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Unisonic: “Light Of Dawn” – Intervista a Michael Kiske

Nonostante le mille diatribe che da sempre hanno diviso i fans degli Helloween in due fazioni, a distanza di 29 anni Michael Kiske è ancora considerato l’unica e vera voce delle zucche di Amburgo, ma in pochi si sono effettivamente interessati alla sua carriera solista. Nel corso degli anni l’ugola d’oro del metal ha preso parte ai più svariati progetti senza calcare un palcoscenico per oltre 17 anni, fino al giorno in cui l’amico e collega Tobias Sammet non l’ha portato nuovamente alla ribalta grazie al progetto Avantasia. Da allora di cose ne sono cambiate e in occasione dell’imminente uscita discografica targata Unisonic, band formata dall’amico di vecchia data Kai Hansen, ai nostri microfoni Mr. Kiske ci racconta nei dettagli le ultime novità e ci presenta il nuovo “Light Of Dawn“.

Fotografia a cura di Erik Weiss

“Light Of Dawn” è il nuovissimo album degli Unisonic e verrà rilasciato sul mercato i primi di Agosto. Parliamo del titolo. Ci vorresti dire qualcosa in merito?

Abbiamo una canzone nell’album chiamata “Throne Of The Dawn”, scritta nuovamente da Dennis a proposito di Cristo e l’Anticristo, diciamo che ha fatto un po’ di confusione riguardo alle due figure che ha trattato in questo brano (ride, ndr). Ha confuso Lucifero con Satana, che ricordiamo non è la stessa entità, è la Chiesa Romana che ha creato questo mito, poiché Lucifero era un angelo cacciato dal Paradiso, aveva sì delle qualità malvagie ma era colui che portava la luce, portava cose positive, mentre l’Anticristo era un arcangelo, più oscuro, più negativo e a dire il vero, era lui a reclamare il trono che spettava a Cristo ed è qui che Dennis ha fatto un po’ tanta confusione. Inizialmente quel brano avrebbe dovuto chiamarsi “Light Of The Dawn” e quando abbiamo avuto fra le mani la prima versione della copertina, Kosta ha avuto questa idea di utilizzare la U della parola Unisonic e usarla per crearvi una sorta di navicella spaziale, con la terra e tutto quanto alla rinfusa… Seppur il brano si chiamasse “Throne Of The Dawn” anziché “Light Of The Dawn”, abbiamo pensato che la copertina si adattasse bene nonostante il disguido ed è una copertina molto positiva, come se la mattina stesse quasi per sorgere, la notte è finita e l’alba sta per spuntare, con la luce del mattino. La canzone si adattava bene nella copertina…

Quando uscì il debut album, ti aspettavi di più o di meno per quel che riguarda la vendita e l’accoglienza da parte del pubblico?

Entrambi. Ero shockato dal fatto che dei piccoli dischi riescano a vendere tanto oggi giorno e quando ho chiesto come stesse andando la situazione, mi sono sentito dire che la vendita e l’accoglienza stava andando molto bene rispetto ad altri, anche se aspettavo che i fans comprassero ulteriormente il nostro album e mi aspetto che anche questa volta possano comprare legalmente l’album, anziché scaricarlo da Internet. In termini di accoglienza del pubblico in ambito live, posso dire che il tour è stato grandioso, l’affluenza c’era, era presente, mi hanno accolto veramente in maniera calorosa. Mi hanno dato un grande benvenuto.

Quali sono le aspettative per questo nuovo album?

Ho un sacco di aspettative, in quanto personalmente mi piace moltissimo questo nuovo album. Questa volta è stato facile metterlo insieme, poiché c’era un sacco di energia e creatività, dietro ci sta un grande songwriting. Sono veramente contento di questo nuovo lavoro e onestamente, mi aspetto che riesca ad avere una buona vendita, in modo che possa portare la band ad un livello successivo ed aiutarci a mettere su dei buoni tour e roba così. Sì, ho aspettative molto alte per questo nuovo album, anche se devo dire che non sono esattamente il tipo di persona che si fa dei problemi su questo tipo di cose, molti musicisti sono sempre ottimisti, pensano sempre di dover essere positivi tutto il tempo per quel che riguardano il loro album, per poter avere fortuna. Io non sono così, io o credo in un album o non ci credo affatto e in questo caso, credo molto in questo nuovo disco. Ecco perché ne sono così sicuro! Se non ne fossi convinto al 100%, ti direi che fa schifo e non sarei qui ora!

