Trollfest: Intervista a Mr. Seidel e Trollbank

In’occasione del Fosch Fest 2012, festival folk metal che si tiene annualmente a Bagnatica (BG), abbiamo avuto la possibilità di scambiare due chiacchere con i norvegesi Trollfest, parlando della loro vita; ovviamente il tutto davanti ad una bella birra fresca e dissetante..

Questa è la quarta volte che siete in Italia, come vi sembra il pubblico qui?

Mr. Seidel: E’ fantastico, la prima volta che abbiamo suonato in Italia è stato a Bologna. Eravamo ancora nel backstage e abbiamo sentito la gente chiamare il nostro nome durante l’intro ed abbiamo pensato “Ma che cazzo sta succedendo? E’ la prima volta che veniamo in Italia ed il pubblico già ci acclama…”. Voglio dire, era solo l’intro, non eravamo neanche sul palco. Anche durante l’altro concerto siamo stati accolti molto bene, ogni volta che veniamo in Italia sappiamo che sarà bello, c’è un’atmosfera così calorosa ed è davvero una bella sensazione, il pubblico qui spacca.

C’è differenza tra il pubblico del Nord Europa e del Sud Europa?

Mr. Seidel: Si, cambia da luogo a luogo, certo ogni volta che veniamo qui in Italia ci fanno un sacco di regali: bandiere, magliette… Oggi ci hanno anche regalato due paperelle simili a quelle raffigurate sul nostro disco Villanden.

Preferite suonare nei festival come questo o in posti più piccoli?

Trollbank: Bè l’atmosfera dei festival è migliore, la gente dorme in tenda e si ci diverte tutti insieme… Si direi che preferiamo i festival.

Cosa ne pensate delle altre band che hanno partecipato a questo festival?

Trollbank: Conosciamo bene gli Arkona con i quali siamo stati in tour, ma non li abbiamo incontrati perché sono partiti subito ieri sera alla fine del loro show. Le altre band le conosceremo bene alla festa dopo il concerto.

Vi definite una band “True Norwegian Balkan Metal”, cosa intendete comunicare con questo termine?

Trollbank: Bè, noi siamo norvegesi e suoniamo metal influenzato dalla musica balcanica, ma in realtà è un po’ un modo per sfottere l’espressione “True Norwegian Black Metal”. Noi suoniamo musica influenzata da alcune scale e ritmi balcanic, ma ci piace anche il black metal e direi che siamo un misto delle due realtà.

Mr. Seidel: E’ anche una frecciatina a tutti i black metallers norvegesi ed ai loro fan. In norvegia la scena black metal è davvero chiusa mentalmente, tutti quelli che si definiscono “true black metal” si prendono troppo sul serio… Non intendo offendere, ci piace quella musica, ma noi pensiamo che suonare in giro debba essere divertente e non una cosa così seria. Quindi questo è il nostro piccolo “vaffanculo” a tutti quelli che si prendono troppo sul serio sia nella vita che nella musica. Ogni tanto quando suoniamo ci sono questi fan del “True Norwegian Black Metal” che ci guardano storto con questi sguardi minacciosi e con le braccia conserte, poi dopo un paio di canzoni si mettono a ballare anche loro. E’ una cosa che mi fa sorridere, cazzo, divertitevi nella vita e non prendete tutto troppo sul serio!

Il 24 Agosto uscirà il vostro nuovo disco “Brumlebassen”, potete spiegarci le caratteristiche principali rispetto al precedente “En Kvest For Den Hellige Gral”?

Trollbank: “Brumlebassen” ha elementi presi da tutti gli altri album. E’ un ritorno alle basi, ma ci sono anche nuovi elementi come la musica carnevalesca e la musica folk messicana, un bel misto di espressioni musicali differenti. I testi parlano di alcuni nuovi personaggi che abbiamo inventato che si mischieranno ai vecchi continuando la storia di un nostro vecchio concept.

Mr. Seidel: Il nostro cantante si inventa tutte queste storie incredibili sui troll, le idee vengono fuori quando beviamo e ci divertiamo, scrivendo queste storie sul villaggio troll. L’album precedente narrava una storia, mentre in “Brumlebassen” ogni traccia sarà una storia a se stante, sempre connessa con l’universo Trollfest.

Come vi dividete il lavoro? Chi scrive i pezzi e chi i testi?

