Stigma: Intervista Vlad Ghersi e Flavio Magnaldi

Quali sono stati i responsi e quali sono le vostre aspettative rispetto al vostro nuovo album?

Vlad: “Per quanto ci riguarda siamo estremamente soddisfatti di quello che siamo riusciti a fare su “Concerto For The Undead”, sia per quanto riguarda i brani in esso contenuti, sia per la produzione e il packaging del disco. Finora abbiamo avuto modo di dare un’occhiata alle primissime recensioni e sembrano essere addirittura migliori di quelle del nostro debut “When Midnight Strikes!”, che a mio parere era un disco abbastanza ostico, nonostante sia stato esaltato da buona parte della stampa di settore. Il nostro obiettivo ora è quello di andare in tour il più possibile per supportare a dovere il disco, prima di iniziare a scrivere il suo successore.”

Potete raccontarci qualcosa in merito alla registrazione, alla produzione e dunque alla promozione di “Concerto For The Undead”?

Flavio: “Le registrazioni di “Concerto For The Undead” sono state effettuate ai Fear Studio di Ravenna, sotto la supervisione di Simone Mularoni e Sym Bertozzi. Successivamente tutte le tracce sono state affidate a Scott Atkins in Inghilterra il quale ha provveduto a mixare e a trovare le giuste sonorità per tutti i brani, per poi concludere con il processo di mastering. In merito alla produzione ci siamo affidati a Jona Weinhofen che ha seguito i nostri brani dalla nascita fino all’incisione regalandoci preziosi consigli con il suo costante supporto e ottimi spunti per il sound finale conferito al disco.

Ora non ci resta che iniziare a darci dentro dal vivo! Suoneremo sia in Italia che soprattutto all’estero, cercando di dare a “Concerto For The Undead” una degna promozione live!”

L’artwork di “Concerto” e lo stesso nuovo logo della band rimandano da una parte ai fumetti horror – come da tradizione della band e come dall’esplicita citazione della serie “Tales From The Crypt” – dall’altra alle cover di album punk-hardcore anni ottanta (viene in mente la cover del glorioso “Scream From The Gutter” dei nostri Raw Power). Da cosa è motivata una simile scelta? Cosa significa l’hardcore per gli Stigma? È naturalmente inscritta nella vostra stessa proposta musicale, vale a dire il melodic death metal della scuola di Gothenburg, che storicamente – sin dai capostipiti At The Gates – affonda le proprie radici proprio nell’hardcore? È anche una questione di attitudine?

Vlad: “Le scelte legate all’artwork sono state prima di tutto fatte in funzione del concept del disco, ovvero al comic americano “Tales From The Crypt”. Volevamo fare in modo che tutto il packaging si potesse fondere con le tematiche delle canzoni e siamo davvero orgogliosi di quello che è riuscito a fare Corefolio Design, l’artista che si è occupato di tutto l’artwork. Per noi hardcore significa rispetto reciproco, lavorare duro per raggiungere i propri sogni e lottare contro tutto e tutti per difenderli! Abbiamo iniziato la nostra avventura quasi dieci anni fa, partendo proprio da un sound etichettabile come hardcore, per poi aggiungere man mano influenze fino ad arrivare a quello che proponiamo oggi, per questo ti dico che seppure la nostra proposta sia ormai molto più appetibile per un pubblico di stampo metal, cerchiamo di tenere sempre un legame con la scena hardcore, soprattutto nei nostri concerti, scenario in cui i brani di “Concerto For The Undead” trovano la loro vera dimensione.”

Quale è l’importanza che assumono le lyrics nei vostri pezzi?

Vlad: “I testi del nostro nuovo album sono basati su storie prese da “Tales From The Crypt”, alcuni raccontano gli episodi nella loro interezza, altri sono focalizzati su alcune parti del racconto, quindi di per sé i nostri testi vogliono solo raccontare delle storie e non hanno alcun legame con la nostra vita reale!”

Gli Stigma sono una band la cui dimensione live è fondamentale. Potete dirci qualcosa in proposito? A vedervi suonare dal vivo pare vi divertiate un mondo. È così?

