Within Temptation: “Hydra” – Intervista a Robert Westerholt

Sono una delle band più amate nel panorama metal europeo ed Internazionale, tanto da vantare una solidissima fanbase worldwide. I Within Temptation sono da sempre sinonimo di garanzia e a distanza di due anni dalla release di “The Unforgiving”, l’esemble olandese propone alla propria schiera di fans il loro nuovo lavoro, “Hydra“, titolo curioso che rimanda senza dubbio alla mitologica creatura della Grecia Antica. A parlarcene è Robert Westerholt, mastermind e chitarrista della band, attualmente “seduto in panchina” per vestire i panni di papà musicista come lui stesso ci racconta ma riuscendo ugualmente a portar avanti i suoi progetti.

Fotografia di Arjan Kremer

Ciao Robert. Benvenuto su Metallus. Per noi è un onore averti con noi quest’oggi.

Il piacere è tutto mio!

Allora, tagliamo subito la testa al toro. Dopo la pubblicazione di “The Unforgiving” avvenuta due anni fa, i WT tornano più carichi di prima e presentano all’audience il nuovo album, intitolato “Hydra”. Un titolo abbastanza curioso, infatti come avevi detto tu è un album che rispecchia molto le varie sfaccettature musicali della band. Cosa dovranno aspettarsi i fan della band da questo nuovo disco?

Beh, penso che sia l’album più grezzo prodotto finora, è sicuramente più guitar-oriented. In generale posso dire che i tempi e i ritmi siano molto più veloci ed è un album abbastanza heavy e seppur nuovamente vi sia la partecipazioni di alcuni ospiti, credo che le canzoni siano piuttosto differenti l’una dall’altra ed ha una indole molto diversa. “Hydra” rappresenta in qualche modo le varie personalità della musica. Si potrà notare questo fattore ascoltando l’album e una cosa che ha in comune con noi in quanto band è che è veramente energico, molto puro.

Il disco vanta la partecipazione di quattro ospiti: Dave Pirner (Soul Asylum), Tarja Turunen (ex-Nightwish), Xzibit e Howard Jones (ex-Killswitch Engage). I WT hanno da sempre collaborato con molti artisti nel corso della loro carriera e la collaborazione che ha diviso un po’ la schiera dei fans è quella che vede partecipe Tarja nella traccia “Paradise (What About Us?)”. Da dove è nata l’idea di collaborare insieme a lei?

Il primo motivo che ci ha fatti pensare a lei è stato il fattore musica e successivamente avevamo pensato che sarebbe stato carino sperimentare qualcosa di diverso poiché tutti i brani si differenziano gli uni dagli altri. Sarebbe stato bello poter avere per ogni traccia una voce che potesse rispecchiare il carattere della canzone stessa e per “Paradise” il primo pensiero che abbiamo avuto è stato: “Potrebbe essere benissimo una canzone che potresti trovare in un disco di Tarja” ed inoltre pensavamo che se avesse voluto prendervi parte, il risultato finale sarebbe stato molto interessante, viste le parti operistiche e molto altro… per cui questa è stata la ragione principale.

“Paradise” dà anche il titolo all’Ep che avete pubblicato due mesi fa. Cosa vi ha spinti a pubblicare prima un EP e in seguito l’album?

Beh, sai… quando stai per pubblicare qualcosa come un primo singolo per forza devi inserire qualche bonus track e si sa, solitamente si pensa che le b-tracks siano le canzoni considerate “non buone”. (Ride). Comunque, come ti dicevo, abbiamo pensato “Perché non mettere all’interno della demo queste canzoni che, a parer nostro, sono ottimi brani che potrebbero ugualmente finire sull’album?”… così alcune le abbiamo anche inserite nel disco e così è nato anche l’EP.

Un’altra cosa che ha catturato l’attenzione è stata la collaborazione col rapper americano Xzibit per il brano “And We Run”, il quale è riuscito comunque ad aggiungere un elemento nuovo alla vostra musica. Cosa ne pensi? Cosa ci puoi dire di questa collaborazione?

