Annihilator: Live Report del concerto di Brescia

C’era parecchia curiosità attorno alla calata degli Annihilator di Jeff Waters in Italia, in particolar dopo l’uscita di Dave Padden e il ritorno al microfono di Jeff Waters, sia in studio che dal vivo. Purtroppo tocca constatare come il pubblico, considerando la portata storica della band, sia scarsetto. Dopo i primi due act di apertura (Harlott e Archer), Jeff Waters sale sul palco sulle note di “Rock You Like A Hurricane” insieme a Cam Dixon al basso, già nella band tra il 1994 e il 1995, Aaron Homma alla chitarra e il mostruoso Mike Harshaw.

Quello a cui assistiamo è un devastante concerto thrash metal di quasi due ore, una scarica di pugni ben assestati sul muso che ci lasciano completamente sfiniti alla conclusione del set. Forse solo i primi minuti sono un po’ sottotono, con “King Of The Kill” e alcuni estratti dal nuovo album. Ci vuole qualche minuto sia per sistemare i suoni sia per far scaldare Jeff Waters (soprattutto la sua voce). Che Waters non sia un cantante con la C maiuscola, è cosa risaputa. E’ vero anche però che il concerto di stasera, se servisse, è l’ennesima dimostrazione di come per suonare questa musica, la formula magica sia 50% attitudine e solo il resto tecnica. Waters, in una posizione non propriamente sua, riesce tranquillamente a gestire il palco, violentare la sua chitarra e proporre una prestazione vocale più che dignitosa, che onestamente non fa rimpiangere Dave Padden.

I pezzi del nuovo “Suicide Society” si concentrano ad inizio scaletta, apprezzati soprattutto dalle prime file. Dalla discografia recente di Padden troviamo invece solo “No Way Out” da Feast. Da qui in poi sarà invece un completo tuffo nel passato, senza andare oltre il 1997, anno dell’uscita di “Remains“. Tripletta micidiale quella composta da “Set The World On Fire” / “W.T.Y.D.” / “Never, Neverland” seguita da una più rara “Tricks And Traps“, tratta dal già citato “Remains“. C’è spazio però anche per “Refresh The Demon” con l’indemoniata titletrack e “Ultraparanoia“, scelta dal pubblico al posto di “City Of Ice”.

A questo punto arriva il momento in cui va in scena la follia totale di Jeff Waters, con un medley composto da “Chicken And Corn”, “Kraf Dinner”, “21”, “Reduced To Ash” a cui segue il brano probabilmente più fuori di testa dell’intera discografia degli Annihilator: “Brain Dance“, tratta da “Set The World On Fire”. Si va verso la chiusura con “Phantasmagoria” e “Alice In Hell“, in cui Waters si fa supportare vocalmente dal pubblico, manifestando però in modo scherzoso l’insofferenza a suonare ancora dopo trent’anni quel pezzo che a quanto pare… non sarebbe più di suo gradimento. Abbiamo già le orecchie sfondate, ma c’è anche tempo per un bis: “Human Insecticide“, tratta dal “Alice In Hell” e pezzo abbastanza raro, una vera e propria chicca.

Non possiamo proprio lamentarci, Jeff Waters ha dato vita a uno show di primissimo livello, completo divertente e “vivo”, un concerto con le palle, a nostro parere migliore rispetto al precedente show di qualche anno fa al Live Club di Trezzo, allora molto più statico. Anche la setlist non può proprio far lamentare nessuno, peccato forse solo per la cronica esclusione del periodo 1999 – 2002. Un perfetto show degli Annihilator, niente di più niente di meno.

La setlist

setlist Annihilator

Le foto di HARLOTT

… e ARCHER

Foto: Matteo Donzelli

Testo: Tommaso Dainese

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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