White Skull: Intervista a Tony “Mad” Fontò

Pezzi da novanta del metal nostrano, affondano le radici della loro storia in quei nineties che hanno segnato la rinascita di un genere che, sulla nostra penisola non ha mai attecchito granché. I metal gods tricolori? Non ci pare esagerato definirli tali, se teniamo conto che i White Skull non hanno mai abbassato la guardia, mai sono scesi a compromessi, mai hanno ceduto a contaminazioni stilistiche: solo metallo del più verace.

E come poteva poteva mancare la visita alla kermesse bolognese del Gods Of Metal 2004 del fondatore della band vicentina? Diamo asilo, quindi, al buon Tony ‘Mad’ Fontò nello stand di Metallus in modo da far luce sull’ultimo, iperproduttivo, periodo del Teschio Bianco.

Da sempre la premiata ditta White Skull, si è sempre contraddistinta per le liriche basate su concept coinvolgenti e trascinanti: anche stavolta, con ‘The XIII Skull” sembra che tu, Tony abbia voluto lasciare il segno…

“L’idea è partita dal libro ‘I Tredici Teschi Di Cristallo’ di Jon Ropper basato su un reale ritrovamento di dodici teschi di cristallo nel corso del ‘900. Il primo addirittura fu trovato nel 1926 nello Yucatan sino al dodicesimo, nella Mesoamerica. E’ una storia molto articolata e complessa, ma noi abbiamo preferito riassumerla nei brani ‘The Skulls’ e ‘The Union’. Si tratta in definitiva, della storia di questi tredici teschi di cristallo che sono stati rinvenuti sul nostro pianeta, dai quali si denota dalla manifattura e dall’epoca di realizzazione una provenienza non terrestre. Una leggenda narra che, quando questi tredici teschi verranno messi assieme – ne manca, come detto, solo uno all’appello – creeranno una forte energia rutilando in aria e rivelando la vera origine della razza umana.. si esce quindi ancora una volta dagli schemi che vogliono l’uomo creato da Dio. Gli altri brani invece parlano in modo più ampio della correlazione che esiste tra l’uomo e gli alieni, di vari misteri come Atlantide, il mostro di Loch Ness… cose che sembra riconducano in ogni caso all’immensità dell’universo. La mia interpretazione personale di queste tematiche è quindi il succo di ‘The XIII Skull’.”

Sembrava quasi che dal precedente cambio di line-up la voglia di trattare tematiche anticlericali come avvenne in ‘The Dark Age’ fosse diventata preponderante…

“‘The Dark Age’ è stato un album molto scuro, a prescindere dalle tematiche che tratta. Più che altro ha suscitato scalpore in seguito al cambio di cantante. Penso che se un disco del genere lo avesse cantato Federica De Boni, sarebbe passato inosservato dal punto di vista del clamore. Sono temi forti quelli trattati in quel disco, certo, ma quello che di base abbiamo sempre voluto realizzare sono album di qualità, non legati ad un solo argomento. Ora però sono contento perché la gente ci ha accettato per quello che siamo veramente: una band che vuole fare metal!”

Oltre ai tanti cambiamenti degli ultimi tempi negli Skulls, mi ha stupito che una new entry come Danilo Bar, si sia da subito messa dietro la consolle in veste di co-producer: non rischiava di essere una scelta azzardata?

“Ti spiego come è andata: dall’uscita di Nick Savio dalla band necessitavo di un chitarrista solista ma anche qualcuno con cui tirar giù i nuovi brani. Dopo i provini sono entrato subito in sintonia con lui e ho capito che era la persona giusta per scrivere nuove cose. Quando siamo entrati a registrare nei miei studi e li ero in veste anche di tecnico del suono, mi serviva qualcuno di fidato che potesse criticare quello che stavamo realizzando. D’altronde essere nello stesso tempo tecnico del suono, musicista e produttore stava diventando una situazione difficile per me… necessitavo di una “spalla”! Danilo si è prestato immediatamente per questo ruolo, sia quando abbiamo registrato le batterie, le chitarre e le voci: decidevamo assieme cosa era meglio fare per avere il meglio dalla band!”

Danilo aveva gia avuto esperienze di questo tipo di produzioni?

“No, non ne aveva mai avute proprio… ma gli ho da subito detto: ‘Dani, stammi dietro e dammi solo delle risposte!” E’ stato un vero co-producer, un vero e proprio consigliere, il “terzo orecchio”! Sapeva quello che tutti volevamo, cioè che non volevamo un prodotto meramente commerciale, ma nemmeno una cosa oltranzista ed estrema: l’esatta via di mezzo! Meglio di lui nessuno poteva interpretare i nostri pensieri!”

E con Nick le cose come sono rimaste? Siete ancora in buoni rapporti?

“Altro che! Ottimi.. E’ addirittura mio socio nei Remaster Studios di Vicenza. Ha scelto di andar via dagli Skull per il semplice fatto che non riceveva più degli stimoli per andare avanti. Ha sempre detto: ‘Siamo una bella band certamente, ma resto nei White Skull più per l’amicizia che ci lega che per la musicalità della stessa: a me piace più l’hard rock e tutto ciò che gravita al di fuori del gruppo. Mi sembrerebbe stupido rimanere solo per convenienza!’ . Siamo – come ti ho detto – ottimi amici e suoniamo addirittura in una cover band tributo a Ozzy Osbourne, quindi le cose vanno bene così!”

E con Fabio Pozzato?

