Morbid Angel: Intervista a Trey Azagthoth

Morbid Angel intervista Dipinto da sempre come persona prettamente non votata ad un eloquio logorroico, un loquace e disponibile Trey Azagthoth, leader della più rilevante death band del pianeta, i Morbid Angel, ci spiazza non poco raccontandoci di se stesso, della sua creatura e della sua passione per la musica, confermando la leadership in campo estremo di un ensemble entrata ormai da tempo nel sacrario del rock.

Per prima cosa avrei l’intenzione di domandarti se sei d’accordo con me quando affermo che ‘Heretic’ si approssima, come mood di base, a ‘Domination’, in versione però molto più veemente ed accelerata.

“Veramente non lo so, molti l’hanno accomunato a ‘Altars Of Madness’ e ‘Blessed Are The Sick’, altri hanno detto che ‘Heretic’ è molto simile a ‘Covenant’ ed altri ancora ad un mix tra gli ultimi due studio-album della band. Ho sentito comunque pareri che vanno nella tua direzione, descrivendolo come sulla stessa lunghezza d’onda di ‘Domination’. Se poi parliamo solo del mood musicale e non dell’approccio lirico credo di poter essere totalmente d’accordo con questa tua affermazione”.

Esattamente. Intendevo solo il mood di base che me lo fa porre accanto a quell’opera. Qual’è il winning point dell’album e, col senno di poi, avresti apportato qualche variazione ascoltando il prodotto finito?

“Assolutamente no, non cambierei niente. E’ un album perfetto, non aveva bisogno di ulteriori ritocchi o modifiche dell’ultim’ora”.

Chi si è preso cura della produzione?

“E’ stato tutto realizzato sotto la mia responsabilità e supervisione. Ho svolto personalmente i lavori di produzione, coadiuvato da qualcuno soltanto per i fattori tecnici e fonici, avendo cura per ogni dettaglio e decisione in quest’ambito. Sono terribilmente eccitato per il risultato finale della produzione che, secondo il mio modo di vedere, è nettamente la migliore della nostra carriera. Non ho voluto ingerenze esterne, se non per i dettagli prettamente tecnici, proprio perché volevo avere l’assoluto controllo delle operazioni finalizzate a rappresentare al meglio ciò che sono i Morbid Angel. ‘Heretic’ rappresenta in assoluto ciò che tutte le altre nostre uscite avrebbero dovuto essere”.

Le chitarre hanno un suono effettivamente fantastico e, come al solito, anche le parti di batteria che ha percosso Pete sono assolutamente perfette. Come ho sottolineato in sede di recensione, siete in pratica una vera e propria war-machine musicale…

“Grazie davvero, abbiamo lavorato alacremente per un numero incalcolabile di ore in studio giungendo a questi risultati ed a questi suoni e sono incredibilmente orgoglioso di essere arrivato a questi livelli. Abbiamo provato molto più di altre volte ed abbiamo speso veramente un’infinità di tempo per concentrarci sui singoli suoni e per il bilanciamento tra i vari strumenti. E’stato un lavoro oceanico e meticoloso e penso che ‘Heretic’, anche per questo, sia un’opera perfetta in tutti i sensi. Per i suoni, per la produzione e pure per la prestazione vocale di Steve. In più in studio stavolta si è creato in un clima rilassato e privo di stress e questo ha giovato non poco su tutta la lavorazione dell’opus”.

