Alter Bridge: Live report e foto della data di Milano

Il 2019, ormai, si sta avviando alla sua naturale conclusione e questo anno ricco di ricordi per ognuno di noi non poteva finire meglio di così, con il ritorno degli Alter Bridge in Italia e per giunta nella bellissima cornice del Mediolanum Forum di Assago, che li ha visti protagonisti anche in altre occasioni.
Il Forum non è una venue da tutti, anzi, sono davvero pochi gli artisti del mondo rock/metal che possono permettersi una location del genere, e non stupisce che, sulla loro pagina instagram, i The Raven Age ne tessano le lodi prima dell’inizio dello show.
Perché sì, per l’occasione la band di Myles Kennedy e Mark Tremonti è accompagnata proprio dai The Raven Age, opener della serata, e dagli Shinedown, incaricati di scaldare a dovere il pubblico prima del main act.

THE RAVEN AGE

Precisi come un orologio svizzero, sono proprio i The Raven Age ad aprire una serata che si preannuncia magica, anche se siamo praticamente ancora in orario da aperitivo. La band di Londra si è fatta conoscere per la militanza tra le sue fila di George Harris, chitarrista e figlio del ben noto Steve Harris, che, possiamo dirlo, ha permesso a questo giovane gruppo di calcare palchi già prestigiosi al seguito degli Iron Maiden.
I The Raven Age, però, non si sono spenti come un fuocherello di paglia alimentato dal nepotismo di papà Steve e, nonostante qualche cambio di lineup, hanno continuato a lavorare sulla propria carriera e a far sentire la propria voce con il nuovo, interessante album “Conspiracy”.
Sul palco la band si conferma in notevole crescita, sia dal punto di vista dell’affiatamento che della carica scenica, anche se il nuovo frontman Matt James non è sempre precisissimo nell’esecuzione.
La setlist pesca a piene mani da “Conspiracy”, con brani come Betrayal Of The Mind, The Face that Launched a Thousand Ships e The Day the World Stood Still, anche se non possono mancare alcuni must estratti dal precedente “Darkness Will Rise”, quali Angel In Disgrace.
Insomma, se è vero che i The Raven Age dovranno faticare il doppio per dimostrare il proprio valore ai più scettici, ci sembrano già avviati sulla buona strada per il raggiungimento dell’obiettivo.

SHINEDOWN

Le luci si riaccendono giusto il tempo del cambio palco, che prepara il pubblico all’esibizione degli Shinedown.
La band statunitense sfoggia un sound figlio di svariate influenze, ma quello che di certo non manca nella prima parte della setlist è una dose esagerata, in senso positivo, di adrenalina: Devil, Diamond Eyes, Enemies, Monsters e Get Up sono una vera esplosione di energia, capace di attrarre o per lo meno incuriosire anche quella parte di pubblico arrivata al Mediolanum Forum senza la minima idea di chi fossero questi Shinedown.
La parte del leone la fa senza dubbio il frontman Brent Smith, che fa il diavolo a quattro dall’inizio alla fine: scende tra il pubblico, canta in mezzo al parterre, incita i fan sugli spalti, addirittura spara qualcosa di indefinibile (per lo meno dalla nostra postazione, sembrerebbero dei pupazzetti o qualcosa di simile) sui presenti.
La seconda parte dell’ora circa a disposizione della band si assesta invece su toni un po’ più pacati, fino alla conclusiva, acclamatissima Brilliant.

ALTER BRIDGE

Non c’è che dire, non ci si può lamentare di quest’inizio, ma sappiamo di essere qui essenzialmente per loro, una delle band più influenti del panorama hard rock degli ultimi 15 anni, gli Alter Bridge.
Il Forum di Assago ci mette del suo in quanto ad atmosfera, il palco è quello delle grandi occasioni e la scenografia e le luci, con video e immagini che si animano alle spalle della band, assicurano un colpo d’occhio favoloso.
Ma l’emozione, quella, arriva tutta dalla musica e gli Alter Bridge ne sanno qualcosa.
Il metaforico sipario si alza e l’apertura dello show è affidata a Wouldn’t You Rather, tratta dal nuovo album “Walk The Sky”: la curiosità di ascoltare i nuovi pezzi dal vivo è ripagata da un’ottima resa live, tanto qui quanto sulle riuscitissime Pay No Mind, Native Son, Dying Light e Godspeed, riservata all’encore.
Di certo, però, gli Alter Bridge non vogliono né possono rinunciare a tutta una serie di perle che hanno fatto la storia della loro discografia, una cernita che esclude quasi completamente il penultimo “The Last Hero”, rappresentato dal solo singolo My Champion.
Chi conosce gli Alter Bridge e ha già avuto la fortuna di vederli altre volte dal vivo, sa di potersi aspettare uno show preciso e tirato, senza particolare interazione con il pubblico, ma tutto all’insegna della musica, ben suonata, ben cantata, in una parola, perfetta.
Myles Kennedy è il solito disco live, Mark Tremonti la solita macchina da guerra sforna-riff, Brian Marshall e Scott Phillips i soliti metronomi da palco, e tutta questa bellezza non può dispiacere. Non può dispiacere su Rise Today, né su Cry Of Achilles, né tanto meno su Waters Rising, in cui Tremonti si mette il cappello del vocalist e dimostra ancora una volta di saperlo fare e pure bene.
E non può dispiacere quando Myles Kennedy intona in acustico Watch Over You, poi raggiunto dal resto della band per la conclusione del pezzo, o quando partono le prime note di Blackbird, Open Your Eyes e della carichissima Metalingus, uno dei primi e mai dimenticati successi degli Alter Bridge.
La bellezza e la precisione dell’esecuzione, l’emozione che trasuda da ogni parola di ogni testo, l’armonia di una band che si muove all’unisono e padroneggia con sicurezza e carisma il palco del Mediolanum Forum, non possono né devono dispiacere. A volte basta togliere ogni orpello, spogliare l’esibizione di ogni inutile parola per arrivare al cuore, alla magia della musica.
E quando Addicted To Pain esplode e il pubblico canta a squarciagola ogni verso, ci sentiamo parte di una grande celebrazione collettiva.
Nella sua semplicità, questa è la musica. E nell’ennesima notte che non dimenticheremo, questi sono gli Alter Bridge.

Alter Bridge Setlist:

Wouldn’t You Rather
Isolation
Come to Life
Pay No Mind
Ghost of Days Gone By
My Champion
Native Son
Rise Today
Dying Light
Cry of Achilles
Waters Rising
Watch Over You
Blackbird
Open Your Eyes
Metalingus

Encore:

Godspeed
Addicted to Pain

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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