Walls Of Jericho: “Relentless” – Intervista a Candace Kucsulain

Tornano i seminali Walls Of Jericho della frontwoman Candace Kucsulain e con il nuovo “No One Can Save You From Yourself” si apprestano a mettere di nuovo a fuoco e fiamme il panorama del metalcore internazionale; Metalus.it ha raggiunto telefonicamente Candace per una chiacchierata a ruota libera sul nuovo lavoro, le canzoni, la vita: la loquace cantante non si è di certo risparmiata e questo è il resoconto del gradevolissimo confronto…

Ciao Candace, come va?

Bene grazie, tutto ok! Spero che anche per te sia una splendida giornata. Sono qui a casa, oggi giornata dedicata alle interviste e a mia figlia.

Tutto bene anche per me, grazie! “No One Can Save You From Yourself” è il vostro nuovo CD: cosa ci puoi dire a riguardo?

Abbiamo avuto il tempo necessario (otto anni dal precedente “The American Dream”) per definire il sound che ci rappresenta oggi al 100%, cercando di trasmettere anche su disco il feeling che abbiamo col pubblico quando siamo sul palco. In passato Mike Hasty e Chris Rawson, i chitarristi, sono stati i principali compositori ma stavolta è stata più una prova corale quindi potrete trovare influenze diverse rispetto al classico sound dei Walls Of Jericho: questa differenza la si può avvertire anche nei testi perché anche in questo campo è stata dato ampio respiro alla elaborazione come gruppo e non più alla mia penna che, fino all’album precedente, era la principale artefice delle lyrics. E’ la prima volta che adottiamo una prospettiva come questa. Dopo “The American Dream” siamo stati in tour due anni ed è stato un impegno molto grande, personalmente era il mio momento “ora o mai più” per avere una famiglia così ho deciso di prendermi il mio tempo e avere una figlia…

Sai, avere una cantante donna è più complicato per un gruppo: sono stata a casa un anno, durante la gravidanza… Non abbiamo mai voluto fare un ultimo show o sciogliere la band perché tutti siamo sempre stati coinvolti totalmente in quest’avventura e così abbiamo deciso di vedere come si sarebbero messe le cose una volta che tutto per me fosse di nuovo stabile; nel 2012 siamo tornati in tour in Europa (mia figlia aveva un anno), cercando di non strafare, prendendoci i nostri tempi perché ero in “modalità mamma” e abbiamo così cominciato a comporre (Mike, innanzitutto) materiale per il nuovo album: penso che anche questa nuova modalità di lavoro, musicale e lirica, tipo brainstorming, ci abbia aiutato molto nel produrre questo nuovo “No One Can Save You From Yourself”, la cui pre-produzione è stata fatta in Michigan.

Come mai un titolo come “Nessuno può salvarti da te stesso”?

Beh, volevamo sottolineare il fatto che spesso siamo il nostro peggior nemico, responsabili della nostra distruzione. La gente, oggigiorno, nel mondo, vive in apatia e paura, secondo schemi standard che ci sono stati forniti dalla società: il cambiamento è possibile ma deve partire da dentro te stesso in quanto spesso le scelte che facciamo sono dettate dalla paura, dal conformismo. Nessuno può fare queste scelte per te e tu, se vuoi qualcosa, devi ottenerlo da solo. Come già detto c’è stato un confronto fra di noi anche nello scrivere i testi: personalmente, come madre, sono spaventata dalla piega che questo mondo ha preso… E’ difficile sacrificare sé stessi ma è l’unica maniera, oggi come oggi, in situazioni critiche, per ottenere qualcosa.

Penso che canzoni come “Forever Militant” e “Fight The Good Fight” rappresentino in pieno le tue parole, retaggio anche di un certo hardcore classico impegnato. Cosa puoi dire di questi brani?

