Bay Fest: Live report e foto del festival con NOFX e Screeching Weasel

Secondo anno per il Bay Fest, prodotto da LP Rock Events e HUB Music Factory, che anche questa volta portano una vagonata di gruppi hardcore/punk per festeggiare tutti insieme all’insegna del divertimento, per celebrare l’estate e il lato solare di questa musica in un festival di due giorni che vede nomi di punta della scena mondiale.


DAY 1

La gente sta cominciando ad arrivare nell’arena vicino alla spiaggia, quando gli I.S. irrompono sul palco con il loro ska-core, un genere che anni fa era inflazionato ma che ora viene portato avanti ottimamente da band come queste, in Italia: un gradevolissimo aperitivo che riesce subito a coinvolgere i presenti e fare sentire le vibrazioni positive. Ottima la sezione fiati e le canzoni proposte dal gruppo, a proprio agio sul palco e di certo non intimidito dalla posizione di opener: prova superata anche per i suoni, decisamente buoni e che fanno meritare un applauso anche all’organizzazione tecnica dell’evento.

 

 

 


E’ il momento dei Coffeshower, col loro punk rock da L’Aquila che, combinando melodie pop ai suoni massicci del genere riescono a farsi apprezzare, grazie anche alle loro incursioni in territori un po’ più particolari, al di là del “tupa-tupa” tipico del genere e che denota un’ottima capacità compositiva.

 

 

 


Ancora Ska-core con i Talco, un gruppo che ha saputo guadagnarsi seguito in Italia e in Europa e oggi dimostreranno ampiamente perchè: una miscela incendiaria, arricchita dai fiati e che fa salire di giri il motore della gente che giunge sempre più numerosa nell’arena. Un altro gruppo italiano in grado di competere ad armi pari con i colleghi esteri.

Prima di passare alle band principali della giornata una breve riflessione: questo genere musicale in Italia è ancora vivo e vegeto, riesc a coinvolgere fra cover i “500 miles”, dei Ramones e di “Starman” di Bowie, così come si è visto oggi: applausi di cuore ai tre gruppi che hanno tenuto alta la bandiera tricolore durante questa prima parte del festival.

E si va in campo internazionale con gli A Wilhelm Scream: sei album all’attivo e una proposta musicale scattante a base di hardcore punk senza fronzoli ma diretto e bruciante, ottimamente suonato che però, oggi, viene penalizzato da suoni non proprio all’altezza (unica nota dolente per tutta la giornata, quella di questa performance). La band del Massachusetts mette a fuoco e fiamme l’audiance, ripercorrendo la propria carriera pluriennale e coinvolgendo il pubblico in esibizioni di gruppo tipiche dei concerti del genere: quasi un’ora a disposizione della band e la consapevolezza di aver suonato un gran concerto che lascia soddisfatti tutti.

 

 

 


Gli Strung Out hanno sempre incarnato l’archetipo di un gruppo che suona melodico, veloce, un connubio fra melodie vocali e stop ‘n’ go fulminanti in grado di riempire di adrenalina degli ascoltatori: un percorso nato su Fat Wreck Chords e culminato con l’ultimo “Transmission.Alpha.Delta” che il combo californiano di Simi Valley continua a promuovere dal vivo, accanto a bani come le immortali “Firecracker” e “Solitaire”, fulgidi esempi di hardcore con anni sulle spalle ma sempre attuale ed emozionante per chi c’era allora così come per chi ascolta questi pezzi dal vivo per la prima volta e un fremito percorre la platea con la cover finale di “Soulmate”, dei No Use For A Name, in memoria di Tony Sly.

 

 

 


Dodici LP, infiniti EP, 7″ e split, concerti e miglia macinati in lungo e in largo per il globo e un’etichetta culto scaturita dalla mente del frontman Fat Mike: signore e signori, i NOFX! Da sempre famosi per i liv energici ma anche per essere un po’ troppo chiacchieroni fra un pezzo e l’altro, la band californiana stasera è artefice di una performance live veramente ottima, in ricordo di Tony Sly come denota “I’m So Sorry, Tony”, presente nel prossimo album. Una scaletta che fa scatenare l’arena del Bay Fest, ormai veramente colma e con gente che si riunisce in un continuum generazionale sulle note di “Linoleum”, “Champs Elysees” e “Moron Brothers”: Fat Mike e El Hefe (siparietto sul cantato di “L’Italiano” di Toto Cutugno da parte del chitarrista/trombettista mesicano)  sono i veri mattatori, fra corse, piroette e sconcerie assortite fra i brani che si succedono nell’ora e un quarto, fino a quando tutti se ne vanno sulla fisarmonica suonata da Eric Melvin, sudati, felici e carichi per un concerto che dal primo gruppo al gran finale ha dimostrato il grande stato di salute e il eguito del genere in Italia.

Setlist:

  1. 60%
  2. Stickin’ In My Eye
  3. Linoleum
  4. The Idiots Are Taking OVer
  5. Six Years On Dope
  6. Franco Un-American
  7. Indifferent Drum
  8. 72 Hookers
  9. Murderin’ C / Leave It Alone/ Bob
  10. Triple Rock
  11. Jesusland
  12. The Man I Killed
  13. Goddess
  14. Eat The Meek
  15. Lori Meyers
  16. Tim / Crassic / Stink
  17. Champs
  18. Herojuana
  19. Moron Bros
  20. FTK / Dinosaurs
  21. I’m So Sorry, Tony
  22. Bottles To The Ground
  23. Theme Of a NOFX Record

 

 

 


DAY 2

Della seconda giornata vi possiamo presentare solo il nostro report fotografico. Il Day 2 è stato capitanato da Screeching Weasel, Satanic Surfer , Derozer e molti altri. Ecco le foto.

HONEY

 

 

 


LAGS

 

 

 


SLANDER

 

 

 


DEROZER

 


SATANIC SURFERS

 


SCREECHING WEASEL

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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