Tremonti: “Cauterize” – Intervista a Mark Tremonti

Il primo album del progetto solista di Mark Tremonti (Creed, Alter Bridge) “All I Was” era passato un po’ in sordina senza regalare in realtà grandissime emozioni. Tremonti però ci riprova e, a quanto pare, questa volta la musica è diversa, nel vero senso della parola. “Cauterize” è in uscita a giorni e mostra il chitarrista in forma smagliante, con un songwriting di ottimo livello, diverso da quello proposto con Alter Bridge ma altrettanto convincente, grazie anche a una performance vocale migliore che in passato. Tanto bravo quando poco loquace, lo abbiamo intervistato, ecco il resoconto.

Ciao Mark, prima di tutto complimenti per il tuo nuovo album “Cauterize”. So che hai già eseguito alcuni brani dal vivo, quale feedback hai ricevuto dal pubblico?

Finora è stato fantastico. Abbiamo suonato la titletrack, “Another Heart” e qualche altro brano. Non vediamo l’ora che esca l’album per farlo sentire ai nostri fan perché finora le canzoni sono state molto apprezzate.

Secondo te quali sono le differenze principali tra “All I Was” e “Cauterize”?

Prima di tutto abbiamo avuto una tempistica più lunga per quanto riguarda i preparativi dell’album. Abbiamo speso tanto tempo nella fase di pre-produzione, due o tre settimane. Abbiamo voluto fare le cose in modo più accurato e senza fretta. Abbiamo avuto anche un processo di produzione più accurato e infine anche sul mastering abbiamo lavorato di più. E’ stato un lavoro più completo e accurato in tutti i sensi.

Come hai già dichiarato, “Cauterize” è la prima metà di un lavoro che si completerà con “Dust”, un secondo album di 10 tracce che uscirà probabilmente nel 2016. Perché hai scelto di dividere i due album?

Ma fondamentalmente quando siamo entrati in studio avevamo un bel po’ di brani su cui lavorare e  registrandoli abbiamo capito che avremo potuto comporre ben due album. I due lavori sono abbastanza simili perché concepiti e registrati nelle stesse sessions, ma ognuno ha la sua dinamica. “Dust” non sarà la parte 2 di “Cauterize”, sarà un lavoro a sè anche se ovviamente si somiglieranno.

So che per i live avrete un nuovo bassista, Tanner Keegan. Come mai hai scelto proprio lui?

Tanner è un ottimo musicista, lo conoscevamo già. E’ un bravo ragazzo e avevamo già suonato insieme. Penso che sia semplicemente la persona giusta per suonare questi nuovi brani.

Ascoltando l’album, le sensazioni che si provano secondo il mio parere sono di maggiore positività rispetto al precedente “All I Was”. E’ qualcosa che possiamo ritrovare anche nei testi? Quali sono le tematiche?

Ogni brano fa storia a se. Si possono trovare momenti più positivi, ma anche altri più introspettivi e negativi se vogliamo.  Prendi “Radical Change”, parla di quel momento in cui ti devi riprendere e rialzare in piedi dopo un fatto o un evento negativo come la perdita di un amico o del lavoro o cose di questo tipo: un cambiamento massivo nella vita.

Parlando dell’artwork, qual è il significato dell’immagine che troviamo? La faccia dipinta sulla copertina sembra quasi quella di Medusa…

Fondamentalmente volevo un’immagine molto forte. Abbiamo valutato più opzioni con mio fratello. Ne siamo venuti fuori con questa immagine di una specie di mostro da sci-fi movie che “cauterizza / brucia” quello che si trova attorno.

Le tracce che personalmente trovo più efficaci e interessanti sono le due di chiusura: “Sympathy” e “Providence”. Cosa puoi dirmi di questi due brani?

“Sympathy” è una canzone molto importante sia nella dinamica dell’album sia nelle tematiche. Puoi ascoltarla se sei felice, se sei arrabbiato, se sei triste, può avere sempre una sfumatura differente. Parla del caos generato dal sistema globale, di restare forti e di rimettersi in piedi quando si prende qualche duro colpo. “Providence” è la canzone epica dell’album, è un po’ la “Blackbird” di questa band e sicuramente di “Cauterize”. Abbiamo lavorato duramente su questo pezzo.

La mia opinione è che in “Cauterize”, il tuo approccio vocale sia cambiato. Sembri più sicuro e sicuramente più efficace rispetto a quanto fatto in “All I Was”. Cos’è cambiato da allora?

“All I Was” era in assoluto il primo album dove avessi mai cantato per un album intero; anche con gli Alter Bridge non mi ero mai messo in prima linea, cosa che poi è cambiata in “Fortress” per un brano. Fondamentalmente ciò che è cambiato è che mi sono esibito molto dal vivo anche come cantante principale e questo mi ha permesso di acquisire maggiore confidenza e di conseguenza poi su “Cauterize” il risultato è stato migliore.

Ok, a fine intervista devo chiederti una cosa relativa agli Alter Bridge. Molti dei vostri fan italiani stanno aspettando la release di “Live in Milan” registrato nel 2013. Cosa è successo?

E’ successo un bel casino con la casa di produzione. All’inizio doveva essere un “Live in Europe”, con il concerto di Milano come piatto forte della release. Il problema è che poi c’è stata molta confusione, noi praticamente non siamo riusciti neppure a vedere il filmato; è qualcosa che è andato fuori dal controllo della band.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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