Total Metal Festival: intervista con Luigi Pisanello

Dopo la conferma della prima calata nel sud Italia dei mitici Testament, abbiamo scambiato quattro chiacchere con Luigi Pisanello di Vivo Management, autore di questa “impresa” titanica nonché fondatore dell’ormai noto Total Metal Festival che quest’anno diventa un vero festival open-air.
Intanto direi di iniziare con una presentazione dell’edizione 2012 del vostro Total Metal Festival!
Grazie! Innanzitutto un salutone a tutti gli amici di Metallus!
L’edizione 2012 del TMF rappresenta decisamente una immensa soddisfazione per il sottoscritto e per tutto il nostro staff. E’ esattamente il traguardo che ci eravamo imposti per il decimo anniversario del festival e rispecchia i progetti di dieci anni di duro lavoro con una accuratezza che fa quasi spavento! Per il decimo compleanno del Total volevamo un Open Air al di sopra di ogni altro evento mai precedentemente realizzato nel Sud Italia, Volevamo una grossa band in cima al cartellone artistico e, credetemi, i Testament erano proprio il nome a cui più di ogni altro puntavamo! Volevamo innovazione e migliorie evidenti. Senza falsa modestia ritengo che ogni obiettivo sia stato raggiunto con una tempistica perfetta… e questo ovviamente ci da la forza di continuare a porci obiettivi per i prossimi 10/15 anni… se tutto va bene, chissà, forse il TMF 2022 sarà esattamente come (con molta ambizione) ce lo immaginiamo! Eheheheh.

Quand’è nata l’idea di proporre attraverso l’agenzia Vivo Management un festival tutto vostro?
Comincio da qualche anno prima… All’incirca dodici anni fa, quando in Puglia, e nel Meridione in generale, la scena metal era praticamente estinta, cominciai ad organizzare a Bari i primi concertini di gruppi locali in un piccolo pub della città. Fortunatamente si cominciò a creare un certo movimento e l’interesse per la musica metal sembrava ricominciare a crescere. Così, nel 2002, volli tentare una sorta di “ esperimento”, provare ad organizzare qualcosa di un po’ più altisonante rispetto ai “concertini di quartiere” e che radunasse in un solo giorno tutti quei piccoli gruppi di metallari che, fino ad allora, per lo più frequentavano i suddetti concerti in maniera sparpagliata e sporadica. E’ così che è nato il Total Metal Festival, come un esperimento che, per fortuna, si rivelò riuscitissimo. La parola “Total” non è infatti scelta a caso! L’idea è sempre stata proprio quella di “totalità”, richiamare all’unione tutto ciò che ruota attorno alla cultura Metal; gruppi musicali e fan di ogni sottogenere, arte a tema, stili di vita, vestiario ecc ecc…
Quello fu l’inizio e ricordo ancora oggi con piacere che, nonostante all’epoca il budget a disposizione fosse ridicolo paragonato a quello dell’edizione 2012, il successo di quella iniziativa fu clamoroso! Tanto è vero che, fin dal giorno dopo si pensava già al futuro del festival, ai passi da fare e, probabilmente, in una remota cellula del mio cervello, fu concepita anche l’edizione del decimo anniversario che, con gli anni è diventato il sogno concreto che oggi si sta realizzando!

Com’è la situazione del metal al sud? I concerti soprattutto negli ultimi anni stanno aumentando e festival come il vostro ma anche come l’Armageddon In the Park crescono ogni anno sempre di più.
Il mondo della musica in genere, e quindi anche quello che riguarda il Metal, così come qualsiasi attività commerciale risente oggigiorno duramente della crisi economica che sta logorando l’Italia. Su questo non ci piove. Tuttavia esiste ancora nel cuore della gente la voglia, spesso la necessità, di coltivare le proprie passioni di vivere momenti di distacco dalla vita quotidiana… tutto questo si traduce in quell’irrefrenabile istinto che ci porta ancora, quando è possibile, ad acquistare un disco o ad andare a vedere un concerto. Inutile nascondere che portare avanti con coerenza e professionalità progetti costosissimi come il Total Metal Festival oggi è parecchio più difficile rispetto a diversi anni addietro. Ma io personalmente sono del parere che ne valga la pena in quanto eventi come questo servono proprio a tenere viva quella scintilla nel cuore degli appassionati. Se pure i guadagni, analizzati da un punto di vista prettamente manageriale, spesso non sono soddisfacenti, si possono considerare operazioni come questa come una sorta di investimento sul futuro. Cerco di spiegarmi in altre parole: Se oggi tutti gli organizzatori smettessero di fare il loro lavoro scoraggiati dai bilanci striminziti non resterebbe più nulla ai fan che mantenga vivo il loro interesse per questa cultura e, se pure un giorno tutta la Nazione dovesse risollevarsi dai problemi economici e conoscere una nuova era di ricchezza, la passione per la musica potrebbe essere stata ormai dimenticata da tutti. Noi invece contiamo di mettercela tutta e districarci al nostro meglio oggi per poter poi raccogliere i frutti quando ce ne sarà occasione in futuro. Credo sia questo che spieghi la continua crescita della scena anche qui al Sud. Ma d’altro canto, anche non avendo questa positiva prospettiva, credo che io, come qualunque altro “operatore” dello spettacolo, non potrei mai vincere la forza interiore che mi spinge a restare in gioco ad ogni costo, sempre e comunque; per un solo semplice motivo: non ne posso fare a meno! E’ la mia passione!