Qualche mese fa, ho ricevuto la copia dell’EP “For The Kingdom” e subito la mia attenzione si era focalizzata sulla copertina, molto steampunk che in qualche modo si rifà al nuovo album. Cosa ci puoi dire riguardo alla scelta di orientarvi su una copertina di questo genere?

Beh, possiamo dire che l’EP è una piccola parte, scissione della copertina principale, infatti in “For The Kingdom” si può notare che c’è questa specie di astronave che poi compare nuovamente nel nuovo album… come ti menzionavo poco fa, è stato Kosta ad avere questa idea di creare qualcosa utilizzando la U di Unisonic e tirarne fuori una nave spaziale a forma di U, per l’appunto. Abbiamo pensato che fosse una bella idea, il ragazzo che ha disegnato l’artwork del disco e che ha curato entrambi i video promozionali, Martin Hausler, ha colto il segno. Ha realizzato una copertina spettacolare e molto interessante. Volevamo avere un disegno che si rifacesse allo stile steampunk/fantasy, tutte queste navicelle spaziali funzionano bene nella copertina, così come le mongolfiere che vi sono raffigurate. Tutti noi sappiamo che è impossibile che una mongolfiera possa volare nello spazio, ma sai com’è. Stiamo pur parlando di fantasia!

Una cosa che ultimamente ha diviso i fans in due fazioni è il fatto della decisione di Kai nel non prendere parte al songwriting. Cosa ci puoi dire del processo di scrittura?

Sì. Sapevamo che i Gamma Ray erano in ritardo per quel che riguarda il loro lavoro, erano in ritardo di almeno un anno per quel che riguarda la produzione del disco, per cui era piuttosto palese che se avessimo voluto realizzare questo album, tutto questo avrebbe certamente interferito con il suo lavoro nei Gamma Ray, ma dato che Dennis aveva a disposizione così tante canzoni, abbiamo tentato e ci siamo ritrovati con 20 brani in mano ed erano tutti pezzi strepitosi. Abbiamo pensato di poter realizzare l’album ad ogni modo, Kai comunque c’era, voglio dire: non è che lui non fosse presente durante la creazione del disco, abbiamo lavorato tutti insieme alle tracce come band, ma lui non ha preso parte alla scrittura dei pezzi. Tutto qui! E ti dirò che non è stato necessario, poiché il materiale che avevamo a disposizione era forte e se non avessimo avuto così tante canzoni già scritte, avremmo sicuramente aspettato. Avremmo aspettato che Kai terminasse i suoi impegni con i Gamma Ray e ci saremmo messi al lavoro, quindi non è stato necessario. Gli abbiamo detto di non preoccuparsi e di prendersi cura della produzione dell’album dei Gamma Ray e così ci siamo messi al lavoro su questo album. Come puoi ben vedere, ha funzionato alla grande e persino Kai pensa che questo album sia nettamente migliore del primo!

Cosa ci puoi dire del lavoro di Kai, quindi?

Quando abbiamo la struttura del brano, ci ritroviamo in studio di registrazione e accordiamo gli strumenti in modo da poter provare la canzone lì, arrangiando e abbozzando idee. Kai ha certamente contribuito in maniera creativa sulle tracce, magari se ne usciva negli ultimi minuti con alcune idee, se ad esempio io avevo già le linee vocali pronte lui se ne usciva sempre con la modifica dell’ultimo secondo… ha certamente contribuito influenzandoci a modo suo, anche se non era con noi ha comunque contribuito, seppur non abbia scritto nessun testo.

La cosa che più mi piace dell’album è che è molto diverso, abbiamo canzoni uptempo, canzoni calme, melodie catchy, vari cambi di ritmo. Rispetto al disco d’esordio, è stato più facile mettere insieme questo album?

