Nevermore: Intervista con Warrell Dane – Jeff Loomis

Nevermore Intervista Piacevole chiacchierata con Warrel Dane e Jeff Loomis, due ragazzi (oddio, Dane ragazzo mica tanto, in compenso Loomis deve avere da qualche parte un ritratto che invecchia per lui perché dimostra non più di 22 anni…) veramente simpatici e alla mano. E decisamente in vena di scherzare, soprattutto il cantante, sempre pronto alla battuta e all’ironia (tra le vittime anche i Labyrinth, il cui imminente CD si sentiva in sottofondo…). Piacevole anche la promozione organizzata da Spin Go e Century Media, che dopo le interviste ci hanno scarrozzato per Milano a bordo di un tram tutto per noi. Idea un po’ penalizzata dal caldo torrido di Milano, e dalla lunghezza eccessiva del percorso, ma sicuramente divertente, soprattutto per le reazioni della cittadinanza sconvolta da un tram carico di metallari sbevazzanti con musica a palla… ma torniamo a noi, ai Nevermore e a questa intervista sul loro ultimo album, davvero ottimo e convincente, molto diretto e più aggressivo degli ultimi due. WD: “Questo come è possibile? Come si può fare musica più aggressiva di così? Beh, probabilmente è possibile, ma non ho idea di come sia successo! Non è colpa nostra! (ridendo).. ‘La musica è come una scatola di cioccolatini, non sai mai cosa ti capiterà’ “.

JL: “Questa era da Forrest Gump. In effetti è più aggressivo degli ultimi, ma a me la musica aggressiva piace, per cui va bene così.” Sono passati tre anni dal vostro ultimo album, come mai così tanto tempo?

JL: “Dopo Dead Heart abbiamo fatto moltissime date, abbiamo girato praticamente tutto il mondo. Questo ci ha occupato moltissimo tempo e anche molte energie, alla fine ci siamo presi un po’ di tempo per rifiatare e poi abbiamo cominciato a lavorare sul nuovo.”

WD: “Quando sei un gruppo davvero famoso puoi comprarti un tour bus enorme, montarci sopra uno studio di registrazione e utilizzarlo mentre sei in tour. Noi non siamo delle rockstar, dobbiamo accontentarci di registrare quando siamo a casa.”

JL: “E non ci siamo stati molto, abbiamo girato così tanto… che è una gran bella cosa, ma anche davvero faticoso. Certo mi piacerebbe tornare in Sud America, sono state delle date fantastiche!” Questa è anche la ragione per cui il nuovo album è così corto?

WD: “Di solito il nostri lavori sono più lunghi perché non vogliamo mai escludere delle canzoni. In questo ultimo non c’è nessun riempitivo, mentre quando ascolto i lavori vecchi trovo sempre un paio di canzoni che avrebbero potuto essere escluse. Quando poi lo dico c’è sempre qualcuno che si incazza: ‘Ma scherzi? Cazzo, quella è la mia canzone preferita!’. In effetti questo è l’esatto numero di canzoni che abbiamo scritto per l’album, non abbiamo lasciato fuori niente” Finora avete fatto album a coppie, a breve distanza seguiti da una lunga pausa. Ci aspetta un altro lavoro a breve?

WD: “Molto probabilmente sì, già durante questo tour promozionale abbiamo cominciato a buttare giù dei pezzi, per cui c’è già del materiale” Questo dovrebbe essere il vostro ultimo lavoro per Century Media, che programmi avete per il futuro?

WD: “Sì, questo è l’ultimo album previsto dal nostro contratto. Stiamo pianificando il futuro con molta cautela; abbiamo un certo numero di possibilità, e non c’è niente di sicuro per ora”. (peggio di Moggi!) Trovo che la tua voce sia migliorata enormemente, soprattutto nelle parti melodiche

WD: “Davvero? E’ veramente strano sentirtelo dire! (ride) Mi sono impegnato al massimo in tutti gli aspetti della registrazione e della composizione, come al solito.” Avete cambiato produttore. I suoni sono molto potenti e dinamici, a scapito della pulizia. Chitarre e basso sono a tratti un po’ confusi. Soddisfatti della scelta?

WD: “Aspetta di sentire la versione finale, deve ancora essere rimasterizzato, e i suoni saranno piuttosto diversi” (questa è la notizia migliore dell’intervista. Non vedo l’ora di mettere le mani sulla versione definitiva, appuntamento al 18 Luglio!)

JL: “Tutti i livelli saranno un pochino alzati, e gli strumenti più distinti.”