Qual è l’edizione che ricordi con maggior affetto e quale quella di maggiore successo del vostro festival.
E’ una domanda davvero difficile questa! Potresti mai chiedere ad una madre quale figlio preferisce? Hehehehe…. Certamente ogni anno che metto su le basi per una nuova edizione, quando mi rendo conto di aver fatto grandi progressi con questo Festival, il pensiero torna a quella famosa prima edizione del 2002 quando lo stesso spirito e lo stesso orgoglio che provo oggi lo potevo sentire con molto ma molto meno…
Per stabilire quale sia stata l’edizione di maggior successo bisognerebbe analizzarle tutte sotto diversi aspetti. Eviterei di parlare di successo economico perché quello credo interessi poco ai lettori, mentre, sotto il punto di vista organizzativo posso fermamente dichiarare che l’ultima edizione è sempre quella più matura e riuscita in quanto ogni anno riusciamo ad imparare dai vari piccoli errori e/o imprevisti nuovi aspetti della complicata struttura organizzativa di questo tipo di evento e a proiettarli nel piano per l’edizione successiva. Dal punto di vista Artistico, credo che le ultime edizioni, prima di quella in arrivo, bene o male si equivalgano, mentre sicuramente quest’anno abbiamo fatto, sotto questo aspetto, passi da gigante!

L’anno scorso il festival non si è tenuto, col sennò di poi pensi sia stata una decisione giusta? Cos’è cambiato rispetto all’anno scorso per farvi decidere di riproporre il festival quest’anno?
Certo, è stata una decisione difficile ma ben ponderata. Non si è mai trattato di un addio o di una pausa di riflessione. Quando l’anno scorso abbiamo annunciato che il TMF del 2011 non ci sarebbe stato, sapevamo già con certezza che nel 2012 si sarebbe ripresentato nella forma in cui lo stiamo offrendo quest’anno. Il motivo di tale decisione stava nel fatto che l’anno scorso non siamo riusciti a reperire risorse artistiche all’altezza della parabola ascendente del festival. Non volevamo assolutamente mettere su un’edizione “arrangiata” tanto per farla e basta! Consideriamo questo un gravissimo errore! Piuttosto che mettere su un festival minore con “quello che passava il convento” abbiamo preferito non farlo affatto e cominciare a concentrarci sull’edizione del 2012, anno in cui ricorre il decimo anniversario del festival. Fare un festival che in tanti anni si è guadagnato tanta stima e tanto rispetto senza una o due band headliner che siano all’altezza della sua fama sarebbe stato, a mio parere, solo controproducente e avrebbe sminuito l’alone di “magia” di cui fortunatamente gode.

La location è cambiata: dal Demodè di Bari a Toritto, sempre nei pressi di Bari, come mai questa scelta?
Era parte del piano. Il Demodè Club è, e resta, il miglior live club esistente in tutto il Meridione, tuttavia, come dicevo poc’anzi, il progetto per il decimo anniversario era rigorosamente OPEN AIR per cui la ricerca di una nuova location era obbligatoria! Al Demodè abbiamo fatto alcune delle edizioni più belle e riuscite del TMF e sicuramente continueremo a lavorare con questo splendido posto per altre cose future, ma per rendere il nostro festival davvero magico volevamo qualcosa di assolutamente mai visto prima e la nuova location, il Parco Storico “Lago Del Bosco” non solo ha tutte le caratteristiche che cercavamo, tanto verde, alberi che riparano dal sole, tantissimo spazio ecc ecc, ma offre anche spunti per tutta una serie di idee che fortunatamente ci hanno permesso di andare ben oltre le nostre più rosee aspettative nell’organizzazione di un “paradiso del metal” dandoci la possibilità di sviluppare attorno ai concerti e alla prestigiosa presenza dei Testament, un “contorno” extra-musicale tutto da vivere che renderà la giornata di ogni avventore assolutamente indimenticabile!

