Accept + Sabaton: Live Report e Foto della data di Trezzo sull’Adda

Introduzione, Twilight Force e Accept a cura di Matteo Roversi; Sabaton a cura di Ilaria Marra. Foto di Matteo Donzelli.

Quest’inizio d’annata al Live di Trezzo sull’Adda ci presenta una nuova serata dedicata al grande heavy metal. Dopo l’accoppiata Powerwolf/Epica sono ora gli Accept e i Sabaton a calcare le assi del prestigioso palco milanese. Vediamo dunque se anche questo show ci regalerà le medesime soddisfazioni del concerto di alcuni giorni or sono.

Twilight Force

Nonostante il giorno lavorativo e l’inizio delle “ostilità” abbastanza presto, riusciamo comunque ad assistere a parte dell’esibizione dei Twilight Force, band rivelazione dello scorso anno per quanto riguarda il power metal sinfonico. Al nostro ingresso al Live i nostri stanno organizzando una divertente competizione a chi urla più forte tra il pubblico maschile e quello femminile (entrambi già numerosi fin dalle prime battute). I giovani svedesi si rivelano in ogni caso simpatici e divertenti in generale, oltre ad essere dei fini esecutori con una valida proposta. L’immaginario fantasy richiamato non solo musicalmente, ma anche con un abbigliamento tra il maghesco e l’elfico e attrezzi di scena quali spade e scettri, conquista un locale già ben disposto senza troppe difficoltà. Complimenti infine al batterista del gruppo, che a causa dell’imponente scenografia degli Accept e di quella ancor più imponente dei Sabaton, già presenti sul palco anche se ancora coperte, è costretto a suonare in un angolino davvero angusto!

 


Accept

Ci gustiamo quindi con sommo piacere la performance degli Accept, headliner “morali” della serata: se infatti non possiamo certo negare l’estrema popolarità e le grandi doti in sede live dei Sabaton, dobbiamo altresì ammettere che il combo tedesco rappresenta una legenda dell’hard & heavy e costituisce un ensemble di un altro pianeta. Come già abbiamo avuto modo di commentare in occasione del recente DVD “Restless And Live”, Mark Tornillo e soci stanno vivendo uno stato di forma eccezionale; lo show di stasera non fa fortunatamente eccezione nel regalarci un concerto d’alto livello, nonostante una setlist schiacciata sui dieci brani.

Il quintetto teutonico è una macchina da guerra nel macinare le proprie canzoni d’acciaio, dispensando passione e potenza sia che si tratti dei cavalli di battaglia del nuovo corso “Stampede”, “Stalingrad” e “Teutonic Terror”, sia dei classiconi “Restless And Wild”, “London Leatherboys”, “Princess Of The Dawn”, e “Fast As a Shark”. Tornillo è una furia, Peter Baltes dà tanta sostanza mentre Wolf Hoffmann è l’anima della band, non solo impeccabile nei suoi riff e assoli, ma anche divertito e divertente nel prodigarsi in espressioni e pose degne del miglior istrione: un vero spettacolo! Il finale affidato immancabilmente a “Balls To The Wall” mette dunque il sigillo su di uno show maiuscolo. Non vediamo l’ora a questo punto di riavere gli Accept in Italia quanto prima per un concerto tutto loro.

 


