Angel Witch: live report della data di Retorbido

Ancora una volta il Dagda Live Club offre a tutti gli appassionati del metal una serata di grande spessore musicale. Poche band possono infatti vantarsi di aver fatto la storia quanto gli Angel Witch, autori di un album di debutto che ancora oggi è considerato la pietra miliare dell’intero movimento che ha permesso la rinascita dell’heavy metal britannico ad inizio anni ottanta. Non sono forse diventati famosi come gli Iron Maiden, ma la curiosità di assistere allo show di una band di tale importanza è comunque moltissima.

Ad aprire la serata avrebbero dovuto esserci i Forged In Blood, anche se, purtroppo, a causa di problemi personali il gruppo non ha potuto presenziare. Ecco quindi che per primi salgono sul palco i toscani Angel Martyr. Il loro è un metal classicissimo, veloce e dal retrogusto epico, suonato con grande ardore e il giusto feeling. Attitudine top, quindi, anche se va rilevata la scarsissima originalità di brani che spesso risultano anche molto scarni nella struttura (un riff e giù a pestare insomma). Se siete comunque fan sfegatati di un certo tipo di heavy metal anni ottanta dalla struttura essenziale i nostri possono certamente essere una band interessante e, in ogni caso, solo la voglia che ci mettono merita tutto il rispetto possibile.

È chiaro però che tutti siano qui per vedere gli Angel Witch e quando, esattamente come da programma alle 23,30, i nostri salgono sul palco la tensione è palpabile. E qui succede il patatrac… ovvero, appena Kevin Heybourne apre bocca per cantare ne esce un soffocato rantolio a malapena udibile. Non stiamo parlando di un cantante non in gran forma, ma proprio di una totale assenza di voce, probabilmente causata da una qualche infezione alla gola. In pratica per tutto il concerto il nostro rimane del tutto afono o quasi (un poco meglio gli ultimi pezzi, forse perché nel frattempo le corde vocali hanno avuto modo di “scaldarsi” un minimo).

Siamo di fronte quindi ad uno show che in parte resta del tutto non giudicabile, visto che la band ha suonato, giustamente, per onore di firma e per lasciare qualcosa ai tanti fan accorsi, ma allo stesso tempo essendo obbligata a fornire uno spettacolo mutilato delle parti vocali.

Un vero peccato, perché la scaletta è stata emozionante e musicalmente il gruppo ha suonato in modo spettacolare. La nuova formazione si dimostra compatta, precisa e aggressiva al massimo, non solo in grado di tenere botta con il meglio del proprio passato, ma dimostrando ampiamente che canzoni immortali come “Confused”, “Angel Of Death” o “White Witch” passano alla grande il test del tempo e risultano fantastiche tanto oggi quanto quasi quarant’anni fa. A prova di ciò, nonostante i citati problemi alla voce, gran parte del pubblico dimostra di gradire l’esibizione. La magia in qualche modo c’è e alla fine è probabilmente questo che molti si aspettavano di ricevere.

Come prevedibile il maggior numero di pezzi eseguiti arriva dal citato imprescindibile debutto, ma anche alcuni dei brani del più recente “As Above, So Below”, come “Dead Sea Scrolls” o “Into The Dark” fanno decisamente la loro bella figura, a riprova di come l’album del 2012 abbia rappresentato un rientro sulle scene di tutto rispetto.

Lo show si conclude dopo poco più di un’ora (difficile chiedere di più, viste le condizioni di salute del leader Heybourne) con l’immancabile “Angel Witch” e tra l’entusiasmo delle prime file. Che aggiungere, tolto il rammarico per i problemi alla voce si è trattato di un’esibizione eccellente… A questo punto non possiamo che augurarci che la band torni presto dalle nostre parti e con tutti i membri in perfetta forma. Incrociamo le dita.

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login