Angel Witch: Live Report della data di Prato

Più che un singolo concerto, il fatto che prima degli Angel Witch si siano esibite ben quattro band (tre italiane e una tedesca) ci dovrebbe far parlare di un vero e proprio mini festival, ospitato ancora una volta all’interno dell’Exenzia di Prato. La band capitanata da Kevin Heybourne passa regolarmente dall’Italia, e anche questa volta non ha deluso in generale le aspettative di chi conosce e segue ancora i reduci della NWOBHM.
La lunga serata ha inizio con una band umbra, gli Steel Crow, formazione a cinque con due chitarre dedita ad un heavy metal dalle sfumature classiche, onesto e gradevole, ben guidato da una voce solista solida e mai eccessiva. Nel tempo a loro disposizione (tutte le band di supporto si esibiscono per circa mezz’ora) gli Steel Crow mantengono alta l’attenzione e sanno coinvolgere bene i presenti.

Tocca poi ai Cromo, la band che, insieme ai Doomraiser, ha accompagnato gli Angel Witch in tutte e tre le date italiane. La proposta musicale della band comasca, in attività da una decina d’anni e con il primo full length in arrivo nel corso dell’anno, è in questo caso più complessa da inquadrare in un unico genere. I brani eseguiti dai Cromo si compongono infatti di lunghe strutture non semplici da seguire o da decifrare, con una o due chitarre a seconda dei casi e una tenuta di palco molto particolare, dove i testi e gli stacchi strumentali vengono enfatizzati in modo quasi teatrale.

Unica band straniera fra gli opener, i portoghesi Midnight Priest si richiamano già nel nome ad un grupo che fa fonte di ispirazione per il gruppo, per quanto, anche in questo caso, non manchino anche influenze un po’ più pesanti e vicine al thrash vecchia scuola. Anche la loro è comunque un’esibizione onesta, priva di picchi di interesse particolari ma che mostra comunque una band affiatata e con una proposta musicale ormai consolidata.

La scelta dei Doomraiser come ultima band di apertura per gli headliner si può spiegare sicuramente in quanto il gruppo romano sta promuovendo a tutto spiano la propria ultima fatica discografica, l’album Reverse (Passaggio Inverso)” (la recensione), e non per una somiglianza di genere con gli Angel Witch, da cui anzi si distaccano più di tutti gli altri opener esibitisi fino ad ora. In ogni caso, i Doomraiser non sembrano soffrire minimamente di complessi di qualsiasi tipo e sfoderano come al solito tutta la loro energia magnetica nei loro riff lenti e cadenzati, che contribuiscono a dare un tocco di cupo gelo all’atmosfera dell’Exenzia, fino ad ora più leggera e festaiola, e a catalizzare immediatamente l’attenzione di tutti.

In questo concerto, o mini festival che dir si voglia, c’è solo un problema: quando gli Angel Witch salgono sul palco sparando a raffica il riff magnetico del loro cavallo di battaglia “Gorgon”, mancano pochi minuti all’una di notte. La maggior parte del pubblico presente è partecipe ma, ovviamente, stanco dalle lunghe esibizioni che ci sono state prima, e per questo, a parte una frangia di esagitati nella zona centrale, assiste rispondendo con meno entusiasmo del solito alle escursioni vocali di Heybourne, ai grandi classici e ai brani nuovi. Questo clima leggermente apatico sembra avere contagiato anche la band, e sì, è vero che Kevin Heybourne non è mai stato un grandissimo comunicatore sul palco e ha sempre preferito inanellare un pezzo dopo l’altro lasciando parlare la musica al posto suo, ma questa volta sembra che la band sia anche un po’ infastidita dal ritardo sulla tabella di marcia e dalla conseguente stanchezza dei presenti. È anche vero che gli Angel Witch propongono una setlist particolarmente breve, che alterna brani storici a nuove uscite senza far sentire in modo particolare il divario fra un tipo di brano e l’altro (segno quindi che gli Angel Witch hanno saputo mantenere una buona capacità di comporre brani che rispecchiano il loro stile classico senza comunque essersi ripetuti nel tempo), ma in certi momenti si avverte una freddezza esagerata da parte dei musicisti, anche dal nuovo arrivato Tom Draper, che sostituisce degnamente Bill Steer alla seconda chitarra, e l’arrivo di “Angel Witch”, che chiude come al solito il concerto, viene salutata quasi come una liberazione. È sottinteso, quindi, cosa si sarebbe potuto migliorare in questo senso per consentire a tutti i presenti una maggiore fruibilità degli headliner, che per fortuna passano spesso dall’Italia; la prossima volta andrà sicuramente meglio.

Setlist Angel Witch:

01. Gorgon
02. Confused
03. Atlantis
04. Sorcerers
05. Into the Dark
06. White Witch
07. Extermination Day
08. Dead Sea Scrolls
09. Dr. Phibes
10. Angel of Death
11. Baphomet
12. Angel Witch

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Massimiliano

    Buon concerto, con la pecca evidenziata benissimo da Anna Minguzzi, che avevo davanti a me e che ho visto lavorare con grande attenzione. In ogni caso è stata una festa del metal, non formalizziamoci troppo sui dettagli…..

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  2. Massimiliano

    Ho semplicemente detto la verità. Essendo un giornalista che anni fa ha scritto di metal, so quanta superficialità esiste nel mondo del giornalismo metal……Meriti dunque un plauso perché ti ho visto metterci molto impegno e sicuramente hai scritto con cognizione di causa……Ciao

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