Annihilator + Nevermore + Soilwork: Live Report della data di Roncade (TV)

Roncade (TV), 22.3 Confortati dall’esibizione a cui abbiamo assistito qualche giorno prima in quel di Pavia, ci avviamo di buon grado in direzione Treviso, pronti ad assistere ad un nuovo massacro organizzato ad opera di Soilwork, Nevermore e Annihilator. A causa di alcuni imprevisti ci perdiamo l’esibizione dei Rawhead Rexx. Poco male. Per fortuna però ci sono i Soilwork ad aspettarci: la band di Helsingborg conferma i propri pregi (ottime song, esecuzione impeccabile e ottimo feedback da parte del pubblico, come ci confermeranno più tardi il cantante ‘Speed’ Strid e il chtiarrista Peter Wichers) e i propri difetti (si vede che manca ancora un po’ di esperienza per quando riguarda le esibizioni dal vivo e Strid ogni tanto non rende come su disco). I giovani cresceranno comunque, il tempo è dalla loro parte e c’è da scommettersi che se riusciranno ad affinare le loro doti di performer dal vivo ben presto diventeranno molto più grandi di quanto si possa immaginare. Per la cronaca l’esibizione, come era accaduto a Pavia, è imperniata soprattutto sui brani dell’ultimo disco, con un paio di brani da ‘Chainheart Machine’ a fare capolino durente il set. E’ poi la volta dei Nevermore, che ancora una volta lasciano di stucco. La scaletta è la stessa del concerto di Pavia, l’impatto devastante pure: potenti, precisi, chirurgici, spietati. Warrel Dane si conferma un frontman impeccabile, dotato di un carisma che gli permette di tener letteralmente in pugno la platea che pende dalle sue labbra e si lascia guidare nelle atmosfere oscure dei brani di ‘Dead Heart In A Dead World’ e ‘Dreaming Neon Black’ e nelle trame thrashy dei due estratti dal granitico ‘Politics of Ecstasy’. Non è un caso che siano stati votati come miglior band da molti metallari italiani. Si cambia totalmente registro con gli Annihilator, lo show della band di Jeff Waters è un vero e proprio tuffo nel metal di quindici anni fa, con tutte le implicazioni del caso. La band è in forma e distribuisce perle del suo glorioso passato oltre ad estratti del nuovo ‘Carnival Diablos’. A differenza dell’esibizione di Pavia c’è spazio anche per alcuni brani che erano stati lasciati da parte come ‘Never Neverland’ o ‘Phantasmagoria’, che chiude i bis, ma l’atmosfera è la stessa e il risultato pure: un’ora e un quarto di sano thrash senza fronzoli, accompagnato da una componente ‘funny’ che spesso viene dimenticata dai gruppi della nuova generazione. Manna dal cielo per tutti i nostalgici. Certo, a suonare dopo i Nevermore si rischia di rimediare magre figure, ma non ci si può certo lamentare, gli Annihilator hanno dato al pubblico esattamente ciò che ci si aspettava. E anche per questa sera non si può che essere soddisfatti…

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