Ovviamente non posso non chiederti cos’era accaduto con Steve Tucker quando stabilì di lasciarvi in un primo momento per poi riaggregarsi alla band in seguito…

“Fondamentalmente, dopo un lunghissimo tour che ha visto dietro al microfono l’operato di Jared Anderson, che ha svolto un lavoro davvero egregio con noi, abbiamo preso la decisione di goderci un meritato break dopo un periodo veramente pressante e stressante. Dopo di ciò mi sono rimesso al lavoro da solo nel mio studio personale, con le mie apparecchiature elettroniche, computer, drum machine e quant’altro ed ho cominciato la vera e propria stesura del nuovo album. Dopodiché, quando le canzoni cominciavano a prendere forma, Pete ha iniziato a lavorare parallelamente sugli arrangiamenti della batteria, svolgendo una parte essenziale per la finalizzazione dell’opera. Procedendo entrambi nella stesura e negli arrangiamenti necessari per tutti i motivi siamo quindi giunti all’attuale forma delle canzoni. Gli arrangiamenti e, comunque, la forma finale delle canzoni erano pressoché perfetti e non abbisognavano di alcun ritocco o miglioria: l’unica cosa che mancava era un cantante! Ascoltando il materiale venuto fuori da questo immane lavoro a me ed a Pete è venuto naturale chiedere a Steve Tucker se avesse voluto cantare nell’album. Gli abbiamo quindi portato 5 o 6 pezzi finiti e lui, ascoltandoli, si disse subito entusiasta e cominciò a scrivere da subito le liriche che, a mio parere, sono veramente eccellenti. Per non parlare dei vocalizzi che sono fantastici… Siamo certi che il suo ritorno sia stato un bene per tutti”.

Non ti è passato nemmeno dall’anticamera del cervello di richiamare David Vincent nel momento immediatamente successivo alla dipartita di Tucker?

“No, veramente non mi è mai passata per la testa un’idea di questo tipo. Il motivo sta nel fatto che David, nel periodo in cui uscì dalla band e soprattutto in questo momento sta percorrendo un sentiero che non si confà al mood musicale ed anche spirituale intrapreso dai Morbid Angel sin dai primi anni di carriera. In più abbiamo delle idee totalmente differenti per quanto concerne gli arrangiamenti e le scelte di produzione… E’ stato molto meglio lavorare con Steve che è immerso in questo tipo di mood di cui ti ho appena parlato. David ormai è impastato in quel genere di musica che adesso va per la maggiore… I Morbid Angel stanno percorrendo un preciso sentiero verso una precisa direzione, David ci avrebbe fuorviato da questo percorso. I Morbid Angel si dirigono dove devono dirigersi, chi lavora con me deve essere felice e consapevole di indirizzarsi nella direttrice più consona e congeniale per il gruppo. Non mi va che qualcun’altro metta il becco nella direzione musicale. Come Pete che cura gli arrangiamenti, Steve le liriche e le linee vocali, il mio compito è sempre stato quello di portare avanti, in tutto e per tutto, il vessillo musicale dei Morbid Angel..”.

Stesso discorso per Erik Rutan, presumo…

“Erik è un chitarrista davvero fenomenale e pure un eccellente songwriter. Come sai ha voluto concentrarsi interamente sul suo gruppo, gli Hate Eternal, con i quali sta componendo in effetti delle ottime canzoni. Come però ti dicevo precedentemente, per il songwriting voglio essere da solo e voglio decidere ed avere l’ultima parola su tutto. E’ proprio per questo che non ho cercato nessun secondo guitarist per quest’occasione, ingaggeremo sicuramente qualcuno invece per il tour che ci apprestiamo ad intraprendere. Erik voleva scrivere le sue canzoni e, soprattutto, la sua musica. Non potendolo fare completamente nei Morbid Angel, ha deciso di farlo con il suo vero gruppo, immergendosi del tutto nella sua musica. Capisco benissimo la sua posizione e difatti siamo rimasti in ottimi rapporti con lui”.

Ok. Parliamo adesso dell’approccio lirico e del cover-artwork di ‘Heretic’ che, a quanto pare, è molto meno truculento del solito, parendomi proprio il meno ‘eretico’ della vostra carriera. Anche le liriche sono meno cupe e maggiormente esoteriche del solito?