“Qua subentra il luogo comune ma non troppo che ‘di musica metal in Italia non si vive’. Tanta gente pensa ancora che noi che facciamo questo mestiere campiamo con ciò che ricaviamo dalle vendite. Certamente sono tante le soddisfazioni che ti togli, ma da qui a camparci !!! Premesso ciò, tenevo a sottolineare che per essere protagonisti di belle esperienze come suonare in un tour, in festivals, comporre e registrare dischi bisogna avere del buon tempo libero dal “lavoro ufficiale” e un’infinita passione per la propria band, suonando, studiando, impegnandosi in definitiva. Negli ultimi tempi Fabio ha avuto problemi a causa del lavoro, cominciava a non esser più partecipe al 100%, mancando le prove od arrivando non preparato e stanco… così facendo ci metteva in seria difficoltà. Non è che la band ha preso una decisione risoluta nei suoi confronti, ma abbiamo parlato con lui e gli abbiamo detto che, se voleva rimanere nel gruppo, doveva venire avanti di comun passo e seguire quello che facevamo…tutt’al più se ci fossero stati problemi, avremmo potuto portare pazienza per un periodo. A quel punto Fabio è ‘scoppiato’ e ci ha detto che, anche se non avrebbe mai avuto il coraggio di farlo, il suo vero desiderio era quello di chiudere con gli Skull. Da qui il suo abbandono..”

Tempo record è stata la durata nella band di Fabio Manfroi…

“Anche qui.. sembra che la sfiga ci perseguiti! Eheheh… Fabio ci è stato presentato da un amico e tra tutti i bassisti provinati è stato il migliore ed è stato preso senza dubbi. Mi ha da subito detto in un italiano stentato (è brasiliano di origine) che nonostante non ci conoscesse, gli sarebbe piaciuto buttarsi dato che gli piaceva molto il power. Quando ha capito la realtà White Skull è rimasto sbalordito..pensa che il suo secondo concerto è stato coi Grave Digger, i suoi idoli! Poi purtroppo la sua famiglia ha avuto alcune disgrazie in brasile e pur non essendo rimpatriato , si è trasferito in Irlanda per guadagnare più soldi ed aiutare i suoi. A questo punto non abbiamo potuto dir niente, ci mancherebbe…. Abbiamo cercato anche di aiutarlo economicamente, ma ha fatto una scelta dettata dalla necessità e chissà che un giorno non lo rivediamo in giro…”

A che punto sono quindi i White Skull circa la ricerca di un valido sostituto?

“Siamo in cerca, l’hai detto, anche se in realtà avremmo gia adocchiato una persona che mi piacerebbe rimanesse nella band… E’ colui che sta al momento suonando con noi per le date estive: non è altri che Steve Balocco degli Anthenora. Però non voglio che si creino casini all’interno della sua band… se lo lasceranno venire con noi, ben venga: sono certo che riuscirebbe a gestire entrambe le situazioni. In caso le cose non andassero in quella direzione, alla fine dell’estate faremo la nostra scelta tra molti ragazzi che abbiamo provinato, e ti assicuro che sono in molti ad ambire al posto che fu di Fabio!”

Tra le vostre date di quest’estate spicca senz’altro il Valpolicella Metal Festival, che oramai sembra diventato un appuntamento fisso: dopo aver portato i Digger l’anno scorso, anche stavolta il festival in questione ti vede protagonista come mediatore per uno degli headliner dell’edizione in corso..

“Si, in realtà dovevano prender parte al Valpolicella i Virgin Steele, ma dato che suonavano entro poche settimane anche al festival di Tradate, gli organizzatori hanno preferito optare per un’ altro grosso nome. Cosi ho provato a contattare U.D.O, il quale ha dato la disponibilità diventando uno dei due headliner della duegiorni veronese. Ci sarebbero in ballo altri nomi “lastminute”… vedremo cosa potremo fare !!”

Rimanendo in tema di live – dopo i festival estivi – ‘The XIII Skull’ avrà un vero e proprio tour autunnale in suo supporto?

“Beh, penso che faremo diverse date, anche se di molto grosso non ci è stato proposto ancora nulla di interessante.. Non sono il tipo che fa sparate del tipo “Faremo il grosso tour di supporto alla star di turno o cose simili”. Ci sono molti che – a parole – ci propongono mari e monti, ma sinceramente sono in questo mondo da un pò di tempo e le chiacchiere stanno a zero. Mi sono quindi rimboccato le maniche e con le mie forze sto organizzando un tour che porterà la band in giro per l’ Italia, Germania e con degli aiuti spero di portare i White Skull anche in Spagna e Francia.. e se poi verrà dell’altro, no problem, sarà ben accetto! Dal canto mio non mi fermo mai: sto infatti gia scrivendo i brani per il prossimo album!”

Addirittura…

“Di certo ci sono idee molto buone alla base, fissate su nastro da me e Danilo. Stiamo lavorando con Alex (Mantiero, drummer; nda) e Gus (Gabarrò, voce; nda), che hanno anche loro idee molto valide, per inquadrare quale sarà il successore di ‘The XIII Skull’!”

A questo punto, non possiamo non chiederti cosa prevede la storia che finirà sul nuovo disco!

“Guarda, sono molto combattuto circa la storia del nuovo album! A me piacciono molto le storie sugli alieni e vorrei continuare su quel campo, ma nello stesso ultimamente ho preso in mano diversi libri sui celti e le civiltà nordiche.. da qui la tentazione di dare un seguito a ‘Tales From The North’: se ci saranno dei fans che leggeranno quest’intervista, possono tranquillamente mandarmi una email tramite il nostro sito http://www.whiteskull.it ed esprimere il loro giudizio od una loro idea a riguardo! D’altronde sono loro che comprano i nostri dischi e che facciano parte di essi a noi non può che far piacere!!”

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