Airbourne: Live Report della data di Bologna

Puntuali come ogni anno ormai da un po’ di tempo a questa parte, gli Airbourne tornano in Italia per il loro passaggio estivo e, come ormai dimostrato ampiamente, portano in giro il loro show che, pur non riservando grosse sorprese, lascia sempre soddisfatti. Il divertimento è, ancora una volta, l’ingrediente fondamentale della serata, che si caratterizza anche per una setlist leggermente più corta rispetto a quelle a cui la band ci ha abituati e per un’affluenza di pubblico decisamente scarsa (a occhio e croce si possono ipotizzare fra le duecento e le trecento persone).

L’apertura del concerto spetta ancora una volta (come era stato anche ai Vidia di Cesena due anni fa) ad una band bolognese. Questa volta si tratta dei Noise Pollution, che si sono esibiti sullo stesso palco un paio di mesi fa in occasione del festival di beneficenza Bologna 4 For Riders e che ormai si trovano perfettamente a loro agio in un contesto in grande stile come questo. Per i Noise Pollution, dopo diversi anni di attività, può valere sicuramente il detto “chi la dura la vince”, dato che questa serata è di certo un buon traguardo per il gruppo, che utilizza tutti i quaranta minuti a sua disposizione per catalizzare l’attenzione dei presenti e ottiene senza dubbio un buon risultato; tutti elementi ottenuti grazie a una lunga gavetta sui palchi minori e a una tenacia non comune.

Anche questa volta, come già visto in passato, gli Airbourne riescono a richiamare a sé un pubblico variegato e decisamente giovane, con tanto di ragazzini e relativi genitori, forse in pieno festeggiamento per la fine dell’anno scolastico. Allo stesso modo, non si registrano mutamenti significativi per quanto riguarda la setlist proposta, che piazza sempre in prima fila cavalli di battaglia come “Ready To Rock”, “Too Much, Too Young, Too Fast” e “Cheap Wine & Cheaper Women” e si chiude con una “Runnin’ Wild” urlata a voce spiegata da tutti i pressenti. Anche il comportamento della band sul palco non riserva grosse sorprese. Joel O’ Keefe, ad esempio, si mantiene il mattatore assoluto sul palco e, anche se questa volta si concede solo una piccola arrampicata su una delle pile di Marshall che decorano il palco, è sempre lui, in spalla ad un roadie, a concedersi una piccola passeggiata fino al bancone del bar, da dove suona ancora per un paio di minuti ottenendo una selva di mani alzate da parte del pubblico alla sua ricerca. Questo, oltre alla rottura di un paio di lattine di birra sulla testa, con il conseguente fiume di schizzi e spruzzi sul pubblico, è ormai uno di quei gesti che caratterizzano i live degli Airbourne e che gli australiani stessi sembrano utilizzare come mezzo scenico per distinguersi dai propri conterranei e principali ispiratori (non stiamo neanche a citarli, tanto sapete tutti di chi stiamo parlando). Un live degli Airbourne è un po’ come quelle situazioni in cui si riguarda per l’ennesima volta uno dei propri film preferiti: si sa già come andrà a finire, ma nonostante questo ci si diverte sempre allo stesso modo e si ritrova un piacevole svago da tutto quello di negativo che ci aspetta a serata finita. Un ottimo modo per terminare la stagione dei concerti in location al chiuso.

Setlist:

  • Ready To Rock
  • Too Much, Too Young, Too Fast
  • Chewin’ The Fat
  • Blonde, Bad And Beautiful
  • Girls In Black
  • Cheap Wine & Cheaper Women
  • Black Dog Barking
  • Bottom Of The Well
  • Party In The Penthouse
  • Stand Up For Rock ‘n’ Roll

Encore:

  • Live It Up
  • Runnin’ Wild

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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