Sì. Decisamente… È stato decisamente più facile mettere insieme l’album, non c’è paragone con il debut album. il primo disco è stato un po’ faticoso per me, mi ha richiesto più fatica poiché ha richiesto moltissimo tempo, forse perché non ci conoscevamo così bene, eccezion fatta per me e Kai, anche se quest’ultimo si è unito alla band molto più tardi… Non era presente durante i primi show che abbiamo tenuto, è arrivato molto dopo… Ad ogni modo, credo che nel primo album vi fosse tanta insicurezza. Ovviamente lo considero tuttora un buon album, anche se credo che in questo nuovo lavoro ci sia maggior sicurezza, eravamo molto più sicuri di quello che stavamo facendo. Con il primo disco abbiamo avuto modo di fare un tour mondiale e ti permette di calcare un palcoscenico, questo è quello che rende una band tale, secondo il mio parere! In questo nuovo lavoro la situazione era diversa, ci sentivamo molto più sicuri di noi stessi, specialmente Dennis, che ha curato la produzione in una maniera impeccabile. Senza il suo contributo, forse il disco non sarebbe stato nemmeno pronto per la pubblicazione, forse a quest’ora saremmo ancora al lavoro con Kai sui vari brani… Credo che sia molto potenziale in questa band e lo puoi persino constatare tu stessa! Se questo secondo disco è uscito così bene senza la partecipazione di Kai, non potete immaginare come sarà il terzo quando Kai avrà effettivamente tutto il tempo per prendervi parte e lavorare nuovamente con gli Unisonic.

Come ti trovi a far parte nuovamente di una band “vera”, dato che ultimamente possiamo dire eri abituato ad una carriera più solitaria?

Non la chiamerei proprio carriera solitaria, oserei dire che bighellonavo e perdevo tempo in sciocchezze. Avevo una band ed ero estremamente deluso da come sono andate a finire le cose con gli Helloween, come certe cose che ho dovuto affrontare siano state mal interpretate dal pubblico, anche se ora sembrerebbe che la gente abbia capito meglio la situazione, non mi arrabbio nemmeno più quando le persone mi dicono di essere tuttora deluse per alcune cose che ho fatto in passato. Lo capisco perfettamente ma ad ogni modo, non parlerei di una carriera vera e propria. Realizzavo dischi, questo è vero, che non sono nemmeno andati male, ma attualmente la situazione è diversa. Non me ne stavo interessando più di tanto all’epoca, avevo realizzato un album e poi per i successivi quattro anni non ho fatto nulla in ambito musicale. Mi sono dedicato più ai libri e ad altro, cose di cui ai tempi mi interessavo di più, e mentre il tempo passava, si è presentata quest’occasione: Kosta e Dennis si sono presentati e sapevo che il tempo era giusto, ero stanco di fare le cose a modo mio ed ero così contento di poter prendere parte nuovamente ad una band. Era molto meglio, molto più divertente anziché star lì a fare cose in autonomia ed era bello poter lavorare con delle persone così piene di talento come Dennis, poi è tornato Kai, insomma gente fantastica con la quale creare qualcosa insieme! Va molto meglio ora, non voglio perdermi nulla di tutto questo e spero che questa sia l’unica e l’ultima band di cui farò parte, fino a che potrò farlo. Non voglio più fare cose in veste solista, potrei forse fare un album da solista, ma questa band ha la priorità. Non stiamo parlando di una vacanza o di un’esperienza extra artistica… ma posso dire che far parte degli Unisonic è nettamente migliore di qualsiasi esperienza musicale solista.

Tra i tanti progetti a cui hai partecipato, ce ne è qualcuno che ti ha lasciato qualcosa?

Quando non avevo una mia band, ero un normalissimo cantante quindi mi sono fatto avanti con i miei dischi ed è capitato che una label come la Frontiers mi avesse contattato per chiedermi se fossi interessato a partecipare ad alcuni progetti, prestando la mia voce in quel disco o in quell’altro o realizzando un disco AOR, per cui mi sono limitato a provare, perché pensavo fosse una cosa carina ed ecco come sono uscite alcune collaborazioni. Ho iniziato ancora prima di entrare negli Unisonic e devo dire che mi piace la maggior parte di essi, perché sono tutti diversi tra loro, mi piace la sfida! Ovviamente gli Unisonic per me hanno un valore importantissimo, poiché è la mia band, ci ho messo il mio cuore in questa band, ma d’altro canto posso dire che mi piacciono pure i Place Vendome, che sono una cosa totalmente diversa. Il song writing si basava molto di più sullo stile AOR e io adoro questo genere musicale, sono cresciuto con band del calibro dei Magnum o i Survivor, i Journey… i PV non erano la mia band principale, ma mi piacevano molto. Oltre al genere dell’AOR, ascolto anche band come i Judas Priest o gli Iron Maiden, volendo potrei anche citare i Metallica e i Queensryche, che ascoltavo moltissimo quando ero un teenager. Mi piacevano moltissimo anche i Black Sabbath, Ronnie James Dio per me era un idolo, adoravo la sua voce, ma non ho mai disdegnato il pop e l’AOR, mi piace molto questo tipo di musica, è diversa da ciò che facevo io, anche sotto il profilo dei testi… Io stesso non scriverei mai dei testi del genere, anche se lo trovo piuttosto interessante! Ovviamente ci sono anche artisti che ammiro di più, come Amanda (Somerville, ndr), che tuttora posso considerare come un’amica e non nascondo che mi piacerebbe fare altri dischi con lei, non appena il tempo me lo permetterà proverò a lavorare a qualche linea vocale per questo secondo album al quale stiamo già lavorando. Lei mi piace molto, mi piacciono molto gli Avantasia e sono contento di aver detto di sì al primo disco del progetto, quando Tobi mi propose di far parte di questa enorme rock opera mischiando vari generi musicali diversi fra loro, chiamando a raccolta cantanti e musicisti diversi… Nemmeno lui si aspettava che questo progetto potesse avere così tanto successo, ne sono sicuro, ma per quel che mi riguarda io sono stato felice di aver accettato ed è diventata una cosa piacevole adesso. Mi piace molto. Con i Place Vendome, ho cantato nei primi tre album, forse sono i dischi che mi piacciono di più!

