Back To Black: live report del festival

Indipendentemente dalla situazione e dalla qualità delle band presenti, la serata denominata Back To Black è stata, sotto molti aspetti, una vittoria. Una delle frasi ricorrenti fra il pubblico infatti è stata: “Oh, stasera c’è gente che non vedevo in giro da vent’anni”, e derivate, segno che ci sono ancora le possibilità di risollevare certe zone dall’immobilismo e che basta (si fa per dire) un concerto con la presenza di diversi gruppi storici a due passi da casa per far muovere anche i fondoschiena solitamente più pesanti. L’altro lato della medaglia del festival è invece l’evidente diserzione di massa del pubblico under 30. Forse erano tutti nascosti negli anfratti del locale; meglio non indagare. Ad ogni modo, il festival organizzato dai Tarchon Fist in memoria dello scomparso giornalista Sergio Nardelli ha segnato un punto a favore e ha le potenzialità per diventare una piccola costante. Cominciano gli Atomic Blast, a cui chiediamo scusa per aver perso la loro performance; avendo comunque già visto la giovane thrash band dal vivo in altre occasioni, e avendo avuto modo di raccogliere alcuni riscontri in giro, siamo sicuri che anche la loro sia stata un’esibizione all’altezza della situazione.

I primi dinosauri ripescati dalla naftalina rispondono al nome di Urban Fight, un gruppo nato nel 1981, recentemente riformatisi anche se non interamente nella formazione originale, definibili tranquillamente come uno dei primi esempi di crossover / hardcore. La loro musica si colloca infatti in sostanziale equilibrio fra metal e punk, con brani come “Lotta Urbana”, che resistono bene all’usura del tempo e una tenuta di palco ben bilanciata fra serietà e divertimento. Insomma, gli Urban Fight non si sono fatti ammorbidire dal passare degli anni e sanno dare forza ai propri brani e al loro sound ruvido.

Usciamo un attimo dal reparto geriatrico per parlare dell’unico gruppo straniero partecipante al festival, gli austriaci Liquid Steel. Con tanto di compagine di fan venuti dritti dall’Austria, questi cinque giovani musicisti propongono un heavy metal classico a doppia chitarra piuttosto interessante, indebolito forse solamente da qualche affaticamento a fine esibizione parte del cantante. Molto buono l’impatto sul palco, i Liquid Steel conquistano subito l’interesse del difficile pubblico bolognese e offrono la dimostrazione della loro evidente preparazione live.

Difficile parlare dei Crying Steel senza ripetersi ormai. Che siano una realtà più che consolidata dell’heavy metal italiano è chiaro a tutti. Che abbiano suonato più o meno in tutti i contesti, nell’ambito della loro carriera, è noto a chi ancora si aggira nei locali alla ricerca di un gruppo che suoni live. Che il nuovo album “Time Stands Steel” tenga perfettamente il passo con il vecchio “On The Prowl” e il più recente “The Steel Is Back!”, con i brani di diverse epoche ad alternarsi in perfetta sintonia, è una conferma che si consolida ad ogni occasione. Eccezionali sotto tutti i punti di vista, i Crying Steel sono il primo gruppo che infiamma veramente gli animi di tutti i presenti, e da qui in poi sarà tutto un crescendo.

Per gli Skanners la serata è doppiamente significativa, se si considera che Sergio Nardelli era non solo un loro corregionale ma anche l’autore della biografia che uscirà nei prossimi mesi e che riassume le vicende principali della band di Claudio Pisoni. Una band che ha saputo mantenersi al passo con i tempi nel corso degli anni e che adesso si fa notare, fra le altre cose, per una sezione ritmica rinnovata, giovanissima per età ma perfettamente coordinata e capace di una potenza devastante. Anche in questo caso, la band alterna vecchi cavalli di battaglia a brani più recenti, mentre Pisoni trascina il pubblico con la sua energia inesauribile. Difficile stabilire quale sia stata la band migliore del festival, ma di sicuro gli Skanners devono avere un posto di riguardo fra le band italiane di valore. Un valore che hanno naturalmente anche i Tarchon Fist, per quanto la loro nascita sia più recente. È passato un mese dall’uscita di “Heavy Metal Black Force”, un mese che la band ha vissuto nel modo che gli è probabilmente più congeniale, suonando dal vivo e incontrando da vicino i loro fan, amici e seguaci (come dimostra del resto la loro recente intervista, che potete trovare qui). Spetta a loro la conclusione di una serata dove l’heavy metal classico l’ha fatta da padrone, dove “classico”, badate bene, non è sinonimo di vecchio (a dispetto dell’età e di tutte le battute sui dinosauri che si possono fare), perché questo genere è comunque capace di rinnovarsi e di rimanere se stesso in ogni circostanza.

 

Setlist Skanners:

– Welcome To Hell

– We Rock The Nations

– Blood In My Eyes

– Iron Man

– Factory Of Steel

– Metal Party

– Skanners

– Starlight

– Hard And Pure

Setlist Tarchon Fist:

– The Game Is Over

– I Stole A Kiss To The Devil

– Thunderbolt

– Knight Of Fate

– You Must Feel Your Heart

– Fighters

– Falling Down

– Play It Loud

– Heavy Metal Black Force

– Eyes Of Wolf

– It’s My World

– Born To Kill

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login