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Alice Cooper + Treatment: Live Report della data di Trezzo

Una data da ricordare: 14 ottobre 2011, la data sold out del Live Club di Trezzo.
Più che un concerto, sold out da parecchie settimane, un vero e proprio evento, con scenografie e colpi di scena. E chi se non lui è il re dell’horror rock Mr. Vincent Damon Furnier, in arte Alice Cooper.

Alle ore 19 c’era già una fila lunghissima e all’apertura dei cancelli c’era da ripararsi dalla folla in corsa per accaparrarsi la prima fila. Ad apire le danze, in qualità di gruppo di supporto, hanno suonato i Treatment, band inglese emergente composta da quintetto proveniente Cambridge (UK). Sul palco si sono presentati cinque ragazzi giovanissimi e carichissimi, supportati da una grinta incredibile, che sono stati capaci di conquistare chiunque nel pubblico, tanto da riuscire ad attirare l’attenzione dei presenti, incuriositi e divertiti dalla loro performance.

Ma parliamo del pezzo forte della serata: Alice Cooper.
Iniziamo con la nota negativa, così ci togliamo subito il dente avvelenato della serata e non ne parliamo più. Come data sold out forse il Live Club di Trezzo, per quanto fosse stato spazioso e abbia reso perfettamente la grinta dell’intera performance di Alice, era un po’ troppo ristretto rispetto al numero di persone presenti ed il sovraffollamento del locale ha fatto si che la visione non fosse del tutto chiara, di conseguenza troppe persone si spostavano, cercando spiragli tra una testa e l’altra per vedere ciò che accadeva sul palco, cosa che Alice Cooper non merita, visto che i suoi concerti sono celebri, soprattutto, per l’aspetto visivo.

Per il resto, lo spettacolo è stato proprio come ce lo aspettavamo – indimenticabile – con qualche nota di stile diversa rispetto agli anni passati.
La caduta di un enorme sipario ha decretato l’inizio dello show, offrendo al pubblico la visione della scenografia tipica del suo stile horror, con ragnatele e pupazzi impiccati. Al centro un’enorme scala e lui in cima, dove dall’alto dominava l’intera scena. Al via con i primi effetti speciali, del fuoco che gli usciva dalle mani, la scala viene girata e lo vediamo scendere sul palco: sono bastati pochi istanti per infiammare il pubblico.
L’intero concerto è stato dominato dai ripetuti cambi d’abito di Alice e di una particolare performance per ogni canzone, a partire dalle immancabili stampelle, all”asta insanguinata con dei finti dollari impilati, all’apparizione di un enorme manichino sul palco, per concludere con una spettacolare decapitazione dello stesso Alice durante “Killer“, con tanto di finta testa tenuta in mano dal boia.

Alice ha portato un repertorio vastissimo che ha un po’ sorpreso, dato che tutti si aspettavano qualche canzone in più estratta suo ultimo album “Welcome 2 My Nightmare“, quando invece è stata suonata solo “I’ll Bit Your Face Off“, il primo singolo. L’artista di Detroit ha offerto un vastissimo elenco dei suoi classici più famosi, con l’aggiunta di qualche perla (ottima scelta), data anche la grande difficoltà di accontentare tutti i fan pescando i brani dalla quarantennale carriera, come “Muscle Of Love“, “Only Women Bleed“, “Hey Stoopid“, “Feed My Frankestein” e l’immancabile ed attesissima “Poison“, accompagnata con boati dall’inizio alla fine.

Una nota particolare va dedicata all’ultima arrivata in seno al gruppo, la giovanissima chitarrista Orianthi Panagiris (ha soli 26 anni e vanta collaborazioni con Steve Vai, Carlos Santana, Prince, Eric Clapton e Michael Jackson), oltre che essere particolarmente bella ed affascinante è stata bravissima, dedicandoci uno splendido assolo a metà concerto. Ha ammaliato i presenti ed incanto con la sua tecnica, di fatto è stata la vera star della serata, dimostrando di essere all’altezza del resto dei componenti della formazione allestita da Alice.

Dopo un’ora emmezza di estasi nonstop, a “School’s Out” l’onere di terminare il set, cantata da Alice cambaindo le ultime strofe citando “Another Brick In The Wall” (proprio quella!), presentandosi con la bandiera italiana e la maglia della nostra nazionale, urlando “We have problems in Rome, in Milan, everywhere, but personally I don’t care” (abbiamo problemi a Roma, a Milano, dappertutto ma personalmente non importa) per poi finire in bellezza sparando strisce filanti e coriandoli sul pubblico in delirio.

Grazie Alice, è stato un onore essere stati ospiti del tuo personale incubo.

Set list:
01. The Black Widow
02. Brutal Planet
03. I’m Eighteen
04. Under My Wheels
05. Billion Dollar Babies
06. No More Mr. Nice Guy
07. Hey Stoopid
08. Is It My Body
09. Halo of Flies
10. I’ll Bite Your Face Off
11. Muscle Of Love
12. Only Women Bleed
13. Cold Ethyl
14. Feed My Frankenstein
15. Clones (We’re All)
16. Poison
17. Wicked Young Man
18. Killer
19. I Love The Dead
20. School’s Out (with “Another Brick In The Wall”)
21. Elected

 

marcella.fava

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Marcella Fava nasce a Reggio Emilia il 30 aprile 1988. Figlia d’arte, il padre è Antonio Fava, grande scrittore, regista, ma soprattutto attore teatrale e insegnate di Commedia dell’Arte di fama mondiale. La sua prima macchina fotografica è la polaroid di Barbie, all’età di 6 anni, che tutt’ora utilizza per divertimento. Le fotografie vengono fuori di qualità scarsa dati gli anni che ha, ma contengono tanta tenerezza e tanto affetto. Frequenta e si diploma presso il Liceo D’arte “Paolo Toschi” di Parma, a seguire il Centro Sperimentale di Fotografia “Ansel Adams” di Roma fino ad ottenere il Postgraduate Certificate in Professional Studies – Photography presso il Central Saint Martins – College of Art And Design di Londra, specializzandosi in reportage e fotografia analogica. Attualmente è fotografa a tempo pieno con sede a Reggio Emilia (anche se non si nega viaggi reportagistici in girando il mondo) e scatta per Metalus.it da circa 4 anni, unendo insieme alla fotografia l'altra sua grande passione, la musica!

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