Proprio recentemente hai preso parte anche al progetto Avalon di Timo Tolkki. Come ti è stato chiesto di prendere parte a questo progetto, che in molti hanno giudicato essere “un clone” degli Avantasia?

È un progetto totalmente diverso, secondo me! La Frontiers mi ha chiesto se fossi interessato a prendervi parte e dopo aver ascoltato le tracce, ho accettato, con Timo c’è stata solo una corrispondenza telematica, non l’ho mai incontrato, cosa che al contrario avviene spesso quando si tratta di collaborazioni. Ad esempio, conosco Dennis dei Place Vendome, conosco Tobi (Sammet) e tutti i ragazzi degli Avantasia, così come conosco tutti i membri degli Edguy. Con Timo, purtroppo, abbiamo avuto solo una specie di conversazione via email…

Qualche tempo fa mi era capitato di parlare con Amanda del secondo album Kiske/Somerville, questo accadeva ad Ottobre e mi aveva accennato di aver spedito tre demo a Serafino Perugino e di essere in attesa di scrivere il materiale in tua compagnia. Ti andrebbe di accennarci qualcosina in anteprima esclusiva, solo per noi?

Attualmente non ho ancora avuto tempo di fare niente e non sono riuscito a controllare la maggior parte del materiale già pronto, sono stato così occupato con gli Unisonic negli ultimi mesi ma dopo il concerto che faremo a Wacken con gli Avantasia tra meno di una settimana, avrò il tempo di fare un paio di cose con gli Unisonic e credo che verso Agosto avrò tempo per mettermi al lavoro sull’album. È una situazione un po’ complicata, effettivamente. E per quel che riguarda la scrittura dei brani insieme, mi piacerebbe molto contribuire alla stesura, ma attualmente il tempo scarseggia…

Ad Ottobre i fans Italiani avranno nuovamente il piacere di vederti calcare il palcoscenico con gli Unisonic per due tappe esclusive: Trezzo sull’Adda e Milano. Cosa dovremmo aspettarci da uno show targato Unisonic?

Sarà tutto in stile Unisonic! (Ride, ndr). Suoneremo e spero che l’acustica sia molto buona, dieci giorni fa abbiamo suonato a Balingen al Bang Your Head Festival e i suoni erano pessimi, c’era un tale caos! Non scherzo quando dico che i suoni erano orribili! Non riuscivo a sentirmi! Non so cosa il tecnico del suono – o chi comunque si occupasse della cosa – abbia fatto, poiché tutti i suoni erano mal calibrati, penso che mi abbia indirizzato su un canale errato, perché era tutto così confuso, io stesso non riuscivo a sentire la mia voce, se non giusto quando cantavo molto forte pur mantenendo una tonalità bassa della voce. Davvero non riuscivo a sentirmi, ero davvero in difficoltà. È stato comunque uno di quegli show che mi divertono ma è stato tutto molto caotico. Ovviamente finché tutto va bene e tu riesci a sentire la tua voce e sai quello che stai facendo, va bene e diventa un concerto divertente… Mi è sempre piaciuto suonare nei luoghi che si trovano più a Sud dell’Europa, mi è sempre piaciuto suonare in Italia, in Spagna, in Portogallo, perché ho sempre questa sensazione di avere a che fare con la gente del Sud America. Sono stato là e la gente è totalmente folle, la gente è molto appassionata, per loro questo tipo di musica è quasi come una religione! I fans vogliono ovviamente godersi la serata e effettivamente non parliamo di un pubblico molto comune… anche se è uno dei migliori! Per me uno show è costituito dal 50-60% dal pubblico, la gente ovviamente non ne è consapevole e noi in veste di band ci limitiamo a suonare le nostre canzoni, è quello che fondamentalmente facciamo. Si viene sempre a creare una sorta di magia e di alchimia tra il pubblico e la band, mi piace quando si parla di fare degli show in Sud America o al sud dell’Europa.

