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Trivium: “Vengeance Falls” – Intervista a Paolo Gregoletto

Entriamo nel Dressing Room dei Trivium allestito al primo piano del Live Club di Trezzo sull’Adda: in meno di un anno la band di Orlando è tornata in Italia, tappa obbligata per il “Vengeance Falls Tour” ed ultimo appuntamento europeo prima di volare per l’Australia.
Mentre Corey Beaulieu è impegnato con il suo portatile, Nick Augusto si sta lavando i denti e Matt Heafy ha da poco finito di fare gli esercizi per i pettorali, in una stanza dai colori caldi ci aspetta Paolo Gregoletto, bassista dei Trivium. E’ lui il nostro uomo. Con lui abbiamo discusso del tour, dell’ultimo album, dei progetti futuri. Ed ovviamente di Mr.Brown

Ciao Paolo, come stai?
“Molto bene, grazie”.

Come sta andando il tour?
“Molto bene. Quello di questa sera (18.02.14) è l’ultimo show del tour europeo. Davvero un lungo tour. Siamo in procinto di partire per l’Australia; siamo nel mezzo dei preparativi e ci stiamo concentrando per il concerto di questa sera”.

E’ stato un lungo tour, ma credo che vi abbia dato anche molte soddisfazioni.
“Sicuramente! Fosse stato per me avrei aggiunto altre due settimane al tour europeo, giusto per andare in alcuni posti che questa volta non abbiamo toccato e so che molti fans ci sono rimasti male. Ma torneremo in estate, con altre date e partecipazioni a molti festivals. Speriamo di poter toccare più posti”.

Parliamo dello scenario che avete allestito sul palco, perché è davvero particolare. Cosa c’è esattamente sul palco?
“Quando abbiamo avuto l’artwork disegnato da Brent White, ci è piaciuto il fatto che sembrasse un tema da Sci-Fi. E quello che volevamo fare era creare una sorta di tridimensionalità. Abbiamo tenuto conto della conformazione delle rocce che appaiono. Infatti se guardi la copertina dell’album sul palco è quella che viene riprodotta. Abbiamo trovato una fantastica azienda in Germania, specializzata proprio in queste cose. Infatti molte band si sono affidate a lei, come Amon Amarth e Kreator. Abbiamo voluto fare qualcosa di diverso questa volta. Non i soliti pannelli che normalmente ci sono sul palco. Abbiamo voluto investire sullo scenario”.

Poi ad un certo punto dello show c’è qualcosa che piove dall’alto. Tipo neve. Vero?
“Sì! Per gli show nel Regno Unito avevamo una snow-machine. Ed era molto bello vedere quello spettacolo dal palco. Non tutti hanno visto quel momento (lo si può trovare su youtube, ndr), ma è stato figo. Volevamo fare qualcosa di diverso. Tutto questo è successo nel mezzo dell’esecuzione di “Shogun”, perché era la prima volta che la suonavamo in UK e volevamo che fosse un momento speciale”.

Tornando all’album, ho notato che ti sono state affidate molte parti vocali. Probabilmente per dare ai cori una maggiore melodia e per pulirli dalla durezza di cui siete soliti. Che ne pensi?
“Sì. E’ vero che tutte le parti vocali dell’album sono affidate a Matt. Abbiamo lavorato con David Draiman e lui ha fatto un grande lavoro su Matt perché lo ha spinto come vocalist, così come ha fatto per Corey e me per quanto riguarda le backing vocals. Ma penso che più provavamo e più miglioravamo con le melodie. Credo che Matt migliori come vocalist ogni volta che registriamo un album. Io ho spinto sulle melodie, mentre Corey sull’extra-screaming anche perché Matt, fisicamente, non potrebbe urlare per tutto il tempo. Ed è stato divertente farlo. Per me è stata una sorta di sfida con me stesso come vocalist. Di solito il mio contributo era minimo. Questa volta ho dovuto prendermi cura della mia voce”.

Anche perchè la si può sentire in maniera molto nitida in pezzi come “Strife” o “Vengeance Falls”…
“Sì. Decisamente non è il tipo di backing vocals al quale mi sono dedicato in precedenza. Ora è ovvio che per questo tipo di lavoro c’è da impegnarsi di più. Non posso più permettermi di fare tardi tutte le sere e bere!”.

Hai nominato David Draiman (Disturbed, Device, ndr). Com’è stato lavorare con lui?
“E’ stato grande! E’ una persona fantastica. Abbiamo lavorato con lui in studio ed è come se avessimo avuto a che fare con un amico. E’ stato interessante capire la sua visione della musica. Una cosa che amo è che ogni volta che si registra un album, specialmente se ogni volta con persone diverse, apprendi qualcosa da loro. C’è sempre da imparare. E noi abbiamo avuto il privilegio di lavorare con un sacco di ottimi produttori, mixers, Ed è fantastico starci dentro”.