Parlano di vivere con passione ogni cosa che fai e non di vivere come gli altri si aspetterebbero che tu facessi: purtroppo la società il più delle volte ci fa nascere, crescere e pensare alla stessa maniera, per il suo tornaconto, in nome di un “Nasci. Consuma. Guadagna. Riproduciti. Compra di più. Crepa” che demolisce i nostri sogni e la nostra voglia di sognare… Sognare è possibile, è una delle poche maniere per rimanere vivi, qualsiasi sogno tu abbia: loro vogliono che noi siamo apatici, che non abbiamo sogni per controllarci meglio, conformati.

Vedo anche il mio caso, della mia condizione di madre: ciò che la società ti fa credere è che un certo modo di vivere la tua condizione sia l’unico giusto e possibile quando invece non è così: se io sogno e se insegno a mia figlia ad avere passioni anche lei cercherà di perseguire questo scopo. Non mollate mai, non lasciate mai morire i vostri sogni. Anche il video di “Fight The Good Fight” rappresenta i nostri aspetti come persone nel gruppo: allegri, seri, ma comunque ciò che facciamo per sentirci bene e far sentir bene le persone che amiamo.

Volevo parlare ora di “Cutbird”, dedicata a tuo fratello prematuramente scomparso e al vostro coinvolgimento nell’associazione “Relentless” (anche una canzone del vostro ultimo album) che si occupa del sostegno alle persone ammalate e alle loro famiglie.

A mio fratello Larry è stato diagnosticato un tumore cerebrale molto aggressivo e in pochi mesi se ne è andato… Già due anni fa eravamo coinvolti in “Relentless” e mio fratello non era ammalato in maniera ancora così seria: loro gli hanno dato sostegno e mi hanno dimostrato che erano davvero ci che sembrava da fuori, ecco perché mi è sembrato doveroso dedicare questa canzone a gente che offre la sua vita agli altri: quando è stato realizzato il lyric video per la canzone, Larry ne ha preso parte in prima persona anche perché è sempre stato coinvolto nel mondo della musica, suonava il basso ed io ero gelosa perché suonava meglio di me.

La musica è sempre stata una parte enorme della sua vita e insieme a sua moglie abbiamo voluto scrivere il testo: le battaglie di ogni giorno con mio fratello, le discussioni riguardo i soldi, le priorità diverse nella vita (ride…) le ricordo sempre con affetto e con l’amore che ha sempre contraddistinto il nostro rapporto. Lui ha cambiato la mia visione del mondo, mi ha migliorato come persona: “vivere la mia vita come Larry”, con amore gratuito, appassionata , è uno dei miei mantra. Ha dedicato la sua vita allo skateboard e ha aperto una comunità per ragazzi “difficili”, insegnandogli questo sport (da qui “Cutbird”, il cui titolo è una marca di tavole). Vivere con passione: se puoi farlo e puoi farti scivolare le cose addosso, la vita è migliore. Vivere come Larry. Quello che cerco di fare.

Anche da esperienze tragiche come questa si riesce a imparare, a migliorarsi…

Programmi per i prossimi mesi?

Certo! Non vediamo l’ora di tornare on stage in Europa: ad aprile avremo qualche data in Inghilterra e torneremo in giugno per ben tre settimane: è il periodo di tempo più lungo on the road che abbiamo fatto in quattro anni ma sai, ora finalmente mia figlia ora capisce e accetta il tutto, anzi ti devo dire che guarda il calendario e conta i giorni al mio rientro con gioia, rendendo il tutto più semplice per me. Abbiamo già in programma di tornare in inverno in Europa, dopo la necessaria promozione per il nuovo album. E poi voglio vedere posti che non ho mai avuto la fortuna di vedere. Suonare e fare i tour è una fortuna, perché ti mette a contatto con culture e posti che magari se non fosse per quello non avresti mai avuto occasione di conoscere.

OK Candace, grazie mille per l’intervista e speriamo di vederci presto dal vivo. Puoi lasciare un messaggio ai vostri fan italiani

Grazie a Metallus.it e a tutti voi, fan italiani! Stiamo tornando, perciò preparatevi ad impazzire con noi. Vi vogliamo rivedere tutti! Speriamo che il nostro nuovo “No One Can Save You From Yourself” vi piaccia! Ciaooooo

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Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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