Cosa ne pensi dei fans italiani? Visto che tra l’altro giusto lo scorso anno sei venuto in Italia con gli Avantasia ed essendo io in prima fila, ricordo benissimo l’entusiasmo degli italiani quando ti hanno visto entrare in scena…

Devo dire che non ho partecipato ai live, non ho calcato le scene per ben 17 anni e il mio primo tentativo di riapparire su un palcoscenico è stato quando ho cantato con gli Avantasia nel 2011. C’era un sacco di bellissima gente, persone molto rilassate e ricordo che ho dovuto cantare molto in quell’occasione, muovendomi qua e là. È stato un bell’inizio e non avevo alcuna idea di cosa potermi aspettare, voglio dire non avevo preso a nessun live per molto tempo, quando son entrato sul palcoscenico per unirmi agli Avantasia non sapevo cosa aspettarmi e mi sono reso conto della reazione, del riscontro avuto col pubblico. La reazione è più o meno la stessa ovunque: siamo stati in Sud America ed è stato incredibile. Sentire il tuo nome da parte di tutto il locale, che ti canta “Kiskeeeee, Kiskeee” (Michael imita un coretto da stadio, ndr), con questa tipica melodia da stadio, è stato veramente toccante. Dopo così tanto tempo non sai mai cosa aspettarti e all’improvviso succede tutto questo, senti gente urlare il tuo nome. Non sapevo se davvero gli importasse qualcosa o meno, dopo così tanti anni che non calcavo un palcoscenico mi faceva strano e inizialmente non gli avevo dato alcun peso. Non ero in tour, non stavo facendo niente, vivevo la mia vita nel mio mondo isolato e non sapevo cosa stesse succedendo là fuori, ma uscire allo scoperto era necessario e ringrazierò Tobi a vita, per avermi portato là. Ha dovuto convincermi per far sì che questo accadesse. Inizialmente non ho voluto prendere parte al primo tour, lui mi ha offerto moltissimi soldi ma non ho accettato, perché non mi sentivo pronto, non me la sentivo di prendere parte a tutto questo, però in occasione del secondo tour, il mio management mi ha suggerito di mettermi in gioco, così ho accettato. Io amo il progetto Avantasia!

Avevo fatto la stessa domanda ad Amanda, ma vorrei avere anche un tuo punto di vista: qualche anno fa Tobias annunciò di non voler più andare avanti con il progetto ma da quello che abbiamo potuto constatare, ha cambiato idea ed ha portato avanti la sua idea, facendo un tour mondiale proprio lo scorso anno. Quale è stata la tua reazione di fronte a una simile affermazione?

(Inizialmente, sia io che Michael scoppiamo in una grossa risata, ndr). Sapevo che avrebbe fatto una cosa del genere. Secondo me deve aver avuto una giornata no o qualcosa di vagamente simile. Gli Avantasia hanno un grosso seguito, è una band affermatissima ed è molto più stimata degli stessi Edguy. Voglio dire, gli Edguy sono comunque apprezzati ma in termini di tour il progetto Avantasia è molto più avanti, la vendita dei biglietti è sempre più numerosa, sono inclusi un sacco di artisti e cantanti diversi, con diverse sfaccettature musicali e a parer mio già tutto questo crea un bel concept per una band di questa portata. Personalmente, non credo che metterà fine agli Avantasia, sarebbe stupido fare una cosa simile!

In attesa di poterti vedere sul palco, ti ringrazio per questa enorme possibilità offertaci e ti lascio le parole finali…

Grazie mille! Come menzionavo prima, mi aspetto davvero che tutti quanti possano apprezzare gli Unisonic e il tipo di proposta musicale che offriamo e mi aspetto che tutti possano supportare la band e con questo intendo presentarsi agli show, comprare legalmente l’album anziché scaricarlo in rete… Davvero, mi aspetto che la band possa realmente supportare questa band!

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