Amorphis + Leprous + Nahemah: Live Report della data di Roncade (TV)

Il Report del concerto di Nahemah e Leprous è a cura di Giovanni Barbo.

Serata ricca di musica al New Age di Roncade, dove ha fatto tappa il tour degli Amorphis. Ad aprire le danze, gli spagnoli Nahemah, il cui possente frontman Pablo Egido catalizza l’attenzione di un pubblico all’inizio piuttosto sparuto, giunto per la puntuale esibizione della band, cominciata come da copione alle 20.30. E come da copione i Nahemah non stupiscono, pur risultando ineccepibili per potenza e compattezza: un sound d’atmosfera ma piuttosto derivativo è la ragione per cui il gruppo di Alicante, attivo dal 1997, non è riuscito ad imporsi più di tanto, e così non è nulla più di un gradevole antipasto agli eccitanti Leprous.

La band norvegese colpisce fin dal look, magari snob agli occhi di qualcuno eppure perfetto per inquadrare una proposta musicale che dal vivo esprime tutto quel tasso di genio e sregolatezza smussato nelle prove in studio. Camicia di colori classici, papillon, pinocchietto ma senza rinunciare ai capelli lunghi e dread, eleganza musicale senza però risparmiarsi quando arriva il momento delle sfuriate. Nel set proposto dai Leprous c’è spazio per tutte le contaminazioni che compongono il loro caleidoscopico sound, dal prog al folk al death, coniugati con energia e comunicati con grande efficacia all’istrionico frontman Einar Solberg. Una prova che accende il pubblico, e a chi aveva perplessità su quanto il sound della band funzionasse anche dal vivo.

Sono le undici quando giunge il momento degli headliner. Il locale purtroppo non si è ancora riempito come ci si sarebbe potuti aspettare, ma le prime file sono da subito agguerritissime, rinforzate da un pubblico comunque entusiasta. Gli Amorphis snocciolano da subito alcuni estratti dall’ultimo “The Beginning of Times”, da cui la band estrae la doppietta “My Enemy” / “Mermaid” in apertura, doppiata dall’acida “Crack in Stone” e, a metà set, il singolo “You I Need”. La setlist della serata è chiaramente incentrata sui lavori più recenti della band, il già citato ultimo album e il precedente “Skyforger”, ma non mancano le sorprese come una datata “Vulgar Necrolatry”, presente su “The Karelian Istmus”, ma originariamente incisa dagli Abhorrence, primissima band di Tomi Koivusaari (chitarrista ritmico della band) e da poco riproposta sulla penultima release della band, il discusso “Magic and Mayhem – Tales from the Early Years”. Ovviamente non possono mancare i classiconi della band finlandese capitanati dalle sempre immense “My Kantele” e “House of Sleep”, poste in chiusura nei bis.

Aldilà della scaletta più che soddisfacente, è innegabile la bontà della performance della band, in primo luogo perfetta sotto il profilo dell’esecuzione. Spicca tra i sei il carismatico Tomi Joutsen, cantante ormai arcinoto, il quale non sbaglia un colpo durante l’intero concerto, mantenendo sempre uno standard elevatissimo sia durante le parti in growl che in quelle pulite. Anche i nuovi brani funzionano bene dal vivo, sicuramente meno aggressivi e granitici rispetto ai pezzi datati, ma comunque una boccata di aria fresca in una scaletta che da qualche anno si era pesantemente fossilizzata. Ultimo plauso alla performance dei tecnici ed al locale New Age, impeccabili nella pulizia e potenza del suono. Insomma, nonostante la scarsa affluenza, abbiamo assistito a un concerto ottimo e veramente gustoso, ulteriore conferma del valore di una band come gli Amorphis.

Setlist Amorphis:

  1. My Enemy
  2. Mermaid
  3. The Smoke
  4. Crack in a Stone
  5. Greed
  6. Sampo
  7. You I Need
    Intermission (Karelia)
  8. Vulgar Necrolatry
  9. Into Hiding
  10. Sky Is Mine
  11. Alone
  12. Magic and Mayhem
    Encore:
    Intermission (Skyforger intro)
  13. Silver Bride
  14. My Kantele
  15. House Of Sleep

 

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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