“Well, secondo me anche in quest’occasione le liriche sono prettamente delle visioni poetiche che si incastonano perfettamente nel mood musicale. Da sempre le nostre liriche vanno nella direzione dello spiritualismo e sempre hanno rappresentato, secondo il mio modo di vedere, una pura forma di poesia. Certo, sono molto diverse dai tempi in cui le componeva David Vincent, ad esempio come è successo per quelle di ‘Domination’, ma ugualmente alle precedenti occasioni le liriche sono comodamente ‘sdraiate’ e riposte nel concept musicale modellando un tutt’uno molto particolare. E, più che per le altre nostre uscite, stavolta sono convinto che siano veramente eccellenti… Anche per il versante lirico sono state spese un’infinità di ore di lavorazione per far sì che tutti i pezzi del puzzle combaciassero perfettamente”.

Cosa ti piace più ascoltare negli ultimi tempi?

“Non ho ascoltato molta nuova musica nel periodo in cui ero in piena full-immersion compositiva. Ero troppo preso ed immerso in contemplazione della mia musica per interessarmi a quella altrui… Non ho ascoltato in ogni modo materiale prettamente death o comunque metal in generale, di solito per rilassarmi dopo molte ore di lavoro, molto spesso ascolto quanto di meglio possa offrire il R’n’B. Quando compongo la mia musica non voglio essere influenzato da stilemi provenienti da band che presentano le mie stesse radici musicali, o comunque derivate. In più non ne sento minimamente il bisogno, i Morbid Angel mi appagano completamente in quel senso”.

Tempo fa non nascondevi la tua adorazione verso Eddie Van Halen. Non ti piacerebbe avere un side-project per riprodurre quel tipo di sound? O diversamente la cosa non ti ha mai sfiorato nemmeno lontanamente?

“Well, tutte le idee e pulsioni che sgorgano dalla mia persona vengono convogliate nei Morbid Angel e non mi parrebbe giusto ‘decurtare’ parte di queste, sprecando degli ottimi spunti per progetti paralleli che considererei alla stregua di semplici passatempi. In più mi sento completamente a mio agio ed appagato suonando questo tipo di musica ed essendo il compositore della band posso altresì aggiungere a mio piacimento tutto quello che ritengo giusto inserire in un contesto del genere, quindi assoli, pezzi strumentali con tastiere ed ammennicoli elettronici vari. I Morbid Angel riempiono completamente la mia vita di musicista ed essere coinvolto in un side-project mi parrebbe solamente una vera e propria perdita di tempo”.

So che sei un fanatico di giochi per computer, in più ricordo i tuoi ringraziamenti a Chun-Li, Blanka ed altri personaggi di Street Fighter II. Ulteriormente ho visto che nel sito ufficiale dei Morbid Angel c’è una pagina battezzata ‘Sailor Scouts’ Trey’s Quake III Clan’. Puoi dirci il gioco che in assoluto più preferisci e il personaggio che prediligi?

“Certo, con molto piacere. Effettivamente sono da sempre un vero e proprio fanatico ed infatti, quando non sono preso dalla musica, mi butto a capofitto dietro la game-consolle, facendo ritorno nel mio habitat naturale solamente dopo qualche ora… Il mio gioco preferito è Quake III Arena che, per chi non lo sapesse, è il miglior shoot ’em up in circolazione e nel quale i nostri personaggi vengono catapultati in mezzo ad un’arena, piena di combattenti pronti a farti subito fuori! Sono solito giocare on line ed infatti, nella pagina che tu hai descritto, ho formato un clan di gioco molto affiatato e che spesso da vita ad inenarrabili ed infinite sfide con altri gruppi di esaltati! Infatti oltre alla modalità del Free for All (che sarebbe il tutti contro tutti, NdA) nel web è possibile creare delle sfide a squadre ossia il ‘Team Deathmatch’ ed il ‘Capture The Flag’. Preferiamo il primo dove, stando attenti a puntare i lanciarazzi solamente verso i nemici, dobbiamo naturalmente spazzare via gli avversari. Nel secondo si dovrebbe prendere e cercare di salvaguardare la propria bandiera, in mezzo però alla bagarre più totale… Per quanto concerne il personaggio che tutti noi del clan usiamo più volentieri si tratta di Sailor , che comunque presenta svariate versioni. Fondamentalmente rappresenterebbe una graziosa ragazza con l’innato talento per uccidere e sparare a chicchessia!”.

