Trick Or Treat: “Cloudrider” – Intervista ad Alessandro Conti

Una delle voci più potenti e cristalline in Italia, cantante per diversi gruppi ed artista su più fornti: esce “Rabbits’ Hill Pt. 2” ed è un piacere incontrare il carismatico Alessandro Conti nelle vesti di frontman dei Trick Or Treat e, davanti a una birra, fare una chiacchierata rilassata riguardante il nuovo album e tutto ciò che gravita intorno, andando a toccare vari aspetti della musica e dell’attività aritistica. Qui di seguito il resoconto di cosa è saltato fuori…

Ciao Alessandro e benvenuto su Metallus.it! Come va?

Tutto bene, grazie! Ciao a tutti voi ed è un piacere essere qui.

Sta per uscire “Rabbits’ Hill Part 2”: soddisfatti del lavoro precedente e cosa puoi dirci di questo nuovo lavoro?

Soddisfatti della prima parte, che ascolto volentieri anche a distanza di tempo, di sicuro diverso dai primi due CD “Evil Needs Candy Too” (2006) e “Tin Soldiers” (2009): qualcuno ci ha accusato di aver abbandonato il power mentre molti  hanno apprezzato il cambio di rotta ma non si può accontentare tutti. Con questo secondo capitolo siamo tornati un po’ al genere precedente, anche la storia raccontata, tratta dal romanzo “La Collina Dei Conigli”, di Richard Adams, prende una piega più violenta quindi di conseguenza anche la musica è tornata più veloce, su canoni più power ma mantenendo la nostra personalità, cercando di rimanere riconoscibile all’interno di un genere che è molto inflazionato.

Come mai la scelta di questo libro come base per concept album?

Guarda, inizialmente avevamo visto il film d’animazione (del 1978, diretto da Martin Rosen) da bambini: in pieno stile Disney ma molto violento e rimasi impressionato in maniera positiva quando lo vidi per la prima volta a 7 anni. Poi più tardi, leggendo il libro, ci siamo resi conto che la storia aveva un certo spessore pur essendo considerata “da bambini” ed abbiamo pensato che nella sua epicità sarebbe stata perfetta da rendere perché non scade nel clichè del romanzo fantasy tipo “Il Signore Degli Anelli”.

Come è andata la registrazione dell’album e quali sono i brani più rappresentativi?

Le registrazioni sono state fatte al “Domination Studio” di Simone Mularoni come per le nostre esperienze passate: per quanto mi riguarda sono stato in studio 5-6 giorni e ormai è successo un anno fa (abbiamo finito ad agosto del 2015) e a causa di problemi burocratici e di cambio etichetta siamo rimasti fermi fino ad ora, quindi per noi che lo suoniamo l’album non è nuovo. Ora siamo con Frontiers Records e pensiamo che questa possa dare la giusta spinta alla band. I brani che sento più miei sono quelli ai quali ho contribuito per la scrittura, quindi “Cloudrider” (che è uno dei miei preferiti), “The Great Escape” (del quale è stato girato il primo video) e “United”, il brano che vede la presenza di Tony Kakko dei Sonata Arctica; devo dire che comunque i primi due pezzi che ho citato sono quelli che sento di più miei, perché avevo scritto da un po’ la linea vocale e poi gli altri ragazzi, come ogni volta, hanno arrangiato la parte strumentale. Per “Cloudrider” Guido (Benedetti, chitarra) ha fatto la parte più grossa mentre per “The Great Escape” l’apporto maggiore è stato dato da Luca (Venturelli), il nostro nuovo chitarrista, al suo primo brano, che ha dato un taglio nuovo alla musica.

Le altre due collaborazioni dell’album: Sara Squadrani degli Ancient Bards in “Never Say Goodbye” e Tim “Ripper” Owens in “They Must Die”…

A “Ripper” abbiamo mandato il brano e lui ha accettato di buon grado la collaborazione: il brano è stato pensato proprio per la sua voce e comunque in ogni caso ci sarebbe stata la presenza di uno special guest in quanto serviva un’interpretazione più cattiva (non nelle mie corde) per rappresentare il personaggio negativo della storia. Sara è una cantante meravigliosa, un’amica da tempo e con lei e gli Ancient Bards abbiamo condiviso il palco più volte: inizialmente avevamo pensato a una cantante straniera ma poi, vista la qualità della sua voce e la amicizia che ci lega la scelta è stata facile; lei e il gruppo sono molto bravi e hanno ancora un margine di crescita che può portarli a successi ancora più grandi all’estero.

Video dell’album? E’ già uscito qualcosa, giusto?

Sì! Il video di “The Great Escape”, con una sua storia cinematografica, e lo studio video (girato sempre al Domination Studio di Simone Mularoni quando lui, ahimè non era presente perché impegnato su altri fronti) di “Never Say Goodbye”, la canzone appena citata che vede anche Sara Squadrani alla voce. “The Great Escape” è stato uno sforzo che ha dato soddisfazione: vede la presenza di 40 comparse, 5 truccatori e ha visto una preparazione di 6 mesi: è la prosecuzione del video di “Rabbits’ Hill” e il progetto sarebbe fare un corto cinematografico del libro, una ventina di minuti rappresentati da 3-4 video ; è difficoltoso per via del budget ma, unendo i due video appena citati e degli outtakes filmati non pubblicati dovremmo riuscire a pubblicare un corto che uscirà probabilmente nei prossimi mesi e che vorremmo avesse un suo senso a sé stante, infatti vorremmo rimuovere le scene con la band per dare più respiro cinematografico. Vedremo…

Cosa puoi dirci dell’artwork della copertina? So che è stata curata da te, vista la tua attività che va di pari passo con quella di cantante…

L’artwork è stato realizzato 3 anni fa perché fa parte della stessa grande immagine col primo disco: provate ad unire le copertine dei due album e vedrete… Era già pronta da tempo e mi son divertito a farla: è stato un lavoraccio che ha richiesto tempo perché per noi il booklet deve essere completamente illustrato, cercando di associare immagini alle canzoni. La gente che compra i CD è sempre meno e lo fa per collezionismo quindi ci teniamo che tutto sia curato e gradevole: è sempre stato un mio desiderio fin dal primo album… Sì, in effetti lavoro anche come tatuatore qui al “Tattooga Bay” di Modena col socio Enrico “Eddie” Cantoni: negli ultimi due anni, specialmente, mi sto dividendo in questi due ruoli con, devo dire, grandi soddisfazioni su entrambi i fronti.

Programmi per un tour?

Al momento qualche data estiva programmata poi dovrò andare in Sud America coi Luca Turilli’s Rhapsody: stiamo pianificando un tour europeo con due bands, probabilmente da co-headliner; al momento non posso dirti niente di più anche perché abbiamo scelte diverse da fare in base alle vendite del nuovo CD.

Grazie mille, Alessandro. Puoi lasciare un saluto ai vostri fan e ai lettori di Metallus.it.

Grazie dell’intervista: ascoltate il CD e leggete il libro da cui è tratto, magari con il disco in sottofondo (allaf ine è una colonna sonora). Spero di vedervi dal vivo molto presto sotto al palco! Ciao!

Trick Or Treat - Rabbit's Hill Pt2 - 2016 Artwork

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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