(Ride). Quando la gente è venuta a sapere che Xzibit avrebbe preso parte all’album… beh, ha reagito male, per loro è stato shockante e insolito. È divertente però (ride) ed è ancora più strano aver notato la reazione della gente che ha avuto modo di ascoltare la canzone, infatti hanno pensato “Wow, non me lo sarei mai aspettato, pensavo che la voce non si adattasse bene o che il risultato potesse essere curioso”, ma il brano in sé suona molto naturale. Ecco perché questo ci rende felici, specialmente per come la canzone si è sviluppata. Io stesso sono da sempre un amante della musica hip hop, anche se non mi reputo un esperto, mi è sempre piaciuto il lato poetico di questo genere musicale. Da anni volevo provare a realizzare una collaborazione con un rapper, ma solo grazie a questo disco ho avuto modo di concretizzare questa idea e ho pensato “Mah, con questo brano potrebbe funzionare!”, poiché non volevamo creare qualcosa solo per dire di aver qualcosa già pronto. Ad ogni modo, rimane sempre un brano targato Within Temptation e penso che funzioni davvero, ecco perché abbiamo voluto Xzibit nell’album. Volevamo mantenere questo contrasto tra la voce robusta di un rapper e la voce angelica di Sharon e non vi sono così tanti rappers che hanno una voce simile a quella di Xzibit, eccovi spiegato il perché abbiamo pensato subito a lui, è stato eccitante poiché non sapevo come il brano si sarebbe potuto evolvere. Avevamo un’idea, lui ha fatto le sue parti hip hop e per noi è stata una vera sorpresa. A lui piaceva molto la canzone, gli era piaciuta veramente tanto e noi non potevamo che esserne contenti, quando abbiamo avuto le sue parti registrate la prima cosa a cui abbiamo pensato è stata “Wow, è anche meglio di quello che pensassimo!”. È un brano molto orecchiabile, molto potente e credo che questa sia una delle tracce realizzate nel corso della nostra carriera di cui sono molto orgoglioso.

Recente è la notizia che ha annunciato l’uscita di “Dangerous” come primo singolo e sarà infatti accompagnato da un videoclip. Sul disco questo brano vanta la partecipazione di Howard Jones. Ti andrebbe di dare un’anteprima del video e della canzone stessa ai fans italiani?

Certamente! La canzone “Dangerous” parla della ricerca del brivido, di quelle persone che vivono sempre alla ricerca dell’adrenalina e che rincorrono il pericolo. Stavo facendo delle ricerche sul web riguardo ad alcuni sport estremi e mi sono imbattuto in un video in cui ho visto questi ragazzi fare acrobazie con la tuta alare usata nel B.A.S.E. Jumping – questo è il nome corretto dello sport – questi ragazzi saltano dalle montagne o da palazzi (o luoghi) molto elevati e volano come Superman! È veramente assurdo, quello che fanno è folle, sono folli, tu pensi che quello che fanno sia veramente pericoloso, rischioso e da lì ci è venuta l’idea, abbiamo pensato di realizzare un videoclip includendo queste persone, dato che sono sempre alla ricerca del brivido, non c’è niente di più azzardato di tutto questo. Il nostro regista conosceva delle persone che praticano questo tipo di sport e li ha invitati a prendere parte al videoclip. Volevamo combinare all’interno del video quello che facevano, a loro era piaciuta molto la canzone e abbiamo pensato che potesse essere fantastico averli partecipi, così abbiamo incluso il materiale da loro registrato. Si sono armati di una videocamera che hanno tenuto stretta fra le mani e si sono filmati l’un l’altro mentre volavano e pensate che loro fanno realmente questo. Volano indossando queste tute alari! Abbiamo preso i loro filmati e li abbiamo combinati insieme alla performance della band. Per quello che riguarda Howard… beh, non ha avuto il tempo effettivo di venire in Olanda per prendere parte alla registrazione così si è fatto filmare in una location vicino a casa sua, in Winnipeg (Canada) e abbiamo realizzato un’alternanza di riprese. Credo che il risultato sia spettacolare e rispecchia realmente l’argomento trattato nella canzone. Ne siamo veramente felici!

