Within Temptation: “The Purge” – Intervista a Sharon Den Adel

A pochi giorni di distanza dall’uscita del nuovo singolo “The Purge”, abbiamo avuto il piacere di parlare con Sharon den Adel che ci ha svelato alcuni dettagli sul prossimo album dei Within Temptation e sul tour da co-headliner con gli Evanescence.

Il nuovo singolo “The Purge” parla della redenzione e dell’accettazione degli errori che abbiamo commesso in passato. In che maniera superi solitamente il dolore? La musica è una parte importante di questo processo?

Per me lo è. E’ momento di pensare a ciò che sta accadendo e guardare indietro nel tempo. A causa della pandemia che ognuno di noi sta vivendo, abbiamo tutti molto tempo per l’autoriflessione, se abbiamo voglia di farlo e se siamo disposti a farlo. Va certamente considerato un processo e la musica è sempre stata importante per me, ma non è direttamente collegata all’autoriflessione, anche se mi dà lo spazio necessario per tradurre le mie emozioni in canzoni.

Sempre parlando di “The Purge”, il video è uscito ieri e perciò volevo chiederti: l’idea per un nuovo video viene di solito mentre state scrivendo una nuova canzone o ci pensate in un secondo momento?

A volte hai già un’idea riguardo al video, come in questo caso, perché sappiamo che cosa significa la canzone per noi, ma ci vogliono comunque molto tempo e impegno per realizzare un buon copione. Anche se sai cosa vuoi dire e il modo in cui vuoi mostrarlo in un video, ci vuole tempo per capire come realizzarlo tecnicamente e per trovare un regista che capisca il tuo progetto, perché è importante trovare qualcuno che condivida le tue stesse idee artistiche per avere il prodotto finale esattamente nel modo in cui lo volevi. Per quanto riguarda “The Purge”, Robert ha avuto l’idea per il video e da lì abbiamo scritto il copione.

I nuovi singoli “The Purge” e “Entertain You” mostrano due aspetti diversi della vostra musica e del vostro stile. Sono in qualche modo collegati?

Possiamo dire che in qualche modo entrambi affrontano delle tematiche sociali. “Entertain You” ha una visione più dall’esterno e parla del modo in cui noi trattiamo le persone e loro trattano noi, mentre “The Purge” parla del modo in cui tu affronti le tue emozioni, è più introspettiva. In qualche modo sono collegati, ma sono comunque due maniere diverse di guardare un determinato problema.

Avete intenzione di continuare a pubblicare solo nuovi singoli oppure uscirà un nuovo album?

Al momento non abbiamo un album. Adesso preferiamo scrivere nuova musica e pubblicarla quando ne abbiamo voglia, ma alla fine probabilmente diventerà un album. In passato avevamo gli album pronti e cominciavamo a pubblicare le varie canzoni, ma questa volta vogliamo fare diversamente perché in passato ci è capitato di scrivere delle belle canzoni, ma poi abbiamo dovuto aspettare anche anni per inserirle in un album. Adesso proviamo ad utilizzare la tecnica inversa e vediamo come va, se ci piace continueremo così altrimenti torneremo a scrivere tradizionalmente un album e a pubblicare successivamente i singoli. Ovviamente in questo modo possiamo anche avere il feedback dei fan, ma è un metodo che è comodo soprattutto per noi. Abbiamo scritto “The Purge” quest’estate ed è bello che in pochi mesi siamo riusciti a vedere la reazione delle persone che probabilmente sono riuscite ad identificarsi meglio nel testo rispetto a quanto avrebbero potuto fare, ad esempio, due anni fa.

Al momento state scrivendo una nuova canzone? Possiamo aspettarci una ballad?

Cominceremo a breve! Siamo al lavoro su materiale nuovo, ma questo richiede comunque del tempo, non sempre si può scrivere una canzone in un giorno, a volte sono necessarie alcune settimane per scrivere esattamente quello che vuoi. Ogni volta è diverso, ma al momento non abbiamo in mente di scrivere una ballad.

La pandemia ha cambiato il vostro modo di scrivere le canzoni? Saranno più personali o si concentreranno su quello che sta succedendo nel mondo d’ora in poi?

E’ difficile dirlo, le ultime due riguardavano dilemmi sociali, ma non so ancora che cosa scriveremo dopo, anche se probabilmente sarà di nuovo in quella direzione. Un problema diverso corrisponde ad una canzone diversa!

Di quale album dei Within Temptation sei più fiera?

Non c’è un album in particolare che preferisco rispetto agli altri, ma quello che mi è piaciuto di “The Unforgiving” è il fatto che fosse un progetto ampio che comprendeva anche un fumetto, oltre all’album e ai video, e tutto era in qualche modo collegato. Penso che fosse davvero un bel progetto, ma anche molto intenso, infatti ha richiesto molto tempo per finalizzarlo. E’ bello realizzare questi progetti speciali, ma tutti saranno sempre speciali per ragioni diverse, ma dall’altra parte se ti vuoi davvero concentrare sulla musica e sulla scrittura di nuove canzoni, non è questo l’approccio che dovresti avere perché, come ho già detto, “The Unforgiving” ci ha preso molto tempo.

Qual è la canzone migliore da eseguire dal vivo?

Dipende da dove stai suonando, dal paese e dalla città, ma se stiamo parlando di una canzone che cattura davvero le persone credo che sia “Paradise”, le persone reagiscono sempre in maniera molto positiva quando la ascoltano dal vivo perché è heavy, ma allo stesso tempo è anche epica, è un bel duetto con Tarja quindi credo che sia una delle canzoni che i fan apprezzano di più. E per quanto riguarda la seconda parte della canzone… chi lo sa, magari un giorno la scriveremo!