Cosa ti ricordi dei primissimi tempi con la band, quando realizzaste il primo studio-demo ‘Abominations For Desolation’ (stampato successivamente in CD e considerato da molti, in maniera errata, il primo album della band, NdA). Ti vedi più con qualche tuo vecchio compagno d’avventura? Ad esempio hai più visto Mike Browning (primo batterista/cantante della band, in seguito anche leader dei Nocturnus, NdA) ?

“Recentemente dici?”.

Sì.

“Non proprio. Anzi, è davvero un’infinità di tempo che non lo vedo. Sai, non sono un tipo che esce molto spesso… Ho un carattere piuttosto misantropico sotto questo punto di vista, per farti un esempio mi sono fatto molte più amicizie giocando on line, come ti dicevo in precedenza, che quelle che ho acquisito di persona. Non mi piacciono i pub affollati, le discoteche ed i locali in genere non fanno proprio al caso mio. In più la maggior parte della mia giornata e spesso anche della notte, la impiego suonando, quindi non mi rimane molto tempo residuo per socializzare… Quando voglio rilassarmi infatti mi collego ad internet e comincio a giocare per ore ed ore. Fondamentalmente non sono proprio un tipo mondano… Tornando a Mike, dovrebbe aver continuato a suonare in tutti questi anni e penso che attualmente sia ancora occupato con alcune band locali, se non ricordo male”.

Per finire naturalmente non posso esimermi dal chiederti i vostri progetti live futuri…

“Inizieremo la nostra tournèe questo ottobre con il ‘Blackest Of The Black Tour’, che ci vedrà protagonisti insieme agli headliner Danzig e con altri gruppi tra cui i Superjoint Ritual ed altri artisti che non sono ancora stati confermati, sono assolutamente sicuro che ci sarà da divertirsi parecchio… Il tour partirà dal nord degli Stati Uniti e so che faremo almeno uno show singolo a Londra in novembre, sempre compreso in questo tour. Per il resto stiamo pianificando sia il nostro itinerario americano che quello europeo il quale, se non mi sbaglio, dovrebbe tenersi nei primi mesi del 2004. Siamo comunque ancora in fase di pre-accordi e non sono assolutamente certo del periodo preciso. Prestissimo sarà tutto confermato e sono certo anche che l’Italia sarà toccata dal nostro tour in almeno un’occasione”.

Perfetto, mi scosto lasciandoti il microfono schiuso per un messaggio al vastissimo seguito italiano dei Morbid Angel…

“Certo, vorrei ribadire per concludere un concetto che a me sta molto caro, cioè quello che ognuno di noi deve avere l’assoluta libertà ed il totale arbitrio della propria vita, la libertà di decidere per la propria esistenza non facendosi condizionare dai pensieri ed, in particolare, dalle scelte e dalle valutazioni altrui. L’unica possibilità di uscire da questo circolo vizioso è di provare a riflettere con la propria testa. Agendo in questo modo potremo decidere cosa è realmente meglio per noi e non, come purtroppo accade spesso, cosa è meglio per qualcun’altro. Tutto ciò si ripercuote poi su tutta l’ampia gamma di scelte che ci troviamo costretti ad operare, dalle più piccole e insignificanti come ordinare una pietanza piuttosto che un’altra al ristorante a quelle molto più rilevanti. Cercate di difendere la vostra individualità…”. MORBID ANGEL – Heretic

Foto: Sean Sitka

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