Parliamo un attimo di “Elements”. Si è molto parlato di questo DVD per la celebrazione del 15esimo anniversario della band, la cui uscita era prevista in formato box entro la fine dell’anno, ma di recente è stato annunciato che non verrà più pubblicato sul mercato. Qual è stato il motivo che vi ha spinti ad indietreggiare e a non renderlo pubblico?

La ragione principale è stata la scrittura di questo nuovo album. L’ultima volta la realizzazione di “Black Symphony” ha richiesto molto più tempo del previsto per renderlo così come lo vedete e questa volta abbiamo pensato di non pubblicarlo in modo da non far slittare l’uscita del nuovo disco di sei mesi o di un anno. Avevamo progettato di pubblicare questo DVD ma pensandoci bene volevamo veramente concentrarci sull’uscita dell’album. Attualmente abbiamo già tutto il materiale e forse un giorno, quando l’ispirazione verrà a mancare, inizieremo a lavorarci su e potremmo pubblicarlo. Eccovi spiegata la motivazione!

A breve intraprenderete anche un tour europeo, che se non erro dovrebbe partire il 16 Gennaio da Lione (Francia). (La pagina FB della band stessa riportava questa notizia, ndR). Avete confermato però solo alcune date Europee. Che ci dici dell’Italia? Ho visto che non è stata inclusa al momento…

Il tour inizierà in Finlandia alla fine di Marzo, il 28… Oh no aspetta, il 28 di Febbraio, scusami. L’Italia? Beh… Ci sono alcuni paesi che non abbiamo incluso, anche l’Europa meridionale non è stata inclusa. Penso che comunque pianificheremo una seconda parte per questo nuovo tour, in modo da riuscire a far visita anche ai paesi che non abbiamo inserito in lista, tra cui l’Italia, appunto. Era previsto anche un festival per quest’anno… Son sicuro che suoneremo da voi anche in questo tour. Non ho dubbi!

I Within Temptation sono una delle band metal più amate nel nostro paese. Qual è il tuo pensiero riguardo la fanbase italiana?

Posso onestamente dire che abbiamo sempre e solo avuto ottime esperienze con i fans italiani. Abbiamo un nutrito gruppo di fanatici, persone veramente fanatiche, conosciamo molti di loro di persona, ci ricordiamo di alcuni di loro per il loro viso e altri addirittura li conosciamo per nome. Molti di loro ci portano i formaggi, i vini e i biscotti più fantastici e più buoni di sempre (ride). È il miglior cibo che ci portano e noi siamo sempre molto riconoscenti con loro. Come dicevo poco fa, ci sentiamo sempre a nostro agio quando li vediamo e li incontriamo.

In molti hanno notato la tua assenza durante l’ultimo tour effettuato dalla band e in molti, dando un’occhiata anche ai recenti photoshoot, hanno insinuato che tu non facessi più parte della band! Cosa ci puoi dire in merito? Ti vedremo nel prossimo tour, vero?

(ride). Beh, il motivo per cui non compaio nei servizi fotografici e per il quale non ho preso parte all’ultimo tour della band è perchè, come sai, ho tre figli a cui badare e quando loro sono a scuola, cerco di focalizzarmi sul mio lavoro, compongo musica, lavoro per avere le date per i concerti, mi occupo di tante faccende… ma quello che voglio dirti è che vorrei veramente andare in tour e fare tantissime cose, che possono includere la promozione, un servizio fotografico… Insomma, diciamo che al momento non è possibile per me fare niente di tutto questo, forse quando i nostri bambini saranno un po’ più grandi avrò modo di tornare attivo come prima, ma per ora posso solo concentrarmi sul mio lavoro solo quando loro sono a scuola.

Ok Robert, questa era la mia ultima domanda. Dankjewel (Grazie, in olandese, ndr), grazie per averci concesso questa intervista!

Di nulla, è stato un piacere. Alstublieft (Robert ci tiene a ringraziarci nella sua madre lingua, ndr).

Le parole finali spettano a te. C’è qualcosa che vorresti condividere con i nostri lettori?

Uhm, vediamo. Cosa potrei condividere con voi? Beh, posso assicurarvi che verremo sicuramente in Italia, siete sempre nei nostri pensieri e torneremo senz’altro. Cercheremo di suonare lì nel prossimo tour, per cui mi auguro che veniate a vederci.

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