Parliamo adesso del tour con gli Evanescence. Avete intenzione di cantare una canzone con loro oppure vi piacerebbe scriverne una nuova insieme?

Al momento il tour è ancora molto lontano e non sappiamo quando potremo suonare dal vivo. In ogni caso, prima dell’inizio abbiamo già deciso che tutto ciò che accadrà dovrà essere spontaneo. Ovviamente vogliamo fare qualcosa insieme, ma non accadrà ogni notte, bensì quando ne avremo voglia. Se per qualche motivo non funzionerà, allora non lo faremo. Non si tratta solo di una collaborazione, ma anche di quello che il pubblico si aspetta dalle due band insieme. Entrambi siamo interessati ad una collaborazione, ma come ho detto prima deve essere spontaneo.

Ci racconti il tuo primo incontro con Amy Lee?

La prima volta che le ho parlato è stato un paio di anni fa ad Amsterdam. Suonavano qua e ci hanno invitati al loro concerto e, una volta terminato, ci hanno chiesto se volevamo andare nel backstage. E’ stata la prima volta in cui ho parlato con lei, ma abbiamo avuto una bellissima conversazione. A volte quando parli con qualcuno per la prima volta, la conversazione rischia di essere abbastanza superficiale, ma con lei è stato diverso. Abbiamo parlato del modo in cui la vita ci ha formate, è stato molto personale. Abbiamo molte similitudini, perché oltre a lavorare nella musica, entrambe abbiamo una famiglia e abbiamo parlato di come facciamo combaciare la nostra vita privata con i tour in giro per il mondo, quindi in un certo senso abbiamo parlato anche dell’aspetto negativo della nostra professione. E’ stato un dialogo con molti dettagli personali e questo mi ha sorpreso molto perché pensavo che avremmo parlato del più e del meno, ma sono contenta che non sia stato così perché preferisco parlare in maniera molto sincera, anche perché questo ci ha dato la possibilità di conoscerci nonostante non avessimo molto tempo a disposizione. Anche Amy la pensa nello stesso modo, infatti siamo rimaste in contatto ed è così che è nata l’idea del tour.

Come mai avete deciso il nome “Worlds Collide” per il tour?

Abbiamo scelto questo nome proprio perché abbiamo molte similitudini, ma allo stesso tempo siamo anche molto diverse e lo stesso vale per la nostra musica. Inoltre, ci troviamo in due parti del mondo diverse, lei è in America, mentre noi siamo in Europa e da qui il nome “Worlds Collide” per descrivere il modo in cui questi due aspetti coesistono e interagiscono l’uno con l’altro in maniera positiva.

Se avessi la possibilità di andare ad un concerto ora, quale sceglieresti?

Sicuramente qualcosa di heavy!

E con chi vorresti collaborare in futuro?

Al momento non lo so, partiamo sempre dalla musica. Quando scriviamo una canzone e pensiamo che qualcuno possa essere adatto a dar vita ad una bella collaborazione, speriamo che l’idea piaccia anche all’artista in questione e a quel punto ci mettiamo in contatto. Non ha senso dire “Mi piacerebbe collaborare con questa persona”, da lì scrivere una canzone e sperare di fare una collaborazione, non funziona così. Non potrei mai scrivere su richiesta e neppure il resto della band potrebbe farlo. Quindi tutto dipende da quello che produciamo noi e poi vediamo se c’è la possibilità di realizzare una collaborazione oppure no, di solito agiamo in questa maniera.

Se non fossi una cantante o una stilista, chi vorresti essere?

Questa è una domanda difficile! Non credo che riuscirei a fare qualcosa di diverso, però mi piace guardare i film e le serie tv dedicate ai detective, quindi magari potrei essere una detective anche io! Sono sempre stata una grande fan della serie tv “Ispettore Morse”, che guardavo quando avevo 14 anni. Ho continuato ad appassionarmi alle serie tv con lo stesso protagonista che recitava sempre la parte del detective anche quando sono diventata più grande. Mi piace tutto ciò che riguarda il thriller e le indagini, come ad esempio la serie tv “The Killing” con Joel Kinnaman, che è il mio attore preferito e ha recitato anche in “Suicide Squad”, un altro film che mi è piaciuto molto.

Mentre per quanto riguarda i libri, qual è il tuo preferito?

Prima che uscisse la serie tv di “Game of Thrones”, noi ci siamo ispirati ai libri di George R.R. Martin, soprattutto le “Cronache del ghiaccio e del fuoco”. Quando stavamo scrivendo l’album “Mother Earth”, io stavo leggendo i libri e tutti mi chiedevano: “Allora ti piace il fantasy?” perché la gente associa subito questo genere letterario a creature come i troll e le streghe, ma il fantasy è molto di più di tutto questo. “Il Signore degli Anelli” è molto bello, ma “Game of Thrones” è anche meglio! Inoltre, abbiamo scritto “Hand of Sorrow” e “Jillian” con Katharine Kerr, un’altra scrittrice di fantasy che mi piace molto. Siamo sempre stati molto ispirati dai libri fantasy e a volte abbiamo scritto dei testi basandoci su di essi.

Grazie Sharon per il tuo tempo, aspettiamo con ansia nuova musica dei Within Temptation!

Grazie a voi, è stato un piacere. Ciao Metallus!

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