White Wizzard: “The Devil’s Cut” – Intervista a Jon Leon

Si dice che il terzo album rappresenti sempre un passo decisivo nella carriera di una band. I White Wizzard hanno raggiunto questo traguardo con il solido “The Devil’S Cut”, un album che dimostra che, nonostante i vari cambi di formazione susseguitisi negli anni, la band americana ha tutte le carte per restare sulla scena a tenere alta la bandiera dell’heavy metal anni 80. Ne abbiamo parlato con il bassista Jon Leon, fondatore della band ed unico membro rimasto della formazione iniziale…

“The Devil’s Cut” è finalmente uscito! Cosa ci puoi raccontare del nuovo album?

E’ quello che credo sia il nostro migliore album fatto fino ad oggi, pieno di metal melodico ad alto voltaggio, con voci che vanno molto in alto ed una sezione ritmica assassina…sono piuttosto soddisfatto del risultato. E’ una raccolta di canzoni che ho scritto per tutto l’anno passato e sono molto orgoglioso della performance dei miei compagni.

Qual è il significato di “The Devil’s Cut” e perché avete scelto proprio quella canzone come title-track?

E’ un tributo alla musica e al vinile e a come ti può liberare. L’ho scelto perché suonava fico, e posso dire che il titolo è stato scritto prima dei testi.

“The Devil’s Cut”, così come i vostri precedenti lavori, è stato prodotto da Ralph Patlan (Megadeth, Scorpions). Come lo avete conosciuto? Non vi siete sentiti intimiditi a lavorare con un produttore del suo calibro?

Lui ed io abbiamo lavorato assieme nelle registrazioni per una vecchia band di cui facevo parte. No, non ci siamo sentiti per niente intimiditi, anzi. E’ una persona molto comunicativa ed ho imparato molto lavorando con lui.

Come sono andate le registrazioni?

Tutto liscio come l’olio. Gio (Giovanni Durst, ndr) ha fatto le sue parti di batteria, io ho suonato le parti di basso e di chitarra ritmica e basso, poi i ragazzi hanno registrato le chitarre soliste ed infine Joseph (Michael, ndr) ha chiuso con le parti vocali.

Una delle mie canzoni preferite è “Steal Your Mind”: un inizio lento e dolce seguito da una parte centrale molto veloce ed aggressiva ed un finale ancora lento. Puoi raccontarci qualcosa di questa canzone?

Mi piace moltissimo. Mi sento molto legato al testo che ho scritto per questa canzone, ed i ragazzi hanno davvero spaccato con le chitarre. E’ una delle mie canzoni preferite in tutto l’album. Il testo riguarda il mantenere la propria integrità e la propria anima, ed è una chiamata alle armi per dire ai giovani di non lasciarsi plasmare dallo stupido sistema musicale e di intrattenimento…pensate con la vostra testa!

La canzone “Storm Chaser” contiene degli acuti nella strofa che danno un tocco molto particolare al pezzo, rendendolo un po’ distante dal vostro sound abituale. Come è nata l’idea di questo brano?

Ho scritto la melodia vocale di base, poi Ralph l’ha prodotta e Joseph si è divertito con le tonalità più alte. E’ un grande esempio di come tutti noi lavoriamo assieme, la adoro.

Si tratta del quarto lavoro in studio con la Earache. Quali sono le ragioni di una collaborazione così lunga?

Ho firmato un contratto a lungo termine, lol…ma oltre a quello c’è un ottimo rapporto con la label e loro ci supportano davvero molto.

L’artwork rappresenta una figura scheletrica vestita da suora mentre cavalca un umanoide schiavizzato e torturato. Cosa dovrebbe rappresentare nelle vostre intenzioni?

E’ una suora o un prete, e rappresenta come le religioni organizzate obbligano alla sottomissione anche all’interno dei loro stessi ranghi…il messaggio è: “Fanculo a quella roba, pensa con la tua testa!”.

E’ il terzo album con una figura scheletrica nell’artwork, ed il teschio umano è un elemento ricorrente nei vostri video. Possiamo dire che questo è ormai un vostro segno distintivo?

Può essere, vedremo…i nostri artwork sono un processo in costante evoluzione…la suora potrebbe essere il Wizzard in “drag”…così potrebbe diventare interessante.

La formazione è variata molte volte nella storia della band, specialmente per quanto riguarda le chitarre e la voce. Cosa ha portato a tutti questi cambi?

Una storia lunga…è stato un insieme di cose per di più riconducibili alle questioni personali di ciascuno…ma questa line up è qui per restare, ed è rimasta assieme per oltre un anno…

Joseph Michael ha una grande estensione vocale, e sembra trovarsi davvero a proprio agio sia nei pezzi più veloci che nelle ballad. Pensi che sia finalmente la voce giusta per la vostra musica?

Assolutamente si. Sono molto soddisfatto, e sento che il suo apporto alla band è molto più grande di quello dei nostri precedenti cantanti.

I cambi nella line up non vi hanno impedito di registrare 2 EP e 3 album in soli sei anni. Siete una band davvero prolifica! Come scrivete i nuovi pezzi solitamente?

A volte spontaneamente mentre suono i miei strumenti, a volte nella mia testa…non c’è nessuna formula, è solo qualcosa che sento quando mi arriva l’ispirazione…è un processo molto aperto.

I vostri video musicali sono molto divertenti. Ho trovato in essi una certa ironia riguardo ai cliché dell’heavy metal, laddove altre band tendono invece ad essere molto serie. Perché ritieni sia importante essere autoironici?

Perché non siamo incazzati e vogliamo solo divertirci, inoltre è un tributo ai video classici degli anni 80.

Porterete in tour il nuovo album?

Si, stiamo pianificando un tour con molte date.

Abbiamo qualche possibilità di rivedervi in Italia?

Noi speriamo in autunno…ma ci stiamo ancora lavorando.

Ok Jon, grazie per l’intervista ed in bocca al lupo!

Grazie!

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