We Came As Romans: “Understanding What We’ve Grown To Be” – Intervista a David Stephens

Non potevamo certamente passare all’Impericon Never Say Die! Tour senza intervistare i We Came as Romans, band headliner della serata e protagonista di questa edizione del festival. Il gruppo del Michigan, forte del suo successo, ha già pubblicato due album e suonato in ogni angolo del mondo. Approfittiamo dunque della disponibilità del cantante e chitarrista David Stephens per un nuovo scambio di battute.

Questa è la vostra prima intervista per Metallus.it: potresti presentare la band ai nostri lettori, che ancora vi conoscono o poco o addirittura non hanno ancora sentito parlare di voi?

D.S.: Ciao a tutti! Sono Dave dei “We Came as Romans”. Suoniamo metalcore caratterizzato da potenti riff di chitarra e screaming vocals. Dal punto di vista delle lyrics scriviamo testi positivi, incentrati sul provare ad essere persone migliori, sull’essere buoni verso gli altri: vogliamo portare un messaggio molto forte.

Quali sono le band e gli artisti che hanno rappresentato un’ispirazione per la vostra musica?

D.S.: Per prima cosa, noi ascoltiamo tanti tipi di diversi di musica: elettronica, metal, indie rock… Per farti alcuni nomi, siamo stati profondamente influenzati da band come “Underoath” e “August Burns Red”.

Puoi descriverci il vostro ultimo album, “Understanding What We’ve Grown To Be”?

D.S.: Si tratta del nostro secondo album ed è un po’ più oscuro per quanto riguarda i testi: ci siamo resi conto che non tutto nella musica, nella vita, nella storia è perfetto; alla fine comunque, attraversate le difficoltà, tutto torna a posto, è positivo ancora una volta.

“We Came as Romans” è un nome molto originale per una band: puoi spiegarci il suo significato, perché l’avete scelto?

D.S.: Magari avessimo un vero significato! Ahahah! All’inizio io suonavo solo la chitarra e avevamo altri due cantanti: il nome è stato scelto da loro. Eravamo molto giovani, avevamo quindici – sedici anni, e questo nome suonava “cool”: penso che nessuno abbia mai saputo cosa volesse dire! Ahahah!

Quali sono le vostre impressioni sull’ “Impericon Never Say Die! Tour” fino ad ora?

D.S.: Le cose stanno andando veramente bene! Gli show sono grandiosi e il pubblico e le band sono meravigliosi!

Ho letto che in più di un’occasione avete diffuso i vostri nuovi pezzi in anteprima su YouTube e i-Tunes: dal vostro punto di vista di giovane band ancora agi esordi, Internet rappresenta più un’opportunità o una minaccia?

D.S.: Penso che rappresenti più un’opportunità. Abbiamo reso disponibile via Web per tre mesi il nostro secondo EP, Dreams, e questo ci ha aiutato tantissimo a diffondere il nostro nome e le nostre canzoni, è stata la scintilla che ci ha fatto conoscere ad agenti ed etichette discografiche.

Siete stati in tour con tantissime band: quali di queste ammirate in particolare o sono per voi dei veri e propri amici?

D.S.: Siamo grandi amici dei “The World Alive”, ma siamo anche ottimi amici della maggior parte delle band con cui andiamo in tour: sono veramente persone speciali!

Al contrario, avete avuto problemi con alcune band?

D.S.: Band con cui non andiamo d’accordo? No davvero! Ci troviamo bene con quasi tutti, ci sforziamo sempre di andare d’accordo con gli altri: costituiamo una sorta di network con le altre band.

Quali sono i vostri progetti al termine di questo tour?

D.S.: Partiremo per un tour in centro e sud America; in seguito ci piacerebbe davvero tornare in Europa nel 2013.

Ok Dave, abbiamo concluso! Quale messaggio vuoi lanciare ai fan italiani?

D.S.: State in guardia e seguiteci: torneremo nel 2013!

 

Lasciamo quindi che anche David Stephens e i suoi We Came as Romans trovino la giusta concentrazione per la loro esibizione, pur mancando diverso tempo al momento in cui il combo del Michigan dovrà calcare il palco del “Land of Live”: la performance degli headliner è infatti prevista a notte quasi inoltrata e altri gruppi ancora devono suonare prima di loro. Quando lasciamo il locale il pubblico di Legnano continua ad essere poco numeroso, ma bisogna tener conto che ci troviamo davanti a band molto giovani e ancora abbastanza sconosciute alle nostre latitudini. L’avventura di questi ragazzi nel mondo della musica è infatti appena cominciata: chissà se alla prossima trasferta europea li vedremo inseriti nella cornice di un grande festival, al cospetto di folle dalle dimensioni ben più rilevanti di quella di stasera.

 

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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