Braindamage: Live Report della data di Torino

Venerdì sera delle grandi occasioni al Barrumba di Torino per la presentazione del nuovo album dei Braindamage, WAR AGAINST THE aLMIGHTY, uscito quando oramai nessuno più ci sperava. La band tricolore cerca di invogliare ulteriormente i propri fan aprendo le porte del locale ad un prezzo più che popolare ed offrendo il precedente cd ‘Collapse’ in regalo, ma ci piace pensare che i numerosi spettatori accorsi (molti più che con i blasonati Grave Digger, giusto per fare un paragone con un concerto svoltosi al Barrumba recentemente) sarebbero stati presenti lo stesso, perché vedere i Braindamage è sempre uno spettacolo incredibile.

Aprono la serata i Contrite, metalcore-band torinese che cita fra le proprie influenze gruppi del calibro di Helmet, Unsane e Converge. I numi tutelari sono ancora troppo lontani ma questi ragazzi sicuramente il loro mestiere lo sanno fare. Dopo un rapido cambio di palco ecco su due schermi un video, traccia sulla quale si svilupperà il video di prossima realizzazione, e poi scoppia l’apocalisse. Andrea, Gigi, Naike e Marco lasciano annichiliti per potenza e precisione in ogni pezzo. La scaletta è stata varia, unico escluso ‘The Turning Point’, ma presente ‘Watching The Bleeding Mouth’ da quel ‘Signal de Rivolta’, primo album dei Braindamage, divenuto oramai introvabile. La band pesca a piene mani da ‘Collapse’: non mancano la splendida ‘Unleashed’, cosi’ come ‘Control the Eclipse’ e ‘6 PM After The War’. A metà concerto trova spazio anche una grande cover, ‘Curse Of The Legions Of Death’ dei Testament mentre la conclusione della distruzione è affidata ad un’altra cover ‘By Demons Be Driven’ dei Pantera. Dal nuovo album sono state prese ben 8 canzoni tra cui spiccano secondo me ‘Red Empress’ e ‘Not One Step Back’. Ma a stupire è anche la voce femminile di Veronica, assoldata come corista, scelta azzeccata perché in grado di far risaltare ulteriormente certi passaggi altrimenti impegnativi per il solo Andrea riuscendo inoltre ad addolcire le bordate sonore che arrivano dal palco. Nota di merito a questo proposito per il fonico, che ha svolto un lavoro decisamente buono, dando spazio a tutti gli strumenti senza penalizzare nessuno, compresa la voce.

Una prestazione maiuscola da parte di tutti per uno spettacolo che è stato davvero coinvolgente, grazie anche all’immenso carisma di Andrea, leader e cantante/bassista che non rinuncia alle sue frecciate dal palco verso un mondo sempre più vicino alla distruzione.

In conclusione, l’augurio è che i Braindamage possano tornare ai fasti di inizio anni ’90, quando giravano l’Europa con alcuni dei più grandi nomi del metal mondiale e magari vederli sui palchi dei grandi festival.

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