WD “Sembra che abbiamo questo problema ogni volta, il promo non ha mai i suoni definitivi dell’album, anzi alla fine risultano molto diversi!” Immagino sia anche per prevenire la pirateria.

WD: “Mmmm… Questo significherebbe che alla nostra casa discografica sono maligni, hanno già la versione definitiva ma non la fanno sentire nemmeno a noi per non diffonderla. Mmmm non ci avevo pensato! (se la ride di gusto…) Dopo il monolitico e sperimentale The Politics Of Ecstasy avete fatto due lavori molto più diretti e lineari. E’ stata una scelta precisa? Questo ultimo album in un certo modo riprende qualche passaggio un po’ strano, in futuro è possibile che torniate a fare brani più contorti?

JL: “Siamo molto istintivi nello scrivere, e nemmeno noi sappiamo in che direzione andranno le prossime cose che comporremo. Quello che scriviamo riflette noi in quel momento, le nostre esperienze eccetera, non è mai pianificato in anticipo. Cerchiamo sempre di cambiare da un album all’altro, ma non ci siamo mai messi a tavolino a dire: ok, questo album suonerà in questo modo.”

WD: “La cosa divertente è che stiamo ricevendo una gamma di commenti sul nuovo album veramente molto ampia. C’è chi dice che è più diretto, chi dice che è più complicato, a livello i Politics, altri dicono che è una via di mezzo… Ci sono così tante opinioni diverse che non so più nemmeno io chi ha torto e chi ha ragione!”

JL: “E questo di riflette anche in una grande varietà di pubblico. E’ divertente ad esempio vedere un ragazzo in prima fila, tutto vestito di pelle nera, borchiato e con il corpse painting cantare a squarciagola ‘Believe In Nothing’ piangendo a dirotto!!” (e qui se la ridono di gusto!)

WD: “No, aspetta, me lo ricordo anche io, ma la canzone era ‘The Heart Collector’!” (e si lancia nell’imitazione del blackster tenerone cantandoci il ritornello, tra le risate di tutti) Gli si sarà sciolto tutto il make-up!

WD: “Sì, sì, gli colava tutto sulla faccia… incredibile! Comunque questo dà la misura della varietà dei nostri ascoltatori: si va dai fan di death a quelli di black, di power… piacciamo persino ai fan dei Manowar!” (e qui loro due ridono per 30 secondi di fila… mah!) Per quanto riguarda i testi cosa puoi dirci?

WD: “Non c’è un concept dietro a questo album, più che altro una serie di temi comuni a tutte le canzoni, un po’ come succedeva con Politics.” E chi sono i nemici della realtà? Siete voi che siete contro la realtà schifosa che ci circonda o è un attacco ai media, che raccontano solo la loro, di verità, oppure nessuna delle due?

WD: “Beh, e un titolo molto forte, che fa pensare. Per me è chiaro, e si capisce bene dai testi. Sarà che li ho scritti io… Comunque analizzando i testi è piuttosto evidente, ma non darò questa informazione così facilmente, aspetto il responso degli ascoltatori. Non voglio togliere il divertimento!” Invece ‘Create The Infinite’ di cosa parla?

WD: “Parla di Dio. Se effettivamente esiste, se è stato lui a creare l’universo in sei giorni riposandosi il settimo, e se è proprio per colpa di questo riposo che tutto è così ‘fucked up’. Non era attento per un cazzo il settimo giorno!!”

JL: “Wow, sto imparando qualcosa anche io! Ha ha ha” Voi siete americani e incidete per una etichetta europea. Che differenze vedete tra le due scene?

WD: “L’ambiente musicale in America sta cambiando. E’ molto influenzato dall’Europa, in quanto molti gruppi underground europei, già popolari qui da voi, stanno guadagnando molto consensi anche in USA. Questo porta a un interscambio di idee che può solo fare bene agli States, credo che a breve avremo una resurrezione del metal. La ente lo dice da anni, ma adesso sta FINALMENTE, DAVVERO, VERAMENTE SUCCEDENDO. LO GIURO SU… DOG (cane).

GOD (Dio). Scusate, sono dislessico, ha ha ha” Dici? Perché finora in effetti c’è stato uno spostamento del pubblico mainstream verso sonorità più pesanti, dai Limp Bizkit ai Nine Inch Nails a Marilyn Manson, ma non di vero e proprio metal.

WD: “Marilyn Manson lascia fare assoli di chitarra?”

