Backyard Babies: Live Report della data di Trezzo Sull’Adda

Ci sono quelle serate d’Aprile in cui sembra che la primavera abbia fatto un passo indietro e quasi passa la voglia di uscire di casa e fare un po’ di strada in macchina per raggiungere la venue di un concerto, anche se lo si aspetta da tempo.
Ed è questa la strana sensazione che ci accompagna il pomeriggio del
24 Aprile, quando sotto un cielo grigio ci avviamo verso il Live Club di Trezzo Sull’Adda. E poi, come per magia, il potere del rock’n’roll trasforma qualunque cielo grigio in una scarica di energia pura e porta gradite, graditissime sorprese.

Ci accoglie un Live Club quasi vuoto quando, puntuali come un orologio svizzero, arriviamo a Trezzo alcuni minuti prima dell’esibizione dei Satan Takes a Holiday, terzetto svedese che aprirà le danze del “Nordic Noir Tour”, accanto alle conterranee Thundermother, ai norvegesi Audrey Horne e agli headliner indiscussi della serata, i Backyard Babies.

Nonostante un po’ di scetticismo iniziale (dovuto soprattutto ai volti pittati d’oro con cui si presentano sul palco), i Satan Takes A Holiday finiscono con il lasciare un’ottima impressione, a colpi di un hard rock orecchiabile, preciso e ben eseguito. Pezzi come “The Beat” o “A New Sensation”, title track del nuovo album che verrà pubblicato a breve, si colorano di sfumature di sicuro impatto, in alcuni passaggi à la Muse, e riescono nell’impresa di trascinare i pochi presenti.

Il testimone della prima esibizione viene raccolto dalle Thundermother, un quartetto tutto al femminile che porta sul palco tantissima grinta e una buona dose di biondi crini. La band regala uno spettacolo pieno di energia, ancora una volta all’insegna del rock, senza fronzoli e a tratti venato da un’ispirazione punk. Queste giovani musiciste non si risparmiano in quanto a tenuta del palco, e non solo, quando la chitarrista Filippa Nässil si fa un giro tra il pubblico con la sua sei corde, suonando imperterrita mentre beve dal bicchiere di uno dei presenti e stringe mani a destra e manca.

Quando sembra che la serata non possa aggiungere più molto in termini di carica e carisma, ecco arrivare sul palco i norvegesi Audrey Horne. Il vocalist Toschie si presenta con camicia bianca e bretelle da impiegato e, ancora una volta, lo scetticismo sale alle stelle. Ma bastano le prime note del brano d’apertura della band per farci cambiare opinione. Pur nel valore dei gruppi visti fin’ora, gli Audrey Horne spiccano decisamente per capacità di coinvolgere e stupire, con un’altra lunga passeggiata tra il pubblico del cantante e dei due chitarristi, in una gara a chi si issa con maggiore convinzione sul bancone del bar di un Live Club acclamante, sulle note della travolgente “Waiting For The Night”. Senza dubbio alcuno, la vera bella scoperta di questo concerto.

Ma sono ormai le dieci, ed è giunta l’ora di acclamare i Backyard Babies, headliner indiscussi di una venue che (fortunatamente) ha ora raggiunto un buon numero di spettatori.

Con una carriera più che trentennale alle spalle, Nicke Borg, Dregen, Johan Blomqvist e Peder Carlsson sono ormai una certezza e non deludono neppure in questa circostanza: un’esplosione di suoni e adrenalina apre lo show, quando “Good Morning Midnight” fa scatenare il pubblico in uno dei tanti poghi selvaggi che accompegnaranno l’esibizione.

Nicke Borg è concreto e precisissimo, mentre a Dregen rimane il compito di intrattenere i presenti (che poi lo faccia consapevolmente o a causa dei fiumi di alcool chiaramente ingeriti, è un’informazione irrilevante), senza per questo mai perdere un colpo. La stupenda “Nomadic” ci fa quasi commuovere, ma non c’è tempo per soffermarsi troppo a pensare, tanto la setlist è tirata e incalzante, tra momenti acustici di altissimo livello e successi acclamati come “Roads”, “Th1rte3n or Nothing” e “The Clash”.

L’encore è affidato a “Yes to All No” e “People Like People Like People Like Us”, degna conclusione di uno show che, dall’inizio alla fine, è stato il vero toccasana di una serata d’Aprile, una di quelle in cui sembra che la primavera abbia fatto un passo indietro. Ma la musica no, il rock, quello vero, quello bello, non ingrigisce proprio mai.

Backyard Babies Setlist:

Good Morning Midnight
Look At You
Dysfunctional Professional
Shovin’ Rocks
Nomadic
Highlights
Heaven 2.9
A Song For The Outcast
Roads
44 Undead
Th1rte3n or Nothing
The Clash
Minus Celsius
Abandon
Brand New Hate
Yes To All No
People Like People Lik
e People Like Us



Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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