Blackoustic – Kotipelto / Liimatainen: Live Report del concerto di Milano

Gli show acustici sono da sempre un’arma a doppio taglio, riducendo al minimo la spettacolarità di un concerto, abbassando il numero di watt, e portando la musica nella sua essenza più intima non tutti sono in grado di saper reggere per quasi due ore il palco, mantenendo vivo l’interesse per tutta la durata dell’esibizione.

Blackoustic è il progetto che vede Timo Kotipelto, vocalist degli Stratovarius, e Jani Liimatainen (ex – chitarrista dei Sonata Arctica e fondatore con il compagno dei Cain’s Offering), cimentarsi nel rifacimento in versione acustica dei brani delle band d’origine, oltre ad una serie di cover note a tutti i fan dell’ hard & heavy.

In apertura gli Eternal Silence da Varese, anch’essi in versione unplugged, eseguono per l’occasione i brani tratti dai loro due album. Da citare “Braving My Destiny”,“Incubus”, “Forlon Farewell” dal debutto Raw Poetry e “My Cage” e “Astronomer” da Chasing Chimera dello scorso anno. Spogliati delle orchestrazioni il merito più grande va all’arrangiamento di voci tra Ophelia e il chitarrista Alberto Cassina. Sicuramente hanno stuzzicato la curiosità di chi non li ha mai visti dal vivo (compreso il sottoscritto) ad assistere ad una loro esibizione con la formazione al completo.

 

 

I finlandesi non sono simpatici: nulla i di più sbagliato, lo si è capito dall’introduzione con il tema di Rocky. Timo Kotipelto e Jani Liimatainen hanno saputo coinvolgere per quasi due ore i 280 presenti al Legend Club con un’esibizione dinamica, professionale, divertente e coinvolgente. Dall’apertura con “Sleep Well”, presente sull’album “Blackoustic” del 2013, alla chiusura “Hunting High And Low” i due finnici non si sono di certo risparmiati. Tra i brani delle band madri (Stratovarius in primis) ad una serie di cover, definite più volte le “good songs”, si è passati senza cedimenti attraverso “Out In The Fields” di Gary Moore, “Alone” delle Heart, a una “Holy Diver” da brividi. Le sempreverdi “Black Diamond” “Forever” “Home Again” hanno fatto cantare il pubblico che ha saputo stupire per tanta accoglienza riservata. Il chitarrista in primis ha dato prova delle sue capacità nel saper riarrangiare brani come “2 Minutes To Midnight” o “Speed Of Light” conservando l’energia originale, con un Kotipelto continuamente scherzoso con “questa sarebbe la parte dell’assolo”. Da “i cori di questo brano lo saprebbero fare anche i finlandesi ubriachi” riferito a “The Trooper” alla presa in giro al loro amico Jens Johansson la buona musica ha comunque fatto da padrone. Si, è certamente più difficile sapere tenere il palco in una situazione del genere rispetto ad uno show studiato nei minimi dettagli, ma questi musicisti lo sanno fare nel migliore dei modi. Ora però vi aspettiamo con i Cain’s Offering.

Roberto Banfi

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Punk n roller con ispirazioni gotiche e tracce persistenti di untrue heavy metal, tra Billy Holiday e gli Einsturzende Neubauten sono incappato casualmente negli Iron Maiden. Sogno una collaborazione tra Varg Vikernes e Paolo Brosio. Citazione preferita: ""Il mio dio è più forte"" (Conan il barbaro).

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