Summer Breeze 2015: Live Report del Day 3

Sopravvissuti alla seconda giornata di festival, ci apprestiamo ad assistere ai numerosi concerti d’assoluto interesse che ci attendono anche oggi. Al di là delle validissime band presenti, come avremo presto modo di vedere il vero protagonista di questo “Day 3” sarà il meteo, che al pari di quanto accade nei più appassionanti Gran Premi di Formula 1 sconvolgerà tutti i piani e le carte in tavola con un suo tanto repentino quanto estremo cambiamento. Ma procediamo con ordine.

Al risveglio ci accoglie il consueto sole accompagnato da temperature decisamente elevate e ci rechiamo come al solito in zona concerti. Partiamo assistendo a metà performance a testa di due band agli antipodi per genere proposto, ma alla pari per quanto riguarda la qualità espressa. Sul Main Stage i Kissin’ Dynamite coinvolgono e fanno saltare tutto il pubblico con il proprio immediatissimo e spigliato glam metal, mentre all’interno del T-Stage i deathster olandesi Severe Torture danno una bella lezione di violenza sonora ai presenti. Non possiamo poi naturalmente al trionfo dell’ironia e del divertimento per eccellenza, ovvero al concerto degli Alestorm! I pirati scozzesi riescono a radunare una folla davvero enorme al di sotto del palco principale, nonostante siano solo le 14, e imbastiscono il consueto spettacolo caciarone a base di canzoni tutte da ballare e retto dall’istrionismo del formidabile frontman Christopher Bowes. Lattina di birra in mano e battuta sempre pronta, il simpatico cantante trascina l’audience di Dinkelsbühl tra un sing-along e l’altro per tutti e 45 i minuti a propria disposizione.

Dopo un rapido passaggio al Pain Stage per una piccola dose del ruvido rock retrò dei Kadavar, torniamo al palco principale dove è il turno degli Ensiferum. I paladini finlandesi del folk metal, finalmente in formazione stabile e completa (l’ultima volta a Trezzo li avevamo visti con una fisarmonicista ingaggiata per l’occasione invece che con una tastierista di ruolo)  offrono ancora una volta uno show solido, potente ed efficace. Spettacolo a cui assistiamo comunque con un po’ di apprensione, dal momento che l’efficiente organizzazione del festival ci comunica tramite il maxi-schermo centrale, con un messaggio in tedesco e in inglese, che le previsioni meteo annunciano una forte perturbazione in arrivo, con tanto di rischio di temporale: il consiglio è quello di tornare appena possibile al camping per mettere al sicuro le proprie attrezzature e, in caso di tempesta davvero forte, di rifugiarsi in macchina! Noi obbediamo ligi alle indicazioni e torniamo all’accampamento, dove veicoli della security interna diffondono il messaggio a destra e a manca tramite altoparlanti e auto della polizia sostano già al di fuori del recinto del festival per ogni evenienza. La perturbazione arriverà e si rivelerà in effetti caratterizzata da pioggia battente, ma per fortuna non drammatica come poteva sembrare: la notizia, presto diffusa, che tutti i concerti sono stati posticipati di un’ora ci rincuora poi ulteriormente.

Riusciamo così ad assistere alla performance dei Sepultura, senza dubbio una delle più intense e riuscite dell’edizione del Summer Breeze di quest’anno. La band capitanata da Derrick Green celebra infatti i 30 anni di attività e il massiccio (sia in senso fisico che vocale!) cantante, accompagnato dagli immancabili Andreas Kisser e Paulo Jr. e dal funambolico giovanissimo batterista Eloy Casagrande, regala al pubblico del festival un’imperdibile carrellata dei più grandi successi del gruppo, tutti eseguiti con passione e senza sbavature. Conclusa la terremotante esibizione del combo brasiliano, mentre sul Main Stage si apprestano ad alternarsi i Powerwolf e i Trivium, noi optiamo per una scelta più di nicchia, spostandoci prima al Camel Stage, quindi al T-Stage. Al primo abbiamo occasione di supportare il metal di casa nostra assistendo al concerto degli Hour Of Penance, quadratissimo e devastante come al solito, nonché in grado di richiamare un bel pubblico nonostante i grossi nomi che stanno suonando nell’altra zona del festival; al palco coperto non potevamo invece mancare al classico rituale dello show dei leggendari Marduk, cupi e ieratici come tradizione vuole.

Anche questo giorno è trascorso, nonostante l’emozione (chiamiamola così!) che l’allarme meteo ci ha causato nel tardo pomeriggio. Siamo quindi pronti ad assistere alla giornata finale della kermesse, quella che presenta senza dubbio i nomi di maggior richiamo e che godono di più popolarità, della quale vi racconteremo nell’ultima puntata del nostro report!

matteo.roversi

view all posts

Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login