Amorphis: Live Report della data di Milano

Inebrianti: così definirei i finlandesi Amorphis analizzati in sede live al Transilvania di Milano! Già perché col loro metal ibrido tra le antiche soluzioni death e le ultime ispirazioni psichedelico-settantiane i nostri ci hanno regalato un concerto veramente valido e coinvolgente che credo abbia convinto la totalità del pubblico giunto nel locale (interessante tra l’altro anche la presenza in sala di membri dei Paradise Lost e dei Lacuna Coil). I nordici sono partiti subito col piede sull’acceleratore non disdegnando (neanche nella prosecuzione della serata) frequenti riproposizioni del loro passato discografico con canzoni tratte da “Tales From The Thousand lakes” ma anche da “Karelian Isthmus”: interessante sotto questo punto di vista l’uso del growl da parte del cantante Pasi Koskinen che con grande naturalezza passava dai gorgoglii (un tempo prodotti dal chitarrista Tomi Koivusaari) alle clean vocals risultando in ultima analisi molto più convincente che nelle prove in studio anche grazie ad una mimca “minimalista” ma magnetica al 100%. Le canzoni con maggior tiro si sono rivelate a mio parere quelle tratte da “Elegy” e “Tuonela”, in particolare “On Rich And Poor” (che ha chiuso il concerto prima del bis) dal primo e “The Way” e “Divinity” dal secondo; le composizioni tratte dal recente “Far From The Sun” hanno caratterizzato la seconda parte del concerto andando a braccetto con i due pezzi iniziali di “Am Universum”. I tipici arpeggi in delay ormai trademark dei nostri, insieme alle armonie quasi “maideniane” create dai due chitarristi si sono rivelati azzeccati anche dal vivo risultando quasi più efficaci del classico riffing. Non male anche il groove della sezione ritmica che vedeva alla batteria Atte Sarkima (sostituto per il tour europeo di Jan Rechberger) il quale non si è certo risparmiato, dimostrando più che una tecnica sopraffina un’attitudine rock senza freni. Veramente un live senza sbavature, peccato solo per la breve durata del set dovuta al ritardo nella tabella di marcia della serata. Promossi a pieni voti! .

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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