Oltre alla musica live, cosa offre il Total Metal Festival?
Oltre a più di dodici ore di concerti, grazie alla suggestiva nuova location ed al competente e preparatissimo team che la gestisce, Il Total Metal Festival di quest’anno potrà offrire al suo pubblico tutta una serie di attività ricreative collaterali. Tra le tante cose, all’interno dell’area verrà ricostruito un villaggio medievale vivente in perfetto stile storico con costruzioni tipiche dell’epoca, accampamenti, cavalieri templari, scultori e animali… e tutto ciò sarà a disposizione del nostro pubblico che, fra l’altro, potrà usufruire della guida di figuranti in costume che accompagneranno chiunque ne abbia voglia in una sorta di visita didattica del villaggio spiegando i vari aspetti della cultura dell’epoca. Immaginate un cavaliere in tunica crociata che vi invita ad entrare nella sua casa costruita con paglia e fango per mostrarvi come accendere un fuoco con una pietra e un po’ di erba secca! Sarà inoltre possibile prendere parte personalmente a duelli di scherma medievale, sempre ovviamente sotto l’attenta supervisione di esperti, tirare con l’arco e tante altre cose che catapulteranno letteralmente i presenti in un mondo a parte indietro nel tempo! Fra le varie attrazioni, di sicuro successo sarà anche il soft-air che predisporremo in un tendone militare ove chiunque potrà cimentarsi nel tiro al bersaglio come in un poligono di tiro!
Non mancheranno ovviamente anche tutti quegli altri accorgimenti che ormai sono tradizione del Nostro festival come l’area stand dove si potrà trovare merce di ogni tipo, il merchandise ufficiale del TMF, gadgets vari, fumetti, dischi ed esposizioni artistiche di ogni sorta, un angolo ristoro con birra fresca, acqua e i nostri speciali panini imbottiti di ottima carne locale alla brace… Beh, potrei davvero dilungarmi, ma preferisco lasciare alcune sorprese agli avventori…. Una cosa che posso garantire è che dalla mattina alla sera non sarà mai possibile annoiarsi!

Come vi ponete nei confronti di festival più imponenti come il Gods of Metal?
Con moltissima umiltà e tanta ammirazione. Il Gods Of Metal è certamente motivo di orgoglio per la scena metal italiana, è un festival che esiste da tantissimi anni e che ancora oggi nel nostro Paese riesce a unire in un solo evento nomi che altrimenti sarebbe difficile accomunare su un unico palco. Per noi, eventi come il GOM sono uno stimolo a fare sempre meglio e a puntare in alto con l’obiettivo di poter magari un giorno eguagliarli o magari superarli… certo, la strada è ancora lunghissima, ma se non ci ponessimo obiettivi ambiziosi faremmo progressi molto più lentamente no?

L’headliner dell’edizione 2012 saranno i mitici Testament. E’ stato difficile aggiudicarseli? Come siete riusciti a mettervi in contatto con loro?
Come ti dicevo qualche risposta fa, i Testament erano nei nostri progetti da moltissimi anni. La fortuna ha voluto che proprio quest’anno loro siano in tour in tutto il mondo per promuovere il nuovo album che sta per uscire. Certo questo non era sufficiente per aggiudicarseli… sapevamo che il TMF, se pur già considerato evento apice del Sud Italia, necessitava ancora di un grande incremento strutturale per potersi permettere una band come i Testament. Ma anche questo fortunatamente coincideva con il nostro obiettivo, ovvero quello di creare un grande Open Air! Grazie anche alla preziosa mediazione dei nostri stimati colleghi della Live Nation, abbiamo esposto il nostro progetto con tanto di piantina della location e idee varie al management della band che ha ritenuto la nostra proposta valida ed interessante. Abbiamo così potuto firmare l’accordo e assicurarci le leggende del Thrash per la loro prima apparizione nel Sud Italia!

Puoi svelarci qualcosa sull’altro co-headliner?
Al momento di questa intervista sfortunatamente ancora no, ma credo sia ormai questione di pochi giorni. Il Total è ancora un evento con un budget che, se pure enormemente superiore rispetto agli scorsi anni, è ancora molto limitato e, come si può immaginare, gran parte di esso e servito ad assicurarsi i Testament. Tuttavia siamo ancora in grado di valutare alcune proposte per una buona band co-headliner che sicuramente accontenterà la maggior parte dei nostri seguaci.