Parliamo della setlist di questo tour europeo. Abbiamo quattro canzoni dal nuovo album; le più amate e poi c’è la sorpresa “Of All These Yesterdays”, mai suonata live prima di questo tour…
“Sì, abbiamo iniziato a progettare un piano per il tour fino a quando non abbiamo cominciato a fare le prove. Poi ad un punto Nick e Corey hanno iniziato ad accennare la canzone. E veniva davvero bene. Così abbiamo deciso di inserirla nel tour. E ci siamo accorti che probabilmente avremmo dovuto farlo anche prima, anche perché è divertente suonarla”.

Parliamo invece del DVD live. Qual è la verità?
“L’idea è nata assieme ai Killswitch Engage (con i quali i Trivium hanno condiviso i palchi inglesi, ndr). Volevamo filmare lo show alla Brixton Academy. Così ognuno ha filmato il proprio set. Non ho ancora visto nulla. So che ci sono anche footage. Non so quando sarà realizzato ma spero davvero che possa trasformarsi in un DVD, perché non abbiamo mai fatto un DVD unicamente per uno show. Vedremo. Ma sono sicuro che ne verrà fuori una bella cosa”.

L’ultima volta che siete stati in Italia (ad agosto, al Rock Planet di Pinarella di Cervia, ndr) ricordo che sei rimasto particolarmente sorpreso dal pubblico quando avete iniziato a suonare “Strife”. L’album non era ancora uscito, ma i fans la conoscevano ed hanno iniziato ad intonare i cori. Ricordi?
“Yeah. Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto valgano i fans italiani. Voglio dire, cantare le parti di chitarra, i riff… Ogni volta che suoniamo qui ci convinciamo che i fans italiani sono tra i migliori del mondo. Così appassionati, con così tanto affetto che ci dimostrano durante i concerti. Ci divertiamo sempre molto quando veniamo a suonare qui. E sono contento di aver finito il tour europeo proprio qui”.

Sarà un’estate molto intensa per voi, tra concerti e vari festivals. Ma questa è l’ultima volta che vi vediamo in Italia per il 2014?
“Ora come ora non so dirti quali sono i piani per quest’anno. Anche perché tutto può cambiare. In Europa torneremo questa estate per i festivals e magari capiterà l’occasione di tornare, in un’altra città che non sia Milano, come abbiamo fatto l’estate scorsa”.

Magari puoi inventarti la scusa di dover andare a trovare i tuoi parenti...
“Sì. Abbiamo suonato a Treviso che è vicino a dove vivono. Magari questa volta riusciamo ad andare lì”.

Ora la domanda seria… Sapete, Paolo ha un magnifico gatto. Come sta Mr.Brown?
“E’ stato poco bene per un po’. Sembrava molto abbattuto. Ma ora si sta riprendendo. E’ sempre difficile quando gli animali si ammalano. Gli animali sono meglio delle persone, sai…
Ma è stato bello vedere che molta gente si è preoccupata per lui. Io pubblico molte foto sue ed è strano come la gente abbia una sorta di connessione con lui. E’ diventato una celebrità. La gente sembra apprezzare molto di più quando pubblico foto sue che non le mie. Sta diventando più famoso di me”.

Quindi è vero che la gente chiede di più come sta Mr.Brown piuttosto che chiedere come stai tu?
“Ma sì! Soprattutto nei meet and greet con i Trivium colleziono più regali per lui che per me!”

Progetti futuri?
“Mentre siamo in tour continuiamo a scrivere musica. Non abbiamo ancora nulla per un nuovo album, ma non smettiamo mai di scrivere. Ci prenderemo una pausa per Natale. Nelle ultime settimane dell’anno collezioneremo tutte le demo e vedremo che uso farne. Forse uscirà una canzone, chissà”.

Ho visto che ogni tanto pubblichi su Instagram delle registrazioni di chitarra. Stai pensando ad un lavoro da solista o è comunque qualcosa per i Trivium?
“E’ tutto Trivium. Non credo che potrei dedicarmi ad un progetto solista con tutte le cose che ci sono da fare per i Trivium. E’ un lavoro a tempo pieno. A dire il vero non ho mai sentito la necessità di fare qualcosa al di fuori dei Trivium. Più probabile che possa apparire come ospite in qualche altro progetto. Per il momento mi va bene così, anche perché mi piace fare una cosa per volta”.

Vabè, se ti serve una cantante, chiamami…
“Magari sì… una girl singer…”

Grazie Paolo. E salutaci tanto Mr.Brown!

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