JL: “Mi pare proprio di sì”

WD: “Un punto a suo favore! Questa è attitudine metal!”

JL: “Yeah, gli assoli stanno ritornando! Ci sono troppi gruppi che non li fanno.”

WD: “Di base non fanno assoli perché non sono in grado. E alla fine alla gente non interessano più, vengono costretti a sentire questa musica tutto il tempo… E’ come con i panini di McDonald’s, sai che non ti piace quello che c’è dentro ma li mangi lo stesso. Comunque ci sono ottimi segni, è ricominciato anche Headbanger’s Ball su Mtv, ed è molto popolare. Il metal sta tornando, e non riusciranno a fermarlo! Alla fine danno molto nu-metal ma anche molte cosa underground, un mix giusto. Metà delle cose hanno assoli di chitarra, l’altra metà no.” (ridendo) Ma sono davvero così importanti per voi questi assoli di chitarra?

WD: “Sono cresciuto ascoltando gruppi che li facevano, e non ne posso più di canzoni basate su riff ripetuti all’infinito! Voglio sentire ASSOLI DI CHITARRA, cazzo!!

Non ti vedo molto convinto, a te non piacciono?” Diciamo che non vedo la necessità di inserirne per forza uno in ogni canzone, è uno di quei cliché metal secondo me evitabili.

JL: “Beh, deve inserirsi bene all’interno della canzone e non semplicemente essere piazzato lì di forza, deve essere fatto con sentimento, ma penso che… sì, insomma, anche a me mancano gli assoli!!” E cosa vi piace ascoltare adesso?

JL: “Meshuggah!”

WD: “I Beatles”

JL: “Fleetwood Mac, Doobie Brothers, un sacco di musica anni ’70 per la collezione di dischi mi mio padre”

WD: “Mi piace molto Tori Amos. Adoro Loreena McKennitt, ha una voce stupenda, angelica.”

JL: “C’era quel ragazzo che mi parlava di Diamanda…”

WD: “Diamanda Galas. Quella fa davvero paura, ha una voce che mette i brividi! Davvero brava” Ha fatto anche un disco con John Paul Jones qualche anno fa, era parecchio strano!

WD: “Già. Molto, molto strano.”

JL: “Con JOHN PAUL JONES? Me lo devo procurare assolutamente!”

WD: “Per quando riguarda il metal invece mi piacciono parecchio i Carnal Forge”.

JL: “Oh, sì, ci piacciono molti gruppi svedesi, Carnal Forge, Arch Enemy, In Flames… Soilwork, siamo loro grandissimi fan!”

WD: “Comunque mi piace ascoltare di tutto. Di solito chi ascolta metal è molto concentrato solo su quello, o addirittura su un singolo sottogenere, mentre a me piace ascoltare musiche diverse. Penso che se fai il musicista devi essere aperto ed ascoltare un po’ tutti i generi.”

A me piacciono molto le contaminazioni, sarebbe bello se tutte queste componenti emergessero di più nella vostra musica.

WD: “Credo che in qualche modo già lo facciano. Almeno nella scelta delle cover, ne abbiamo fatta una dei Bauhaus, una di Simon & Garfunkel… i prossimi sono gli Abba.” Davvero?

WD: “No! Ha ha ha!!” Beh, sarebbe divertente.

WD: “No, sarebbe da ritardati!!”

JL: “Beh, potremmo fare una cover di Dancing Queen!”

WD: “Ha ha ha ha !!! Probabilmente è già stata fatta una versione metal…” Verrete in tour in Italia?

WD: “Sì, sicuramente in Ottobre verremo a Milano (nel frattempo la data è stata fissata per il 7, con gli Arch Enemy di supporto), anche se ci piacerebbe un sacco suonare in qualche altra città italiana. Anche solo per fare un po’ di turismo, vediamo sempre e solo Milano! Ad esempio mi piacerebbe moltissimo vedere Roma. E’ molto lontano? Non ce la facciamo a andare da qui, dobbiamo proprio organizzare una data per vederla. Come mai non si fanno mai concerti da quelle parti?” Beh, è difficile a dirsi. Sicuramente, nonostante Roma sia più grande, molte cose ruotano intorno a Milano, la musica, la moda…

WD: “Ehi! Hai appena citato gli Abba!!! ‘The music, the fashion…’ (canticchia) E’ Dancing Queen!! E’ un segno, oggi è la giornata degli Abba!” Risate a profusione. Cala il sipario. Applausi.   NEVERMORE – Enemies Of Reality

Foto: Nicola Togni

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