Qualche commento sul bill 2012, come sono state scelte le band? Quanta attenzione riponete verso l’underground italiano e in particolar modo locale pugliese?
Oltre alle band in cima alla line-up, il nostro festival offre una lunga lista di ottimi gruppi underground che, se pur decisamente meno conosciute rispetto ai “piani alti”, sono il risultato di una attenta selezione della nostra direzione artistica, scelti tra un numero impressionante di band candidate (non ce lo aspettavamo neanche noi che sarebbero state così tante!) selezionate visionando i video dei loro concerti in modo da poter valutare direttamente la bravura di questi artisti in un contesto live. Possiamo assicurarvi che ognuna di loro è più che degna di calcare il palco del TMF e che tutte offriranno, fin dall’apertura dei cancelli, a tutti i presenti ottimo metal e ottime performance!
Il Total Metal Festival ha sempre avuto un occhio di riguardo per l’underground Italiano e siamo convinti che qualche band “minore” meritevole di esibirsi di fronte al grande pubblico nel nostro bill ci sarà sempre anche nelle edizioni future. Non facciamo particolare distinzione tra band del Sud e band del Nord Italia perché non ci sembra necessario. Tuttavia anche quest’anno ci saranno alcune band provenienti dal meridione di cui, se non ricordo male, almeno due pugliesi!

Molti festival ed agency sono in difficoltà. Gli esempi possono essere l’Agglutination Festival che ogni hanno incontra molti problemi a riproporsi e un altro esempio eclatante è la chiusura della parte live di Bologna Rock City che ha tra l’altro appena annunciato l’annullamento dello Steel Fest 2012. Voi come vi ponete in questo contesto così difficile? La situazione è veramente così tragica?

Io sono del parere che non bisogna mai piangersi addosso, ma, anche nelle situazioni più difficili, rimboccarsi le maniche e trovare soluzioni. Certo questo non sempre è possibile e non tutti hanno sempre i mezzi o le idee per farlo, tuttavia credo che con una buona dose di tenacia e intelligenza chiunque possa tenere duro.

Non sapevo di quanto accaduto a Bologna Rock City e me ne dispiace molto. Mentre per quanto riguarda l’Agglutination ho sentito dire che hanno sempre più difficoltà a trovare i sovvenzionamenti pubblici… Beh, sotto questo aspetto mi ritengo “fortunato nella sfortuna”; il TMF è sempre stato realizzato con i nostri fondi, il supporto delle band e di qualche sporadico sponsor; non ha mai goduto di sovvenzionamenti pubblici (a parte qualche spicciolo elargito dal comune di Bari nel 2008) e quindi non rischieremo mai di perderli! Hehehe….

Cosa diresti a chi vuole intraprendere una carriera nel management e promozione musicale? E’ possibile in Italia sopravvivere con un’occupazione di questo tipo? Escludendo ovviamente entità ben più grosse come Barley e LiveNation…

Se proprio dovessi elargire un consiglio suggerirei di intraprendere questo tipo di carriera solo se alla base c’è una fortissima passione e la consapevolezza di cominciare un cammino decisamente molto difficile e complicato, soprattutto in una realtà economica nazionale come quella attuale. Un’attività come questa, vista dal punto di vista prettamente commerciale, non è certo tra le più remunerative. Tuttavia, se si fa tesoro dell’esperienza man mano che si va avanti, con le scelte giuste fatte al momento giusto, le cose possono funzionare e, per fortuna, gente come me riesce a guadagnarci da vivere…. Ah, dimenticavo…. Se qualche lettore sta pensando di aprire un’agenzia di spettacoli si prepari a lavorare spesso e volentieri anche 12/13 ore al giorno festivi inclusi! Ahahahaha…

Per concludere…
Vorrei ricordare a tutti che se se ne vuole sapere di più sul Total Metal Festival si può interagire direttamente con il nostro staff tramite facebook alla pagina www.facebook.com/totalmetalfestival oppure visitare il nostro sito ufficiale www.totalmetalfestival.com.
Saluto e ringrazio il vostro staff per questa intervista, i vostri lettori, tutte le persone che al mio fianco rendono possibile la realizzazione di questo festival e in particolar modo tutti quei metallari che il prossimo 31 luglio verranno a godersi la nostra inimitabile ospitalità in quel di Toritto, nella verde Puglia, per passare una giornata indimenticabile al Total Metal Festival Open Air! Ciao a tutti!

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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