Tyketto: "Dig In Deep" - Intervista con Danny Vaughn

Tyketto: “Dig In Deep” – Intervista con Danny Vaughn

Tyketto

Abbiamo avuto modo d’intervistare Danny Vaughn dei Tyketto e gli abbiamo posto qualche domanda a proposito di “Dig In Deep” (nuova fatica discografica uscita recentemente tramite Frontiers Records) facendoci spiegare anche i progetti futuri della band.

Ciao Danny! Grazie per la tua disponibilità. Ecco alcune domande riguardanti il vostro nuovo album ed i vostri futuri passi nel music business.

“Dig In Deep” è il vostro ritorno in formazione originale dai tempi di “Strenght In Numbers” ed io penso che sia un buon comeback. Sei soddisfatto di come è venuto?

Mi ci vuole sempre un po’ di tempo per poter riascoltare obiettivamente l’album senza ripensare a tutti i vari processi del ‘making of’. Ciò accade per ogni album in cui lavoro. Ora posso dire: Si! Sono molto soddisfatto di “Dig In Deep”.

Le canzoni che possiamo ascoltare in questo nuovo parto discografico sono frutto recente o provengono da diverse sessioni musicali del passato?

Tutto ciò che si può ascoltare è stato scritto appositamente per questa occasione. Nessuna canzone è un avanzo delle vecchie sessions dei Tyketto.

Chi ha scritto i testi per questo nuovo lavoro?

Di solito scrivo io tutti i testi per le release dei Tyketto. Ma stavolta uno dei grandi piaceri dell’aver lavorato per realizzare questo album è stato che ognuno di noi ha dato il proprio contributo senza sovrastare il lavoro altrui. In questa occasione Brooke (St.James, il chitarrista) ha scritto sia la maggior parte del testo di “Love To Love” (Quando me l’ha fatto leggere mi ha detto che potevo cambiarlo ma non ho cambiato più di tanto perché mi piaceva ciò che aveva scritto) sia il testo di “Evaporate”. D’altra parte il riff di chitarra di “Sound Off” è mia invenzione. Naturalmente Brooke suona la chitarra meglio di me ma è stato bello vedere che è rimasto soddisfatto del riff e l’ha mantenuto nella canzone.

Puoi dirmi qualche aneddotto divertente a proposito del ‘making of’ di “Dig In Deep”?

Tutti gli aneddotti che mi vengono in mente a proposito della realizzazione di “Dig In Deep” non sono per niente divertenti. Abbiamo avuto diversi problemi durante la realizzazione di questo lavoro. Siccome le cose non prendevano il verso giusto abbiamo lavorato molto durante la registrazione. Ad un certo punto avevamo pensato di scrivere così nei credits: Produced by Murphy’s Law.

Ho scritto nella mia recensione che i miei brani preferiti sono “Faithless”, “Here’s Hoping It Hurts”, “The Fight Left In Me” and “This Is How We Say Goodbye”. Ci sono brani che tu ami particolarmente?

No,non ho preferenze. Alla fine sono tutti nostri ‘figli’. E’ difficile preferirne uno all’altro. Comunque ci sono stati giorni in cui “Dig In Deep” ha significato molto per me: questa canzone mi ha aiutato a continuare a scrivere musica di nuovo. Poi è davvero ovvio dire che “This Is How We Say Goodbye” è una canzone intimista e personale.

Io credo che ti stai imbarcando in un tour per supportare il nuovo album. Non vediamo l’ora di rivedervi in Italia! Che programmi avete?

Ancora è tutto da decidere! L’unica data certa è quella della prima serata al Firefest in Inghilterra il 19 Ottobre. Sono certo che faremo altri spettacoli in Europa ma stavolta è molto difficile organizzare dei programmi in sintonia con tutti gli impegni personali dei membri del gruppo. Non è più come ai vecchi tempi in cui la band era l’unica ragione di vita di ognuno di noi. Ora abbiamo i nostri lavori e le nostre famiglie infatti non è poi così facile trovare del tempo per essere di nuovo on the road.

Ci sarà un altro album dei Tyketto in futuro?

Credo proprio che sia possibile e non voglio aspettare altri diciotto anni per realizzarlo!

Parlando del vostro passato. Quali sono i ricordi più belli che hai dei vostri ‘glory days’?

Molti. Il primo album, il primo singolo, il primo tour, il primo video, aver fatto tutto quello che ho fatto perché è stato fare quello che amo di più.

Mi sono sempre chiesto il significato del nome della band. Mi puoi spiegare le sue origini?

Te lo chiedi spesso? E’ da molto tempo che te lo chiedi? Sono preoccupato! Adesso te lo spiego in modo che da ora in poi lo sappiano tutti: Brooke vide ‘Tyketto’ scritto in grande su un muro in un quartiere poco raccomandabile di Brooklyn. Abbiamo pensato che fosse il marchio di riconoscimento di una gang ma nessuno ha avuto niente da ridire perciò abbiamo mantenuto quel nome. Per quanto ne sappiamo, non significa nulla.

Vuoi concludere questa intervista lasciando un messaggio ai nostri lettori e a tutti i tuoi fan italiani?

Grazie per seguirci ancora e per non aver dimenticato chi siamo dopo tutti questi anni. Spero di tornare presto in Italia con la mia band.

Bene, Danny! E’ stato un piacere parlare con te. Grazie mille!

Il piacere è stato mio. Best wishes.

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