Flavio: “L’aspetto live al giorno d’oggi credo sia fondamentale per ogni band, ma per quelle underground come la nostra lo è ancor di più. Molte volte si percorrono migliaia di chilometri stancandosi molto e magari dormendo in furgone, ma quando sali sul palco, non senti più la stanchezza e capisci che quello che stai facendo ti piace veramente un casino. Ovvio che quando hai dalla tua parte anche un bel pubblico, tutto viene ancora notevolmente amplificato.”

Potete raccontarci l’esibizione più memorabile per voi? Come è stato suonare al W:O:A?

Vlad: “Ci sono svariate esperienze che reputiamo davvero indimenticabili, tra cui sicuramente le due date italiane con Bring Me The Horizon, A Day To Remember e August Burns Red dello scorso novembre, due concerti fantastici. Ma anche le esperienze ai festivals e alcune date del nostro tour europeo della scorsa estate lo sono stati. L’esperienza al W:O:A è stata memorabile, anche se viziata dal maltempo, speriamo di poterci ritornare prima o poi in condizioni migliori!”

Ci raccontate un episodio particolarmente divertente accadutovi durante la vostra esperienza live?

Flavio: “Accadono molti episodi divertenti suonando in giro, potrei scrivere un libro su tutto quello che ci è capitato! Ad esempio ricordo che una volta, ad un festival estivo, suonammo con tipo 40 gradi rischiando di morire sul palco… Al termine dell’esibizione mentre scendevamo stravolti, ci scivolò di mano un case di piatti che rotolò quasi addosso ai Marduk, che se ne stavano allegramente giocando a calcio nel backstage!”

Dopo una decade quali sono i bilanci della band? Quali i rimpianti, se ce ne fossero, e quali le attese?

Vlad: “Una delle cose che ci siamo sempre detti è che non vogliamo avere alcun rimpianto e per questo non ci siamo mai tirati indietro davanti a offerte che potessero significare la crescita della band! Il bilancio a oggi è positivo, ci siamo fatti una gavetta non indifferente, suonando in tutte le condizioni possibili e cercando di fare tesoro di tutte le esperienze vissute, positive e negative! Con questo disco è iniziata una nuova fase della nostra storia, abbiamo una nuova line-up molto affiatata, un disco di cui siamo tutti molto orgogliosi e tante possibilità importanti, non ci resta che rimboccarci le maniche e darci dentro ancor di più!

Gli Stigma hanno meritatamente coronato il sogno di tante band underground che brulicano nel nostro paese. Cosa sentite di dire e/o consigliare a costoro?

Flavio: !Noi non abbiamo ancora raggiunto il nostro sogno ma ci stiamo lavorando e la strada non è sicuramente semplice. Purtroppo accade molto spesso che delle band brave si sciolgano a causa d’incomprensioni o difficoltà che reputano insormontabili. Bisogna innanzitutto essere molto umili, occorre avere continuità e pazienza e purtroppo a volte per ogni cosa positiva ce ne sono tre negative. Una volta un grande musicista mi ha detto: la musica è come Jessica Rabbit ma più puttana e stronza! Ahah!”

Che attività svolgete aldilà della band?

Flavio: Io sono l’unico lavoratore fisso, presso un negozio di strumenti musicali, gli altri membri cercano di terminare l’Università, ovviamente cerchiamo di dare sempre priorità alla band e anche se a volte incastrare gli impegni risulta difficile, devo dire che riusciamo a cavarcela quasi sempre.

“Marzullizzandomi” vi chiedo di farvi una domanda (magari finalmente non una di quelle che vi verranno continuamente poste) e darvi una risposta.

Flavio: “Non saprei, forse mi piacerebbe sentirmi chiedere qual è l’ambiente ideale per vedere un bel concerto. La risposta è che serve gente che si vuole divertire, si lascia andare senza dare importanza a cosa pensino gli altri, bisogna partecipare con lo spirito di un ragazzino. Ci sono molti gruppi che nei loro live possono darti davvero molto, ma bisogna supportare!”

Volete fare un saluto ai lettori di Metallus?

Vlad: “Certo! Grazie a chi ci segue e a chi lo farà dopo aver letto questa intervista! Il nostro nuovo album sarà disponibile nei negozi dal 30 aprile, venite ai concerti e supportate le band italiane! Metallo vince!”

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