Blind Guardian: Live Report della data di Milano

Il calorosissimo pubblico che ha portato l’Alcatraz al sold-out per la prima data italiana del “Beyond The Red Mirror Tour” è stato ampiamente ripagato: i Blind Guardian gli hanno infatti regalato uno show eccezionale, mastodontico nelle sue 19 canzoni in scaletta per quasi due ore e mezza di concerto. Tra grandi classici e nuovi cavalli di battaglia, il live è comunque volato nonostante la sua lunga durata. Vediamo allora come si sono svolte le cose in quel di Milano.

Gli Orphaned Land, per quanto fossero uno special guest davvero d’eccezione, non rappresentavano di certo la proposta più canonica da associare ai bardi di Krefeld: dobbiamo però riscontrare, anche con un po’ di sorpresa, come il pubblico milanese abbia riservato un ottimo trattamento pure al combo israeliano. Le melodie orientali e gli elementi folk del gruppo conquistano infatti da subito l’audience, che non esita a dedicargli cori e applausi. Il frontman Kobi Farhi, in particolare, non fatica a mietere consensi e approvazione, sia quando trascina i presenti, sia quando scherza avvisandoli che lui non è Gesù Cristo (!), sia quando lancia un messaggio di pace spiegando che la “missione” della band è unire grazie all’heavy metal i suoi connazionali, purtroppo abituati a scontrarsi di continuo a causa della politica e della religione. Il gradimento è tale che quando la formazione annuncia di essere giunta al termine della propria performance, un sonoro “no” si leva spontaneo dalla folla: il buon Kobi rassicura però tutti quanti, informandoli che gli Orphaned Land rimarranno a Milano fino al weekend successivo, per suonare al padiglione israeliano in occasione dell’Expo.

Un rapido cambio palco, poco più di 20 minuti, e le note dell’intro della nuova “The Ninth Wave” preannunciano l’entrata in scena degli attesissimi Blind Guardian: l’ingresso di ogni componente del gruppo viene accolto da un boato e il brano d’apertura, nonostante sia molto complesso e non proprio immediato, viene già accompagnato dai cori e dai battiti di mani di tutti i presenti. Inutile dire che quando subito dopo scatta la potentissima “Banish From Sanctuary” la temperatura sale a 1000 gradi e nelle prime file si scatena un mosh pit degno di un concerto thrash. Nel mezzo assistiamo a un divertente siparietto in cui, dopo che il pubblico ha tributato un caloroso coro prima a tutta la band, quindi a ogni suo componente, Hansi Kürsch scherza coi compagni sul fatto che la sua ovazione sia stata la più carica e invita l’Alcatraz ad applaudire anche i due “nameless guys”, ovvero il bassista Barend Courbois e il tastierista Michael Schüren! La prima parte dello spettacolo ci riserva poi la sempre presente “Nightfall”, un’emozione come la prima volta ad ogni occasione in cui la si riascolta, “Fly”, diventata ormai un nuovo classico dopo il suo inserimento in setlist ai tempi di “A Twist In The Myth”, e un altro pezzo spaccaossa del calibro di “Tanelorn (Into The Void)”. Riscuotono un notevole successo anche la nuova “Prophecies”, che rivela un’ottima resa live dopo aver convinto su disco grazie al suo alone di mistero e alle sue atmosfere da ballata medievale, e “The Last Candle”, in generale non molto presente nelle scalette dal vivo dei bardi e forse proprio per questo apprezzatissima e cantata a gran voce.

Arriva quindi l’ora di un breve intermezzo acustico e il coinvolgimento emotivo raggiunge livelli incredibili rappresentando, a parere di chi scrive, il probabile apice di tutta la serata. La nuova ballad per pianoforte “Miracle Machine” si mostra davvero coinvolgente in questa veste, ma è il capolavoro “Lord Of The Rings”, che in versione “unplugged” guadagna ancora più pathos, a incantare tutti quanti, facendoli saltare all’unisono durante il suo magico ritornello: un momento irripetibile. Si prosegue quindi con due canzoni “sorpresa”, abbastanza rare non solo nelle setlist dei Guardian in generale, ma pure in quelle del presente tour, ovvero “Traveler In Time” e “Journey Through The Dark”: la prima in particolare viene cantata in coro dai presenti fin dal suo riff iniziale di chitarra. Si verifica a questo punto un episodio a cui il combo di Krefeld è ormai abituato, il momento in cui il pubblico approfitta della prima occasione per iniziare a chiedere a gran voce “Majesty”; nonostante il lunghissimo show già studiato per l’audience milanese, i bardi decidono di accontentare il locale suonando anche questo immortale classico: il risultato è un terremotante wall of death che coinvolge tutta la prima metà della platea e si scatena all’attacco della canzone. Non molto dopo la band farà la sua prima uscita di scena, non prima di aver deliziato i presenti con un altro brano che non viene eseguito di certo spesso come “And The Story Ends”.

L’inconfondibile intro “War Of Wrath” indica che i Blind Guardian stanno per riguadagnare il palco alla grande con la loro opener da concerti più famosa, ovvero “Into The Storm”, canzone che vede una rinnovata e intensa partecipazione dell’Alcatraz al pari della sempre amatissima “Valhalla”, il cui finale in “sing-along” si protrae come al solito per diversi minuti. In mezzo ai due pezzi trova spazio la nuova “Twilight Of The Gods”, ultimo estratto da “Beyond The Red Mirror” per questa sera. Lo spettacolo potrebbe quasi finire qua, ma la band nell’attuale tour vuole strafare e, dopo un’altra uscita dietro le quinte, non ritorna solamente per suonare le immancabili “The Bard’s Song” e “Mirror Mirror”, ma pure la lunghissima “Wheel Of Time”, magnifica suite proveniente dal suo penultimo album. A fine concerto il senso di meraviglia e l’appagamento sono tali che descrivere a parole l’esperienza appena vissuta risulta quasi impossibile!

Setlist Blind Guardian
01. The Ninth Wave
02. Banish From Sanctuary
03. Nightfall
04. Fly
05. Tanelorn (Into The Void)
06. Prophecies
07. The Last Candle
08. Miracle Machine (acoustic)
09. Lord Of The Rings (acoustic)
10. Traveler In Time
11. Journey Through The Dark
12. Majesty
13. And The Story Ends

Encore 1
14. Into The Storm
15. Twilight Of The Gods
16. Valhalla

Encore 2
17. Wheel Of Time
18. The Bard’s Song – In The Forest
19. Mirror Mirror

Foto di Anna Minguzzi
Testo di Matteo Roversi

anna.minguzzi

view all posts

Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

matteo.roversi

view all posts

Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Gennj Giannullo

    La recensione è come se l’avessi scritta io…show meravioglioso…maestri!!!!

    Reply
  2. Diego di Buglione

    Grandissimi Blind Guardian…. Concerto emozionante. Unici come sempre. Non vedo l’ora di avere il live cd.

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login