Braindamage: Live Report della data di Milano

La Primavera 2000 ha portato i Braindamage ad avere finalmente una posizione ufficiale sul mercato, grazie all’accoppiata Red Sun / Audioglobe. Questa sera il gruppo torinese è sul palco per ri-presentare ‘ Collapse’, e lo fa senza tanti fronzoli. La formula del power-trio è; snella e brutale, la velocità di alza spesso e volentieri, il volume assordante stordisce e affascina, trascinando i (troppo pochi!) presenti in una sorta di mantra cosmico-metallico da cui è possibile uscire solo dopo un’ora. ‘We Shall Resist’, urla Andrea Signorelli, e ne è convinto, qui non c’è rivoluzione predigerita per nessuno, nessuno sconto ideologico per i pigri di mente. Non è certamente facile addentrarsi nel concept che ha dato vita ai Braindamage, e la lucidità che ne pervade l’esposizione può paradossalmente creare perplessità. A non dare scampo ai dubbi è invece il live-set del gruppo che, preso a prestito il bravissimo batterista Carlos dagli Skylark, scarica 60 minuti di musica durissima che si muove fra Voivod, Motorhead (esaltante in chiusura la cover di ‘Ace Of Spades’) e psichedelia apocalittica. La maggior parte dei brani è ovviamente estratta da ‘ Collapse’, con ‘Stalingrad’ Beyond The Gate’ e ‘6 PM After The War’ che si stagliano nettamente sul resto per potenza e passione: una passione che sembra eguagliata solo dalla splendida ‘ Aurora’, tratta da ‘The Turning Point’, che riesce ad essere incredibilmente suggestiva e ad evocare scenari che –probabilmente- voi umani non potete neanche immaginare.

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