Wind Rose: “Wardens Of The West Wind” – Intervista alla band

Dopo le prime date live che hanno regalato altrettanti successi ai Wind Rose e dopo l’uscita del secondo album Wardens Of The West Wind facciamo il punto della situazione con la band cercando di svelare tutti i segreti della recente release.

“Wardens Of The West Wind” segna il vostro ritorno dopo l’ottimo debutto “Shadows Over Lothadruin” del 2012; ho notato che avete effettuato alcuni cambiamenti…. Partiamo dal look. A cosa vi siete ispirati e come mai avete scelto quest’immagine decisamente aggressiva?

Per quanto riguarda il nostro look live non ci siamo ispirati a qualcosa in particolare, è un mezzo per far arrivare la nostra musica al primo sguardo e per coinvolgere di più il pubblico!

Se non erro nel nuovo album avete abbandonato la saga fantasy iniziata con il debutto (che era un concept) per passare a canzoni che trattano argomenti differenti. Sbaglio? Ti va quindi di descriverci le tematiche trattate nei testi delle nuove canzoni e gli spunti di ispirazione?

Non sbagli affatto! Il nostro nuovo lavoro non è un concept, ma ci sono delle parole chiave che racchiudono il messaggio di questo full length: sogno, lotta, cambiamento, libertà.
Tutte queste parole chiave sono racchiuse nelle tracce dell’album assumendo forme e sfaccettature diverse: per fare alcuni esempi, il sogno di riconquistare il compianto regno dei nani in “The Breed Of Durin”, la rivolta dei ribelli scozzesi in “Rebel And Free; dal cambiamento del mondo ispirato alla genesi di Tolkien in “Heavenly Minds”, al cambiamento naturale e inevitabile trasportato dal vento dell’ovest durante le varie stagioni in “Ode To The West Wind”.

Cosa rappresenta la cover del nuovo album? Chi sono i personaggi ammantati? Siete contenti del lavoro di Machado? Ha lavorato seguendo le vostre direttive?

La cover rappresenta noi Wind Rose proprio nel momento in cui stiamo per scatenare il vento dell’ovest verso il resto del mondo! Volevamo una copertina d’impatto, luminosa e senza troppi colori: Felipe non ci ha deluso. Ha seguito la nostra bozza iniziale donando all’album una cover non indifferente.

Come avete lavorato per la composizione dei brani? Come vi siete divisi il lavoro?

I nostri brani nascono in genere in questo modo: registriamo provvisoriamente delle brevi parti orchestrali, poi le ascoltiamo e quelle che fanno esaltare la nostra immaginazione vengono giudicate per capire se possono fungere da intro/strofa/intermezzo di un brano, da quel momento in poi la canzone comincia a prendere forma aggiungendo sezioni che si collegano perfettamente.
Principalmente le idee per le nuove melodie provengono dal tastierista Federico, poi gli arrangiamenti e le parti ritmiche vengono sviluppati dal resto della band; Claudio e Francesco si occupano della scrittura dei testi.

Fin dal primo ascolto si nota un intenso lavoro anche dal punto di vista della registrazione che permette di ascoltare (con notevole soddisfazione) il contributo di tutti i musicisti; come vi siete comportati in quest’ambito? Avete registrato ai Domination Studio di San Marino vero?

Il disco è stato mixato e masterizzato al Domination Studio da Simone Mularoni, che col suo tocco magico ha saputo far risaltare a dovere i tantissimi strumenti che suonano nei brani; senza di lui la resa di “Wardens of the West Wind” non sarebbe stata la stessa! Le registrazioni dei singoli strumenti sono state effettuate in parte agli Studi Magnitudo di Pisa e in parte nel nostro covo segreto.

Chi canta nei cori? A mio avviso rappresentano uno dei maggior motivi di interesse del CD.

Siamo contenti di queste parole, abbiamo puntato tantissimo sulla resa dei cori: tre settimane di lavoro solo per le parti corali! Le voci che sentite sono tutte sovra incisioni di Francesco Cavalieri, Tommaso Corvaja (indispensabile aiuto sulle basse frequenze) e Clara Ceccarelli dei “Norhod” (tutte le voci femminili). A loro si sono aggiunti i nostri Federico e Claudio per aumentare l’effetto ”massa”.

Cosa potete invece dirci del cambio di line-up? Vi trovate bene con il nuovo bassista Cristiano Bertocchi ex Labyrinth ed ex Vision Divine? E come mai Alessio Consani ha lasciato la band?

Più passa il tempo e più ci chiediamo: come facevamo prima senza Cristiano nella line-up?!
Siamo molto simili, sia caratterialmente che nelle scelte artistiche; è stata una fortuna unica quella di averlo conosciuto (casualmente) nel 2009. A mio parere la rottura di Alessio con i Wind Rose doveva avvenire prima o poi; i suoi interessi e le sue idee riguardo al portare avanti una band metal stavano su una lunghezza d’onda molto diversa dalla nostra. Abbiamo compreso benissimo quello che lui ha voluto comunicarci e la separazione delle strade è stata amichevole.

Avete realizzato il video di “Rebel And Free”, forse il pezzo più diretto e selvaggio del nuovo CD; cosa ci raccontate dell’esperienza? Siete soddisfatti?

Grazie al video di “Rebel And Free” abbiamo scoperto dei paesaggi toscani che non conoscevamo prima: le cascate del torrente Carbonaia a Chianni e la località “Campocecina” in provincia di Massa.
Girare le scene è stato faticoso: carichi di tutta l’attrezzatura e tutto l’abbigliamento abbiamo dovuto guadare torrenti, risalire pendii e sfidare il freddo novembrino… Ci siamo sentiti un po’ la “compagnia dell’anello”! Il risultato è stato fantastico, merito delle location e della mente magica di Enrico ZeroDX (regia e post-produzione).

Dopo la realizzazione di “Shadows Over Lothadruin” avete vissuto diverse esperienze live suonando con gruppi affermati; volete raccontarci cosa vi ricordate di questi show e del rapporto con le altre band?

La condivisione del palco con artisti di tale rilievo è stata importantissima per la crescita della band: in particolar modo l’esperienza insieme ai professionalissimi Wintersun ci ha fatto capire com’è che va affrontata la vita di un musicista, sia dal punto di vista tecnico che quello artistico. Abbiamo avuto modo di parlare e confrontarci con tutti i componenti delle band alle quali abbiamo aperto i concerti; salvo rare eccezioni tutti si sono dimostrati umili e gentili, e da ognuno di loro abbiamo avuto modo di apprendere qualcosa. Menzione particolare va agli islandesi Skálmöld, compagni della nostra ultima avventura europea: amici già dal primo giorno di tour!

Come avete intenzione di promuovere il nuovo CD? Ci sono delle date già programmate? Volete raccontarci?

La promozione di “Wardens of the West Wind” è iniziata questo Febbraio con il tour europeo di supporto a Eluveitie e Skálmöld e continuerà nei prossimi mesi: per ora le date confermate sono il Release Party al Borderline di Pisa il 27 Febbraio e il Fosch Fest il 7 Agosto. Altre date arriveranno prossimamente!

Un saluto ed un messaggio ai lettori di Metallus.it!

Abbiamo bisogno del supporto di tutti voi! Mettete un bel “mi piace” sulla nostra pagina Facebook e se vi va iscrivetevi al nostro canale di YouTube. Speriamo di vedervi tutti sotto il palco a fare casino nei prossimi live! Ringraziamo lo staff di Metallus.it per la disponibilità, ciao a tutti!

leonardo.cammi

view all posts

Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login