Sabaton

Lo show di stasera segna il mio ottavo concerto dei Sabaton in tre anni ed è proprio per questo che, quando le luci del Live Club si abbassano e il pubblico comincia a scaldarsi per l’ingresso in scena del quintetto svedese, non posso fare a meno di ripassare mentalmente tutte le gag che già mi aspetto di vedere sul palco. La serata, però, mi lascerà ancor più piacevolmente colpita del solito, dato che la tappa italiana del “The Last Tour” riserverà anche ai fan del bel paese le novità tanto anticipate dalla band. I Sabaton irrompono in scena sulle dirompenti note di “Ghost Division”, ed ecco che il nuovo chitarrista Tommy Johansson fa la sua prima comparsa in Italia, dopo l’abbandono del dimissionario Thorbjorn “Thobbe” Englund. Anche se nessuno di noi può ancora saperlo o anche solo immaginarlo, sarà proprio questo esordiente ragazzone a fare da mattatore della serata, forte, udite udite, della sua conoscenza della lingua italiana. Ebbene sì, c’è aria di amore tricolore in casa Sabaton, e il buon Tommy non si lascia sfuggire nessuna occasione per interagire con il pubblico in un italiano decisamente buono e apprezzatissimo da tutti i presenti.

Lo spazio per le novità non si ferma alle presenze on stage, ma conquista prepotentemente anche la setlist, che conta ben sei tracce estratte dall’ultimo album “The Last Stand”. Si continua infatti con “Sparta” e “Blood Of Bannockburn”, e il buon Joakim Brodén si assicura subito di sbrigare la pratica “Swedish Pagans”, come sempre intonata all’unisono da tutti i fan all’interno del locale. Bellissima la resa dal vivo delle nuove “The Last Stand” e “Lost Battalion”, ma i nostri eroi svedesi non hanno ancora smesso di sorprendere, ed ecco che nella scaletta spunta “Union”, piccola e rarissima perla tratta da “The Art Of War”.

Mentre ancora cerco di riprendermi dal tuffo al cuore di questo inatteso e insperato inserimento, i tecnici del suono si affannano a trasportare sul palco una tastiera ed è ancora Tommy Johansson ad impossessarsi della scena. Sotto gli sguardi attoniti di tutti, in questa strana serata succede anche che il chitarrista dei Sabaton intoni un coinvolto “se solo avessi le parole, te lo direi / anche se mi farebbe male”, trasformandosi per pochi istanti in quel Max Pezzali, leader degli 883 e mito dei nostri anni ’90. Per fortuna ci pensa il resto della band a scuoterci dallo shock di quanto è appena accaduto, raccogliendosi al completo al centro della scena ed eseguendo un’emozionante e coinvolgente versione acustica di “The Final Solution”.

Ormai le mie certezze stanno crollando una dopo l’altra (e non è facile demolirle con ben 7 live show dei Sabaton alle spalle) e non potrei esserne più contenta, perché questo concerto continua ad amalgamare alla perfezione immancabili successi passati quali “The Lion From The North”, Night Witches” o “Resist And Bite” a nuovi brani destinati a diventare classici in sede live, come ad esempio “Winged Hussars”. Si avvicina la zampata finale e mi domando se i Sabaton abbiano ancora qualche cartuccia da giocare. La risposta arriva con l’encore e, quando partono le rassicuranti note di “Primo Victoria”, sembra che tutto debba concludersi regolarmente, come da copione. E invece lo spettacolo si conclude con la doppietta composta da “Shiroyama”, già amatissima dal pubblico, e da un brano diverso dalla solita “Metal Crüe”, per la prima volta dopo chissà quanto tempo.

I Sabaton portano i loro fan “To Hell And Back” e chiudono con il botto uno show che, possiamo dirlo, segna davvero l’inizio di una nuova era nella storia dei tamarrissimi eroi del power metal svedese.

 Setlist:

  1. GHOST DIVISION
  2. SPARTA
  3. BLOOD OF BANNOCKBURN
  4. SWEDISH PAGANS
  5. THE LAST STAND
  6. CAROLUS REX
  7. UNION
  8. THE LION FROM THE NORTH
  9. LOST BATTALION
  10. FAR FROM THE FAME
  11. THE FINAL SOLUTION (ACOUSTIC)
  12. RESIST AND BITE
  13. NIGHT WITCHES
  14. WINGED HUSSARS

Encore:

  1. PRIMO VICTORIA
  2. SHiROYAMA
  3. TO HELL AND BACK

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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