We Came As Romans: “Who Will Pray” – Intervista a Dave e Kyle

I fan più tradizionalisti del metal storceranno il naso, ma noi non ci siamo fatti scappare l’occasione di intervistare i We Came As Romans, tra le band di punta del filone metalcore/alternative rock americano. Li abbiamo incontrati pochi minuti prima di vederli in azione sul palco dell’Alcatraz di Milano (19 dicembre), con un nuovo video appena pubblicato (Who Will Pray) tratto dall’ultimo omonimo album uscito a luglio. Ecco quello che ci hanno detto Dave Stephens e Kyle Pavone, le due voci della band.

Prima di tutto come sta andando il tour?

Dave Stephens: Sta andando alla grandissima! Sta andando molto bene. Siamo agli sgoccioli del tour, ci mancando poche date ma ora siamo contenti di essere qui in Italia con voi. Abbiamo suonato per circa tre settimane e questo è senza dubbio lo show più grande che abbiamo suonato in Italia.

So che avete già suonato nel passato in Italia. Com’è il vostro rapporto con il pubblico e mercato italiano?

Dave: Amiamo questo posto, la gente, il vino e il cibo

Kyle Pavone: Milano è fantastica. E lo stesso dicasi per le squadre di calcio.

Il vostro ultimo album, “We Came As Romans” è uscito qualche mese fa. Potete dare ai nostri lettori una breve introduzione a riguardo?

Dave: L’abbiamo registrato con David Bendeth. Sentivamo di avere bisogno di qualcosa di differente e di spingerci  in avanti con questo quarto album. Non potevamo far uscire la stessa cosa che avevamo già fatto. In tutti gli album abbiamo cercato di fare qualcosa di differente, per offrire qualcosa di diverso e non annoiare gli ascoltatori. David ci ha veramente messo alla prova ed è riuscito a tirare fuori il meglio. Abbiamo scritto l’album tutti e sei insieme, non come in passato dove magari ci lavorarono solo due o tre membri della band. E’ stata una cosa figa e questo si sente.

Dal primo vostro album siete stati catalogati come una band metalcore, anche se i lidi che state toccando ora sono quasi più vicini a quelli dell’alternative rock. Come potete descrivere l’evoluzione del vostro sound?

Dave: Penso sia stato un cambiamento graduale. Dal primo al secondo album siamo diventati quasi più metal. Era un momento oscuro e volevamo cercare di tornare alla serenità e proporre un sound anche più melodico e disteso e questo è successo con “Tracing Back Roots”. Penso sia stato il passo giusto in quel momento, tanto che quell’album è diventato il nostro album più popolare. A questo punto volevamo continuare su questa traccia e puntare ancora di più sull’approccio melodico, su una maggiore rilevanza del cantato e appunto in generale su un sound più rock’n’roll e alternative. Penso che questo sia evidente nel nostro quarto album “We Came As Romans”. La cosa divertente è che se ascolti il primo e il quarto album sembriamo quasi una band differente.

C’è sicuramente una parte di metal nel vostro sound. Quali sono state le vostre maggiori influenze in questo campo?

Dave: E’ divertente perché ognuno di noi ha influenze e un retaggio musicale completamente differente. Considera che alcuni di noi non ascoltano proprio metal. Andy (Glass) e Eric (Choi), sono sicuramente i due musicisti più metal-oriented. Ma Kyle ad esempio ascolta un sacco di techno e musica elettronica, mentre io sono più orientato verso l’hardcore. Penso però che se dovessimo scegliere una band metalcore che ci ha veramente ispirato e che ha dato un impronta al nostro sound, allora ti dico Underoath.

In Italia ma penso anche all’estero c’è questa sorta di lotta tra il pubblico metal e il pubblico metalcore, con tutta questa storia di non essere “true” e stronzate del genere. Come vi relazionate con il pubblico metal?

