Babymetal: Live Report della data di Bologna

Babymetal. Non ci sono molte band che riescano a creare più rumors attorno alla loro esistenza di quanto facciano queste tre ragazzine giapponesi; eppure di cose perlomeno curiose (per non dir di peggio) il mondo del metal ne ha viste a iosa durante la propria storia. Nondimeno per molti metallari l’accostamento tra J-pop, cultura idol e heavy metal appare qualcosa di sacrilego e insopportabile. Come dimostra però la buona affluenza al concerti di questa sera, sono comunque in molti anche dalle nostre parti a guardare con simpatia la proposta della band, e si tratta in tutta evidenza di un pubblico proveniente dalle più disparate tipologie. Si possono vedere infatti amanti della cultura giapponese, semplici curiosi attirati dalla stravaganza del progetto, ma anche veri e proprio metalhead dall’aspetto truce. Tutti accomunati dalla curiosità di vedere esibirsi dal vivo questo incredibile ensamble.

Se infatti qualcuno pensa di trovarsi di fronte ad una proposta fasulla e priva di spessore artistico, beh, un’esibizione come quella vista stasera dovrebbe fugare ogni dubbio sull’autenticità e la professionalità del gruppo.

Si comincia infatti come da rituale con la introduttiva “Babymetal Death”, seguita a ruota dal singolo di successo “Megitsune”… e fin da subito è evidente che ogni componente dello show è rodato alla perfezione. Sumetal, Maometal e Yiumetal fanno il loro, senza mai mostrare la più piccola sbavatura o indecisione, ma, anche i componenti della Kami Band mostrano di essere musicisti preparati e ben più che un semplice supporto, diventando spesso veri e proprio protagonisti dello show.

Capita infatti che il ritmo serrato necessiti di lasciare prendere un po’ di fiato alle giovani protagoniste (specialmente con i quaranta gradi di stasera all’Estragon), ed ecco che i fraseggi strumentali arrivano copiosi, come ad esempio nell’incipit della trasbordante “Catch Me If You Can”.

Nella parte centrale dello show c’è spazio per le esibizioni separate in solitaria di Sumetal e in coppia per le due più giovani Maometal e Yoimetal (interpreti dei brani più sbarazzini del repertorio, come “4 No Uta (Song n. 4)” e la simil rap metal “Onedari Dai Sakusen“).

È però con il finale che si registra l’apice dell’entusiasmo di un’audience comunque davvero partecipe e divertita. Canzoni come “Road Of Resistence” o “Gimme Chocolate!!” sono delle piccole hit e dimostrano tutta la loro carica trascinante e quel pizzico di bizzarria che in fondo fa parte dell’unicità di una band che nel bene o nel male difficilmente lascia indifferenti.

Dopo qualche minuto la unione Babymetal/Kami Band torna sul palco, senza mostrare alcun cenno di stanchezza e concede ancora due brani. come “Headbangeeeerrrr” e “Ijime, Dame, Zettai”, in cui l’abbinata ritmi serrati e riff metallici, con vocalizzi pop e inflessioni da manga arriva al proprio apice. A conti fatti lo spettacolo è stato sicuramente godibile e largamente all’altezza delle aspettative e, al di là della singolarità del progetto, la qualità e la professionalità nipponiche sono qui ben rappresentate.

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Damiano

    Complimenti! Siete praticamente l’unica metalzine italiana che dedica qualche riga alle BABYMETAL trattandole senza pregiudizi. Visto l’atteggiamento in genere che percepisco tra le testate giornalistiche italiane, devo dire che sono stato piacevolmente sorpreso. Complimenti davvero!

    Reply
    • Tommaso Dainese

      Grazie Damiano! Da sempre cerchiamo di essere il più possibile open minded, senza fermarci di fronte a cliché e pregiudizi e un complimento come il tuo vale 100 critiche. Keep on rockin’!

      Reply (in reply to Damiano)

Rispondi a Tommaso Dainese Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login