Sentenced: “The Cold White Light” – Intervista a Ville Laihiala

Sempre contornati da un alone di mistero e di luci scure ed invernali, i Sentenced, con il loro nuovo lavoro intitolato “The Cold White Light” , proseguono sulla scia del precedente “Crimson” con una maggiore maturità acquisita nel corso degli anni. Risponde alle nostre domande il cantante Ville Laihiala che, al contrario di quanto si dice sui finlandesi, è estremamente disponibile e “mediterraneo”.

Allora Ville, cosa pensi sia necessario sapere su questo vostro ultimo lavoro?

“Per quanto riguarda il songwriting di quest’album, tutto è cominciato verso la fine della scorsa estate, e l’abbiamo inziato dopo sette mesi in cui non abbiamo fatto nulla. E, puoi immaginare, dopo questo periodo la musica ci è uscita senza sforzo. Quest’album, per noi, suona molto nuovo perché ancora una volta siamo cambiati. Credo che tu possa sentirci dentro molto di quello che abbiamo già scritto in passato e cose dal sapore decisamente originale, sebbene sia sempre un album dei Sentenced. L’album è stato registrato in due diversi studios, nel “Finnvox” di Helsinki e nel nuovo studio della nostra città natale. Abbiamo optato per questa scelta in quanto abbiamo registrato le linee di batteria ad Helsinki, giacché il nostro produttore, Hileesma, ha ritenuto migliore questa decisione. In seguito siamo andati ad incidere nel piccolo studio della nostra città, dove posso garantirti che c’era davvero una buona attrezzatura. La cosa migliore era senza dubbio che lo studio distava poco più di cinque minuti da casa mia e potevo andarmene a dormire nel mio letto ogni sera!! Per quanto riguarda le musiche ed i testi reputo quest’album davvero incredibile, in quanto ogni canzone è differente da quella seguente. Non era niente che noi avessimo già in mente di fare. Anche i testi sono molto cambiati, in alcuni ci sono molte venature di positività: non tutte le canzoni in quest’album finiscono con la parola “dying” o “death”, nonostante la tematica della morte sia sempre presente, in quanto noi la reputiamo una parte fondamentale della vita di ogni persona. Credo tu possa chiamare questo disco un album di rock malinconico” .

Parlaci dell’evoluzione del vostro sound. In passato eravate un gruppo black-death metal, adesso siete un gruppo di gothic molto melodico, nonostante si mantenga molto heavy ed aggressivo. Vuoi spiegarci questa scelta?

Beh, nel 1989 quando abbiamo fondato la band eravamo poco più che ragazzini di 14 o 15 anni. Adesso siamo quasi tutti trentenni, e siamo molto cresciuti come persone e come musicisti. Ecco perché il nostro modo di relazionarci alla musica è cambiato. Noi scriviamo la musica che esce dal nostro cuore, ed in dodici anni non siamo mai scesi a compromessi né abbiamo baciato le chiappe a qualcuno. Non ci sono mai state influenze di sorta o decisioni mirate nel cambio evolutivo del nostro stile. Non ci sentiamo più aggressivi come nei nostri anni giovanili. Adesso vogliamo esprimere un’energia diversa che proviene dal nostro interno, e vogliamo concentrarci su questo”.

Credi che per scrivere musica malinconica come la vos tra bisogna essere malinconici come persone oppure sono gli eventi della vita che ci cambiano radicalmente?

Non mi considero una persona perennemente depressa, perché cerco di vivere la vita come tutti ed ho esattamente gli stessi problemi che hanno tutti, non importa dove vivi, che sia Finlandia o Italia, sebbene ritengo che un inverno lungo ed oscuro come il nostro possa influire. Sarebbe ridicolo sentirci parlare di noci di cocco o roba del genere! Immagino che, del resto, nascendo in Italia i vostri gruppi siano espressioni della vostra cultura, sicuramente diversa dalla nostra. Noi scriviamo questa musica malinconica perché ci sentiamo così, ed esprimiamo la nostra cultura”.

Il vostro nuovo produttore, Hileesma, che ruolo ha avuto nella produzione? Come vi siete trovati con lui?

Abbiamo registrato con Hileesma anche il nostro album precedente, e registrare quest’album con lui è stato facile, visto che lui già conosceva cosa volevamo e noi conoscevamo lui. Credo sia uno dei produttori più innovativi oggi, senza timori di sperimentare nuove sonorità. In studio è davvero bravo, ed è anche un’ottima persona. Abbiamo cercato di ottenere quanto più possibile dalla produzione, ed il risultato è frutto sicuramente in buona parte del suo lavoro, che ha interpretato ottimamente i nostri intenti.”

Che cosa credi sia cambiato tra “Crimson” e questo nuovo album?

“La prima ed ovvia novità riguarda la musica ed i testi, come già ti accennavo prima. “Crimson”, per come lo vedo adesso, è un disco un po’ troppo dark e “depresso”, ed io non mi sento decisamente più così. E, mettendolo in paragone con quest’album, sento nell’ultimo nostro lavoro un’energia molto più fresca. Non dico che “Crimson” sia un brutto album, ma in quel periodo eravamo molto giù di corda e depressi, e l’album ha risentito molto di quell’atmosfera. La depressione in quest’album non è più così evidente; sebbene ci siano canzoni molto filosofiche, ci sono delle canzoni di puro rock. Ci sono molte emozioni diverse in quest’album, mentre in “Crimson” dominava la depressione.”

In quest’album c’è anche un inserto thrash metal. Credi sia dovuto all’influenza di Mika Tenkula che in passato suonava proprio questo genere?

Sì, è possibile. Del resto lui è quello che scrive la maggior parte delle musiche. Non saprei dirti quanto siano vaste le influenze di Mika, perché lui ascolta davvero moltissima roba. Lui è davvero un buon chitarrista, e la musica che scrive non te la saprei catalogare perfettamente. Come posso dirti, è semplicemente un prodotto di Mika Tenkula.”

Ti è piaciuto suonare al Gods of Metal, qui in Italia?

Si, è stato grande. Per noi è una grande soddisfazione suonare in paesi anche molto lontani e conquistare l’audience locale, e sperare che qualcuno, anche avendoci sentiti dal vivo una sola volta, dopo uscendo vada a comprare un album dei Sentenced. Devo dire che, comunque, l’Italia è uno dei paesi che ci segue di più. In più a quel Gods of Metal parteciparono gli Iron Maiden, gli Slayer e tantissime altre ottime bands. Ho un ottimo ricordo di quel festival.”

Che ci puoi dire del panorama musicale in Finlandia? Quali sono i gruppi che tu apprezzi di più lì?

“Non ci sono molti gruppi buoni in Finlandia che possano piacermi, a parte i vari In Flames e compagnia. Però se guardi le classifiche finlandesi nella top ten ci sono come minimo sei gruppi, molto spesso stranieri, che suonano comunque musica hard ‘n’ heavy. Non so dirti perché, ma in Finlandia sembra che la scena rock-metal sia dominante. Certo, anche gli album di Britney Spears salgono nelle nostre classifiche, ma non con quella voracità con cui si arrampicano nelle charts europee. Ripeto, non te lo so spiegare neppure io: dovunque tu vada in Finalndia c’è qualche gruppo metal che suona, e quasi sempre riesce ad ottenere un buon pubblico, almeno in patria.”

E’ tutto quello che voglio sapere, grazie Ville! Facciamo gli auguri per il futuro ai signori delle “fredde e bianche luci”.

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