Warrant: “Music Man” – Intervista a Joey Allen

E’ da poco uscito il nuovo album dei Warrant intitolato“Louder Harder Faster”, il secondo con Robert Mason (Lynch Mob) alla voce e che sostanzialmente si pone come la naturale e giusta prosecuzione del precedente platter in cui si sente  una maggiore unità e coesione all’interno del gruppo che sfocia in undici brani di sano e robusto hard rock vecchio stampo. Incuriositi da tutto questo abbiamo contattato il chitarrista Joey Allen per saperne di più.

Innanzitutto benvenuto su Metallus è davvero un piacere averti quì. Iniziamo l’intervista parlando del nuovo album “Louder Harder Faster”. Cosa ci puoi dire sul titolo e quali sono le principali differenze con il predecessore “Rockaholic”?

Il titolo è venuto a Robert Mason e poi l’ha trasformato in una canzone. Per quanto riguarda la seconda domanda direi che  sei anni di crescita come band sono la principale differenza tra questo lavoro e “Rockaholic“. Stavolta abbiamo anche usato un produttore diverso, Jeff Pilson (Dokken).

Questo è il secondo album con Robert Mason alla voce e si percepisce una grande armonia e unità tra di voi come band. Sei d’accordo e vorrei anche sapere come vi siete conosciuti e come lo avete scelto come nuovo cantante dei Warrant.

In questo CD c’è un bel pó di armonia nelle parti cantate, e un pò di armonia nelle parti di chitarra. Unitá ed armonia come band, considerato come andiamo d’accordo a livello personale, sono difficili da ottenere ed è un pò come essere sposati, ma con quattro persone contemporaneamente. Hai delle personalitá forti e un sacco di emozioni da parte di ognuno dei ragazzi, e sono questi gli ingredienti che fanno si che cinque ragazzi si uniscano per fare musica, la musica dei Warrant. Ci conosciamo da molto tempo e, la maggior parte delle volte, ci rispettiamo a vicenda in modo incredibile. É come se fossimo cinque fratelli in un lungo viaggio on the road. Succedono cose  buone, grandiose, cattive e brutte, ma nonostante tutto continuiamo a presentarci e jammare insieme. Per quanto riguarda la seconda domanda mi sono imbattuto in Robert durante un concerto che stavamo facendo del reunion tour con Jani. Jani non era in buona forma e sapevamo che i suoi giorni erano contati. Quando è diventato ovvio che Jani non potesse più continuare il tour, o rimanere sobrio, Robert si è fatto avanti e da allora ha continuato a spaccare di brutto.

Louder Harder Faster” rappresenta un grande ritorno alle sonorità che tutti noi amiamo, grande hard rock vecchia scuola mescolato con del fantastico hard rock melodico. Come definiresti il sound di questo nuovo album e puoi dirci anche come è stato il suo processo di scrittura?

E’ un album di solido rock con inclusi un paio di pezzi mid-tempo. Per quanto riguarda il processo di scrittura, la maggior parte dei ragazzi forniscono i vari riff con la batteria, la chitarra e il basso mentre altri si occupano di canzoni intere. Nella maggior parte dei casi se tu completi un intero brano hai più probabilità che finisca poi sul cd. Alcuni dei ragazzi ci mettono più tempo a comporre rispetto ad altri, sono migliori sotto questo aspetto e si meritano che il loro materiale venga registrato. Probabilmente tutto questo non è molto diverso da qualsiasi altra band là fuori.

Due brani che colpiscono molto al primo ascolto sono “Devil Dancer” e “Only Broken Heart” Ci puoi raccontare di che cosa parlano questi pezzi?

Non li ho composti io ma immagino che “Devil Dancer” riguardi una spogliarellista particolarmente cattiva, ne esiste qualcuna che non lo sia? (Risate). “Only Broken Heart” riporta al modo di raccontare storie rock nello stile dei Thin Lizzy/Phil Lynott. Se leggi comunque i testi, che sono inclusi nel disco puoi capire meglio quello che vogliono dire.

Un’altra traccia che cattura l’attenzione è la ballad “U In My Life”, un grande brano al pianoforte che mostra un po’ l’influenza della scena Brit pop di gruppi come gli Oasis e simili. Che cosa ci puoi dire in merito a questo pezzo e sei stato influenzato da questa scena musicale?

E’ divertente. A me ricorda i Beatles da cui l’intera scena Brit pop e gli Oasis hanno rubato molto bene. Tutti hanno delle influenze musicali e degli eroi. Meglio i Beatles piuttosto che dei poser.

L’industria musicale è cambiata molto negli ultimi 25-30 anni. Credi che l’hard rock e il rock melodico possano tornare popolari oggi tanto quanto lo erano allora?

Mai in un milione di anni.

Ci sono dei nuovi gruppi che apprezzi e ascolti oggi e che vorresti raccomandarci e quali band o musicisti ti hanno influenzato maggiormente e hanno avuto importanza per la musica che suoni?

Apprezzo molto le band con cui sono cresciuto come i Judas Priest, Iron Maiden, Van Halen, This Lizzy, Cheap Trick e formazioni di questo tipo.

Quali sono stati gli alti e i bassi della tua carriera musicale fino ad oggi?

Gli alti indubbiamente i doppi album di platino, i tour mondiali e l’essere sempre occupato. I bassi direi tutto il dramma di avere una persona che soffre di dipendenze nella band.

Qual è l’aspetto migliore di far parte dei Warrant?

Suonare dal vivo.

Quali sono i vostri progetti futuri? Ci sono possibilità di vedervi in tour anche in Italia?

Ci piacerebbe venire a suonare in Italia e in tutta l’Europa. Deve però avere senso per noi a livello di business e non abbiamo mai ottenuto quelle offerte.

Grazie mille per l’intervista e per averci concesso il tuo tempo. Hai un messaggio per i vostri fan italiani?

Visitate il sito warrantrocks.com e la nostra pagina Facebook per le informazioni aggiornate.

 

 

 

 

 

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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