Mr. Seidel: Il nostro batterista compone la maggior parte dei pezzi, noi ci mandiamo le nostre idee di chitarra e basso registrate tramite e-mail e poi si decide cosa usare. Per i testi si inizia a bere mentre ci ascoltiamo le canzoni e poi il nostro cantante inizia a tirare fuori queste idee folli… Sai come succede con l’alcool, si sparano le cazzate più assurde, noi il giorno dopo usiamo come idee le cose che ci ricordiamo mentre smaltiamo la sbronza.

La copertina di “Brumlebassen” seguirà lo stile usato per il suo predecessore, l’artwork raffigura un’altra scena cartoonesca divertente. Potete dirci di più sul concept dietro di essa?

Trollbank: Il soggetto della copertina sarà un troll di nome Brumlebassen vestito da ape che tenterà di rubare il miele dall’alveare senza che le altre api se ne accorgano, per permettere al villaggio troll di produrre idromele.

Mr.Seidel: L’idea del titolo e della copertina ci è venuta ad una festa mentre bevevamo, ad un certo punto tra una risata e l’altra abbiamo scoperto che “Brumlebassen” vuol dire calabrone in danese. Per noi il titolo del disco è fantastico, suona davvero bene e l’idea del troll vestito da ape ci è venuta subito in mente.

Voi usate un linguaggio particolare nei vostri testi che chiamate che “Troll-Språk” (“linguaggio dei troll” in norvegese), un misto tra lingue diverse, ci potreste spiegare perchè usate questo tipo di linguaggio? Inoltre, come si è sviluppato il vostro gusto musicale?

Mr. Seidel: Bè, come sempre stavamo bevendo e divertendoci insieme al cantante, stavamo ascoltando musica e dopo un po’ ci siamo stufati dei dischi che avevamo e ci siamo detti: “che cazzo, proviamo a suonare noi qualcosa e a proporla!”. Così abbiamo fatto una canzone di un minuto. Per la voce e per i testi c’è una storia a parte: il nostro cantante quando si ubriaca di solito fa una vocina strana che sembra proprio quella di un troll! Così gli ho detto “ti prego, canta usando quella vocina” e lui mi risponde “si certo, ma voglio farlo in tedesco!” , allora io gli replico “ma tu il tedesco lo sai?” e lui mi fa “no, ma posso provarci…”. Così abbiamo usato giusto qualche parola in tedesco che sapevamo e l’abbiamo mischiata al norvegese, questo perché il tedesco ha un suono molto cattivo. Non siamo partiti proprio con l’idea di fare un gruppo, però quando abbiamo fatto sentire il pezzo di un minuto ai nostri amici tutti hanno gradito molto.

Trollbank: Per quanto riguarda la musica direi che la nostra principale ispirazione siano i Finntroll, ma tutti noi siamo interessati a diversi tipi di musica folk, cinese, norvegese, latina, balcanica, perciò direi che è stato naturale inserire delle influenze etniche nella nostra musica.

Mr. Seidel: Ovviamente se avessimo voluto fare del black metal puro non avremmo potuto mettere nei pezzi degli strumenti etnici, perciò non ci siamo dati dei limiti musicali. Se un giorno volessimo fare un pezzo con delle influenze reggae non avremmo problemi a farlo, non ci riteniamo nè un gruppo black, nè extreme, nè uno folk metal. E’ la cosa migliore per i Trollfest, facciamo davvero ciò che ci pare. Ci siamo anche già messi a lavoro sul nuovo disco, siamo abbastanza produttivi.

State quindi già componendo un nuovo disco?

Mr. Seidel: Si, abbiamo già tre o quattro brani pronti, impostati sul viking metal. Sarà quindi diverso dal solito, ma ci piace molto comporre nuova musica e suonarla. Ascoltiamo musica praticamente ventiquattr’ore al giorno, mentre lavoriamo, mentre siamo a casa o in macchina o alle feste. La musica è la nostra vita e ci divertiamo moltissimo a farlo!

Suonate per lavoro o avete altri impieghi?

Mr. Seidel: Bè si, non è che ci si fanno molti soldi con questa musica, abbiamo tutti un lavoro normale. I Trollfest sono una passione più che altro, se lo facessimo per i soldi non suoneremo certo questo genere, faremo della musica pop, da ballo o suoneremmo ai matrimoni. Non so cosa faremo nel futuro…

Trollbank: Bè magari tra dieci anni faremo quel genere!

Volete salutare i fan di Metallus.it?

Mr. Seidel: [in Italiano] Ciao! Metallus! Come stai? [in Inglese] Siamo i Trollfest e vi adoriamo ragazzi, e si, Ciao!

Stefano, Leonardo e Luca

 

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