Bloody Mary: Live Report della data di Milano

In occasione della riapertura del locale milanese Zoe i Bloody Mary, musicisti ben noti in zona ma ancor di più in terra albionica, vengono scelti per iniziare le attività della nuova stagione in una nottata divertente ed effervescente che vede primeggiare, fra il pubblico, i colori tipici della scena gothic rock.

La band, reduce da un’altra scalata in Inghilterra che le ha regalato altro successo, inizia lo show molto tardi ma dimostra di essere più che mai “in carica” e di voler scatenare per bene i propri fan.

La buona serata è sottolineata anche da un afflusso più che soddisfacente di pubblico che a seguire il labbiale degli spettatori è composto da molti fan del gruppo, che conoscono a memoria i pezzi più noti della prima release ufficiale dei Bloody Mary, ossia ‘Blood’n’Roll’.

Il combo decide di iniziare il concerto puntando su brani che sappiano da sibuto stimolare l’audience e quindi si parte con le scatenate ‘Ice Blue’ e ‘Drops’, che vedono sin dalle prime battute il singer, Aldebran, in forma smagliante alla voce.

Anche tutto il resto del gruppo non è da meno e in particolare colpisce la coordinazione dei due axemen, Alessandro Stranieri e Simone Montagnani, che, sebbene non eseguano passaggi trascendentali riescono ad infondere ai riff la giusta e malsana energia.

Questo live viene sfruttato dalla band anche per presentare alcuni brani inediti che entreranno a far parte della prossima release (la seconda ufficiale) dei nostri; le due canzoni, ‘Better Down’ e ‘Deathly Gone’, evidenziano un ulteriore passo verso un mix alto di rock’n’roll e gothic e non mancano di convincere gli astanti.

La conclusione di questo live è legata ad una classica cover che i nostri suonano spesso in Inghilterra ma che viene per la prima volta presentata anche in Italia, ossia ‘Pat Cemetary’ dei Ramones, ovviamente rivista in chiave Bloody Mary.

Il concerto finisce con uno scroscio di applausi che rivitalizza il lavoro dei nostri, sempre più professionali.

Unico appunto negativo del concerto è stata la durata; poco più di mezzora è veramente troppo poco ma forse la scelta della scaletta è stata dettata proprio dall’intento di riuscire a scaricare sul pubblico le gemme di produzione Bloody Mary per mantenere altissimo il livello di attenzione e partecipazione. Missione riuscita.

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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