Dave: A dire la verità è veramente difficile relazionarsi con questo tipo di pubblico per noi. Non siamo mai stati una band metal. Eravamo una band metalcore. Ma a un certo punto penso che si possano definire come due generi musicali completamente differenti. Ci sono dei punti di connessione, con i riffoni e la batteria cattiva, ma i punti di distanza sono tanti. Non penso ci siano tante metalcore band che piacciono ai fan dell’heavy metal e vice versa. E’ veramente difficile far ascoltare questi due generi alle stesse persone.

Parlando di novità, è uscito da pochi giorni il video di “Who Will Pray”, molto divertente e simpatico da guardare, con questa ambientazione da super eroi dei fumetti. 

Kyle: Sì, volevamo fare qualcosa di fondamentalmente differente e soprattutto qualcosa che si slegasse dall’approccio più serioso e cupo della nostra musica, ma anche dei nostri precedenti video. Volevamo divertirci. Eravamo in L.A. e abbiamo deciso di girare questo video legato al mondo dei super eroi.

Dave: E’ stato figo. Quando abbiamo fatto il video di “I Knew You Were Trouble” è stato molto divertente e abbiamo fatto più views di tutti gli altri nostri video su YouTube. Non so se fosse per la canzone (una cover di Taylor Swift) o per il video divertente, ma a quel punto abbiamo deciso di riprovarci. Volevamo essere divertenti ma comunque avere una storia. Come un film divertente e comico. La maggior parte dell’ultimo album, come di tutta la nostra musica, è molto serio. E’ divertente perché tutti noi sei non siamo ne persone cupe ma invece ci piace divertirci e fare casino. Quindi è divertente poter mostrare anche questo lato delle nostre personalità. Penso sia importante per i fan vedere questo lato della nostra band.

Il tema appunto è quello dei supereroi dei fumetti, soprattutto quelli vecchio stile tipo i primi Batman, Superman e cose di questo tipo. Siete dei fan dei fumetti o è una cosa che è nata per caso?

Dave: Amiamo Batman. Non siamo d’accordo su nulla in questa band, ma di sicuro Batman è l’unica cosa che ci mette tutti d’accordo.

Kyle: Onestamente mi sono iniziato a interessare di fumetti solo dal momento in cui sono iniziati ad uscire tutti questi film tipo Watchmen e cose di questo tipo. Deadpool è veramente figo, anche Guardians of the Galaxy.

Dave: Da piccolo amavo X-Men, Fantastic Four. Ho anche qualche action figures di Wolverine.

Il 2015 segna il decimo anniversario dei We Came As Romans come band, come vivete questo momento?

Dave: Damn, mi ricordo parecchi anni fa, quando decidemmo di provare a fare il grande passo, facendo diventare la band una cosa molto più seria e impegnativa, ci dicemmo: “Prendiamoci un anno, proviamoci con la band e vediamo cosa succede”. A quel punto pensavamo che non saremo andati avanti per tutto questo tempo. Ma è andato tutto alla grande e ora ne parliamo 10 anni dopo. La maggior parte dei nostri amici, parenti e genitori pensavano che avremo fatto questo per un paio di anni, per poi tornare per concludere la scuola o l’università. Invece è diventato qualcosa che potremo fare per altri dieci anni o per tutta la vita.

Il vostro ultimo album è stato pubblicato solo pochi mesi fa ma state già lavorando a qualcosa di nuovo?

Dave: Yeah. Tutti noi abbiamo dei progetti paralleli. Kyle ha i suoi progetti di musica techno. Io e  Andy abbiamo un progetto hardcore. Sono tutte cose che facciamo per divertimento. In realtà dopo il tour avremo un periodo di pausa per stare con le nostre famiglie e poi inizieremo a buttare giù qualche idea per il prossimo album dei We Came As Romans. E’ ancora molto presto. Non so se quale sarà il sound e quale sarà la direzione che prenderemo.

Ok, ragazzi questa era la mia ultima domanda. Potete chiudere con un messaggio per i vostri fan italiani.

Kyle: Grazie a tutti per il vostro supporto durante gli anni. Speriamo di tornare presto, magari ci vedremo quest’estate!

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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