Cattle Decapitation: Intervista a Travis

I Cattle Decapitation, con il recente ‘To Serve Man’, hanno dato vita ad uno dei migliori episodi di death/grind/gore dell’anno in corso. Particolare non da poco: questo disco ha segnato il passaggio del gruppo dal circuito underground ad una distribuzione e promozione su scala mondiale targata Metal Blade. Ne abbiamo parlato con il cantante Travis.

Cominciamo da alcuni cenni sulla nascita e la storia dei Cattle Decapitation: finora non avete avuto molta esposizione in Europa al di fuori dello stretto ambito grind/crust. “Abbiamo cominciato dopo la metà degli anni ’90 come terzetto, riuscendo finalmente a trovare un bassista stabile all’incirca due anni fa. Abbiamo poi sostituito un chitarrista, Gabe, perchè il suo gruppo parallelo, i The Locust, stavano cominciando ad avere impegni che non gli consentivano di mantenere due gruppi. All’inizio il nostro genere era più; orientato sul grind/power violence, mentre negll’ultimo paio d’anni ci siamo dedicati al nostro lato death/gore/grind.” Siete sempre stati in bilico fra il grind ricco di tematiche splatter e un’attitudine crust “antagonista” e orientata al sociale. E’ un mix di tematiche piuttosto originali, come siete arrivati ad una sintesi di questo genere? “La maggior parte del grind/gore non ha alcun tipo di messaggio. Il nostro è un po’ nascosto ma presente, non abbiamo un atteggiamento integralista e non predichiamo nulla. Disgustiamo, offendiamo e se va bene provochiamo la gente.” La vostra firma per la Metal Blade è stata una sorpresa, dato che il vostro passato è sempre stato nell’underground più oscuro ed estremo: la Metal Blade è un colosso in confronto alla Three One G! Era vostra intenzione cercare un’etichetta più grossa? “Si, stavamo cercando un’etichetta che potesse promuoverci adeguatamente, non ci interessa più lottare per ogni minima cosa, ci serviva una label che ci mettesse in una posizione più conveniente e la Metal Blade era in grado di farlo. Vogliamo solo divertirci e fare a pezzi la gente, in fondo.” Avete lavorato anche con Kid606, un artista elettronico che non si crederebbe vicino al vostro tipo di musica e che rappresenta una collaborazione abbastanza bizzarra. Seguite anche la scena elettronica o è stata una coincidenza? “Abbiamo incontrato Kid606 molti anni fa ormai, lui era all’inizio di questo suo progetto. E’ uno stronzo esattamente come noi, abbiamo fissato dei concerti per lui, abbiamo parlato di molta musica di cui eravamo entrambi fan e alla fine ha mixato e masterizzato alcuni nostri brani mai pubblicati. Quanto alla musica elettronica devo dire che, personalmente, sono fan dei Lull, di Thomas Kroner e Brian Eno, ovviamente. Mi piace tutta la musica estrema. Estremamente ambient, estremamente rumorosa, estremamente veloce, estremamente qualsiasi cosa.” Ti va di darci un breve aggiornamento sui The Locust? Girano voci su parecchi siti, incluso quello ufficiale, che li vorrebbero sotto contratto con la Anti… “Sembra che stiano negoziando gli ultimi dettagli del contratto proprio con la Anti, non ho idea di quando ci sarà l’an nuncio ufficiale ma spero accada presto, sono un gruppo immenso!”

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