cinque brani. Il gruppo inizia a macinare riff di ottimo epic metal con ‘Burning Lives’, track che apre il loro demoCD intitolato semplicemente ‘Battle Ram’. Dello stesso lavoro il gruppo suona ‘Dark Command’; i due pezzi dei Battle Ram eseguiti dal vivo riflettono un’energia notevole e convinvono molte di più rispetto alla versione in studio. Il gruppo ha in ogni caso alcune sorprese a disposizione ed infatti, per la gioia dei tanti appassionati di metal anni ’80 presenti, vengono eseguite prima ‘In The Fallout’ dei Fifth Angel e poi ‘Medieval Steel’ del gruppo medesimo (tutti brani che molto difficilmente si potranno ascoltare dal vivo se non come cover). Per chiudere il breve set Gianluca chiama sul palco Rob, il singer dei Raising Fear, con cui i Battle Ram eseguono la cover di ‘Angel Witch’. In conclusione del primo terzo di serata vanno fatti i complimenti a Marco Concoreggi per aver saputo interpretare bene i pezzi cantati ed ai Battle Ram stessi per non essersi persi d’animo ed aver trovato un validissimo sostituto (questo episodio dimostra che il fantasma della fratellanza metal esiste ancora).

E’ quindi il turno del power epico proposto dai veneti Raising Fear, che vantano, nel locale, un caldo ricevimento. I nostri iniziano alla grande sparando subito sui presenti una possente versione di ‘Gilgamesh’, tratta dal debutto del gruppo ‘Mythos’. A seguire arrivano altri cavalli di battaglia dalla band, da ‘Fenrir’ a ‘Thorr’, da ‘Merlin’ a ‘Charon’. Per rendere più ricca l’offerta della band vengono eseguite anche due cover; prima di tutto viene suonata ‘Metal Daze’ dei «Kings Of Metal» Manowar, che suscita una bella risposta fra le prime fila del pubblico (che cantano l’intera canzone insieme a Rob). Sul finale invece vengono suonate ‘Ace Of Spades’ dei Motorhead e l’inaspettata ‘Metal Church’ del gruppo americano, che uscita altrettanto entusiasmo. Le due macchine da riff Toniolo e Yorick (i due chitarristi) sono decisamente in forma e ci offrono un ottimo spettacolo; va detto che dal vivo i brani acquiscono ancor più spessore rispetto alla versione in studio. Altro fattore positivo per i Raising Fear è la cura con cui eseguono i cori di brani come ‘Thorr’ e ‘Fenrir’ (praticamente i due chitarristi ed il bassista cantano tutto il ritornello insieme a Rob); grazie all’apporto degli altri strumentisti i due brani suddetti vengono oltremodo arricchiti e riescono a trasmettere tutta l’enfasi epica di cui sono infusi. Ottima prestazione per un gruppo che saprà farsi valere.

Dopo l’esibizione dei veneti Raising Fear le leggende viventi Brocas Helm salgono sul palco; il gruppo americano è composto da tre personaggi che sembrano essere rimasti identici alle foto che ancora possadiamo degli anni ’80, con solo qualche cappello bianco in più. Jack Hays, con i suoi basettoni, è un batterista estremamente professionale e una persona decisamente affabile. Bobbie Writght, il cantante-chitarrista è senz’altro il leader del gruppo e sa farsi valere con uno stile forse non eccessivamente tecnico ma di grande impatto. Jim «the wizard» Schumacher è un personaggio incredibile, con i suoi enormi baffoni, il cappello militare (lo stesso di vent’anni fa?) ed uno stile unico e singolare nel suonare il basso.

Lo show inizia alla grande con l’inno ‘Black Death’, che coinvolge subito le prime fila del pubblico. Come risaputo , per quanto riguarda la produzione dei Brocas Helm, il primo album ‘Into Battle’ (1984) è raro e recuperabile solo in LP, il secondo album ‘Black Death’ (1988) è disponibile anche in CD ma è anche decisamente raro. Di conseguenza Bobbie fa presente al pubblico che è presente in sala il terzo album ‘Defender Of The Crown’ (2004) e di questo lavoro la band esegue di seguito la title-track. Subito dopo i nostri propongono un altro cavallo di battaglia, ossia ‘Into Battle’, title-track possente del primo lavoro del gruppo, a cui aggiungono, tratta dal medesimo album, la più rallentata ed epica ‘Beneath A Haunted Moon’. E’ quindi il turno di ‘Time Of The Dark’, tratta dal terzo album, canzone che dimostra appieno l’originalità e pazzia della band. Il pezzo inizia con un singolarissimo assolo di basso di Schumacher e si sviluppa in un brano rocky-epic personalissimo. A seguire abbiamo un altro classico del primo album, ossia ‘Ravenwreck’ e quindi la più potente ‘War Toons’ da Defender Of The Crown’.

Da ‘Black Death’, che in questo live viene un po’ trascurato, ascoltiamo anche la bellissima ‘Flying High’, brano che dà anche il titolo al tour del gruppo. Il finale del concerto è dettato ancora una volta dalla personalità della band, che dopo aver eseguito ancora la cover ‘Emerald’ dei Thin Lizzy, ci immerge nel periodo ultimo dei nostri, con brani a cavallo fra l’epic, il rock, l’hard rock e quant’altro, conditi da una dose di imprevedibilità non comune.

Ottimo show per una band veramente da culto! Ed ora speriamo di ascoltare presto un nuovo lavoro da studio! .

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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