Billy Idol: live report della data di Padova

Per la sua seconda data italiana del 2014, a un giorno di distanza da quella di Roma, Billy Idol ha scelto una location molto vicina a quella di due anni fa, trasferendosi all’interno del Gran Teatro Geox. Già, all’interno, e se sommate le temperature che girano per il nord Italia in questi giorni con una grandissima quantità di partecipanti, che riempiono il teatro fino a far sfiorare il sold out, avrete una vaga idea della situazione climatica in cui si è svolto il live. Ad ogni modo, sudando come pinguini in esilio all’Equatore e circondati da un pubblico estremamente eterogeneo, che va dal metallaro con maglietta degli Stone Sour alla famiglia con tre bambini in età prescolare (a dimostrazione di come questo sia un artista che ha saputo mettere d’accordo un po’ tutti), assistiamo ad un’altra grande prova di Billy Idol e della sua eccezionale squadra di musicisti. Fra questi, è naturale, spiccano ancora una volta Steve Stevens,  la sua sobria camicia leopardata e la serie di assoli, alcuni anche in acustico, che arricchiscono le quasi due ore di esibizione.

Per quanto riguarda i brani eseguiti, ci sono diverse sovrapposizioni e alcune lievi differenze rispetto all’ultimo passaggio dell’artista in Italia. le similitudini riguardano, ad esempio, la presenza di classici come “Ready Steady Go” e “Dancing with Myself”, due classici dell’epoca Generation X che scatenano, soprattutto il secondo pezzo, un ballo frenetico fra tutto il pubblico. I pezzi dell’epoca Generation X sono coperti anche in questo caso da un’attenzione particolare in questo caso, grazie anche all’esecuzione di “King Rocker” e “Love Like Fire” in rapida successione. Billy Idol cambia un completo nero dopo l’altro dando grande sfoggio, come sempre, del suo fisico praticamente statuario e, a parte lamentarsi a sua volta per il gran caldo (di certo l’imponente apparato luci, che ha dato vita a situazioni scenografiche di grande effetto, non ha giovato), esegue un pezzo dopo l’altro senza praticamente interruzioni. La sua voce si mantiene su livelli regolari fin verso la fine, e comincia a dare segni di cedimento con la seconda strofa dell’intramontabile “Rebel Yell”, cosa che comunque non impedisce al pubblico di scatenarsi ancora una volta e di consumare le ultime molecole di ossigeno a disposizione all’interno del teatro. I due bis, ancora una volta, sono l’altro grande classico “White Wedding” e la saltellante “Mony Mony”, e anche questa volta si ripete la consuetudine di eseguire la cover di “L.A. Woman” dei The Doors. In sostanza, a parte alcune differenze a livello di setlist, la data di Padova ha molti punti in comune con quella di Piazzola sul Brenta di due anni fa, e anche se al di fuori da un contesto legato strettamente a quello dell’heavy metal, conferma come Billy Idol abbia ancora molte cose da raccontare. A questo punto non resta che aspettare il nuovo album che dovrebbe essere pubblicato in autunno, e vedremo cosa porterà il futuro.

Setlist:

-Postcards from the Past
-Cradle of Love
-Dancing with Myself
-Flesh for Fantasy
-Love and Glory
-One Breath Away
-Ready Steady Go
-Sweet Sixteen
-Whiskey And Pills
-Eyes Without a Face
-L.A. Woman
-Guitar Solo
-King Rocker
-Love Like Fire
-Blue Highway
-Rebel Yell

Bis
-White Wedding
-Mony Mony

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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