Blackberry Smoke: Live Report della data di Milano

A gettare un’occhiata tra il pubblico che affolla il palco piccolo del Carroponte, i Blackberry Smoke sembrano proprio un gruppo per famiglie. Diversi genitori con bambini al seguito si accostano infatti a redneck dall’aria di chi ne ha viste tante, agli habitué dei concerti, agli amanti del southern (ci sono anche diversi musicisti fra il pubblico) e a un pubblico più generico, segno che questi baldi giovani hanno saputo fare breccia nei cuori degli ascoltatori fin da subito. Se avessimo avuto anche solo un minimo dubbio su questo dopo il loro trionfale concerto all’Alcatraz in autunno, i Blackberry Smoke in versione estiva fugano ogni perplessità.

I Simo vengono dipinti come una delle promesse del blues contemporaneo, e nel loro set di apertura non fanno altro che confermare questa definizione. Con una formazione a tre e dei volumi che rimarranno bassi per tutta la serata, J.D. Simo si rivela un cantante e chitarrista che vale proprio la pena di seguire con attenzione, trascinante e di grande precisione. Il suo repertorio è composto da brani originali e suonati con grande intensità, fino ad arrivare a un’inattesa cover di “With A Little Help From My Friends“, più scarna rispetto alle versioni a cui ci hanno abituati grandi artisti, come ad esempio Joe Cocker, ma comunque perfetta. Solo il giorno dopo abbiamo appreso che la strumentazione con cui i Simo hanno suonato (e quindi, per quanto riguarda J.D. Simo, una semiacustica e una Telecaster) era evidentemente raccolta in giro o prestata, dato che i soliti ignoti avevano pensato bene il giorno preccedente il concerto di fregarsi tutta la loro strumentazione. Oltre all’ovvio misto fra rammarico e incazzatura da parte nostra (e speriamo che non diventi un altro motivo per cui certi artisti non passano più dall’Italia…), è comunque da segnalare che i Simo sono stati estremamente professionali, non hanno fatto cenno al furto durante il concerto e hanno eseguito comunque un set da manuale.

Anche i Blackbery Smoke si interrompono poche volte per intearigre con il pubblico; nonostante ciò, la loro si rivela essere una performance rilassata, colorata e ottima sotto il profilo dell’esecuzione. Circa un’ora e quaranta di esibizione assolutamente deliziosa, divertente e al massimo della professionalità, elementi che consacrano ancora, se mai ce ne fosse bisogno, la band come una delle migliori della nuova scena southern rock statunitense. Ci sono comunque alcuni momenti più significativi di altri, che vale la pena citare, tutti riguardanti alcune cover. C’è prima un momento dedicato ai Led Zeppelin con il medley composto da “Sleeping Dogs” su cui si innesta una dinamica “Your Time Is Gonna Come“, dove i Blackberry Smoke, come in altri momenti, lasciano tutto lo spazio agli strumenti e si confermano degli ottimi esecutori di brani non sempre facili da riproporre. C’è un secondo momento, del tutto inaspettato, dove la band si lancia nel reggae e propone un altro medley dove, su “Ain’t Much Left of Me“, si innesta “Three Little Birds” di Bob Marley, con cui il concerto si conclude, a solidificare l’impressione di grande rilassatezza generale, il senso di pace e amore universale che brani del genere suscitano ancora a distanza di anni dalla loro uscita. Per finire, i bis si aprono con una dedica a Scotty Moore, un chitarrista statunitense morto appena il giorno prima del concerto, la cui morte forse in Italia è passata un po’ sotto silenzio, ma che è stato fondamentale per la sua collaborazione con Elvis Presley; per omaggiarlo i Blackberry Smoke scelgono di eseguire “That’s Alright Mama“che fu il primo singolo registrato da “The King” con, appunto, Moore alla chitarra. Alcuni momenti, quindi, che contribuiscono a dare un tocco di unicità a una serata già di per sè ottima.

Setlist:

– Fire in the Hole
– Six Ways to Sunday
– Let Me Help You (Find the Door)
– Crimson Moon
– Pretty Little Lie
– Rock and Roll Again
– Good One Comin’ On
– Lucky Seven
– Sleeping Dogs / Your Time Is Gonna Come
– Shakin’ Hands With the Holy Ghost
– Up in Smoke
– Ain’t Got the Blues
– The Whippoorwill
– Payback’s a Bitch
– One Horse Town
– Shake Your Magnolia

Encore:
– That’s Alright
– Son of the Bourbon
– Ain’t Much Left of Me / Three Little Birds

Blackberry Smoke Simo Italia 2016

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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